Mental coaching: perché dovresti evitare di dirti “Devo fare zero!”
Quante volte, poco prima di entrare in campo gara, un cavaliere si ripete mentalmente: “Devo fare zero”? È una frase che sembra motivante, ma che in realtà può produrre l’effetto opposto. Secondo la mental coach, infatti, proprio quel pensiero può trasformare uno stato di concentrazione in una condizione di forte tensione, influenzando negativamente sia il cavaliere sia il cavallo.
Ecco perché.
L’altro giorno stavo lavorando con un’atleta che mi raccontava come fosse passata da uno stato di calma a uno stato di ansia nel giro di appena due minuti.
Le ho chiesto cosa fosse successo.
“Il campo prova è andato bene, ero tranquilla e concentrata. Poi sono entrata in campo gara e ho iniziato a dirmi: Devo fare zero! Devo fare zero!“
Le ho quindi chiesto cosa fosse accaduto subito dopo.
“Da quel momento in avanti ho perso completamente la concentrazione e sono entrata in uno stato di ansia pazzesco. Ho perso proprio la visuale, è come se non vedessi più e non ragionavo più. È suonata la campanella e sono partita, ma non capivo neanche cosa stessi facendo. Ho fatto un errore assurdo al due e poi uno al quattro. Ho buttato via la gara e non capisco perché.”
Le ho domandato se avesse individuato il momento preciso in cui era avvenuto quel passaggio dalla concentrazione all’ansia.
“Adesso che me lo chiedi, in effetti tutto è partito da quando mi sono detta: Devo fare zero!“
Ed è proprio questo il punto.
Quando ti dici “devo fare zero”, la mente può andare in difficoltà e il corpo tende a irrigidirsi immediatamente.
In quel momento qualcosa cambia: le spalle si contraggono, le mani diventano più rigide, la respirazione si accorcia. Il cavallo percepisce subito questa variazione, perché i cavalli non mentono mai. Anche lui inizia a tendersi.
Il paradosso del “devo”
La parola devo rappresenta un obbligo. È una costrizione e, se non riesci a raggiungere quell’obiettivo, la tua mente interpreta il risultato come un problema.
Quando ti dici “devo fare zero”, il cervello non elabora l’obiettivo, ma la minaccia.
Il messaggio che arriva al sistema nervoso non è: “Vai e goditi il percorso”, ma piuttosto: “Se sbagli, succede qualcosa di brutto.”
È un meccanismo molto antico. Il cervello umano è programmato prima di tutto per sopravvivere, non per competere. Ogni volta che percepisce una pressione, che provenga dal giudice, dal pubblico, dal proprio istruttore o semplicemente da sé stessi, attiva automaticamente la risposta allo stress: aumentano adrenalina e cortisolo, i muscoli entrano in stato di allerta e il corpo si prepara a reagire.
Cosa succede quando ti dici “Devo fare zero”
Le conseguenze possono essere numerose:
- aumenta la paura di sbagliare;
- l’errore viene percepito come una minaccia;
- cresce la tensione emotiva;
- il corpo produce adrenalina e cortisolo;
- si entra in modalità di allerta;
- l’organismo si prepara ad attaccare o a fuggire;
- i movimenti diventano meno precisi e la forza viene dosata peggio;
- si perde parte della connessione con il proprio cavallo;
- si finisce per commettere errori che normalmente non si farebbero.
Cosa dirti, invece
La soluzione non è eliminare gli obiettivi, ma modificare il dialogo interno.
Al posto di “devo fare zero”, puoi scegliere frasi come:
- Voglio dare il meglio di noi.
- Mi concentro per dare il meglio.
- Andiamo a divertirci.
- Tengo un buon ritmo e vado.
- Posso dare il meglio.
- Posso concentrarmi su ritmo e direzione.
Queste espressioni spostano l’attenzione dalla paura dell’errore alla qualità della prestazione.
Quando la mente non percepisce più la situazione come una minaccia, la tensione diminuisce, diventa più semplice rimanere concentrati sul presente e vivere la gara con maggiore leggerezza. Questo favorisce anche una migliore connessione con il cavallo, permettendo alla coppia di esprimersi con maggiore naturalezza.
Un piccolo cambiamento che può fare la differenza
Il dialogo che instauriamo con noi stessi nei minuti che precedono una gara ha un impatto molto più grande di quanto spesso immaginiamo. Sostituire un obbligo con un’intenzione positiva non significa abbassare le proprie ambizioni, ma creare le condizioni mentali per esprimere davvero il proprio potenziale. A volte, il primo ostacolo da superare non è quello che troviamo in campo, ma quello che costruiamo nella nostra mente.
Errori mentali da evitare in campo prova 5
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