Trofeo Federale Mounted Games 2026: un nuovo format per far crescere la disciplina

Michele Spina

L’intervista a Michele Spina, membro della Commissione FISE Mounted Games

Il Mounted Games continua a conquistare spazio all’interno del panorama equestre italiano: una disciplina dinamica, coinvolgente, capace di parlare ai giovani, ma anche di attirare l’attenzione di chi arriva da altri sport equestri, incuriosito da un modo diverso di vivere la competizione.

Negli ultimi anni, il livello espresso dai binomi italiani impegnati nei contesti internazionali è cresciuto in maniera evidente, soprattutto in termini di consapevolezza, approccio mentale e capacità di affrontare gare ad alta intensità. Un percorso che testimonia il lavoro svolto da tecnici, circoli e famiglie e che pone le basi per uno sviluppo ulteriore del movimento.

È proprio all’interno di questa prospettiva di crescita che nasce e si evolve il Trofeo Federale Mounted Games, giunto nel 2026 a una nuova definizione regolamentare. Un progetto al quale ha contribuito anche Michele Spina, membro della Commissione FISE Mounted Games e Starter Internazionale, con l’obiettivo di rendere la disciplina sempre più accessibile, inclusiva e capace di accompagnare i binomi lungo un percorso di formazione sportiva strutturato.

“Il Trofeo Federale è pensato come uno strumento di promozione e di sviluppo – spiega Spina – un circuito che aiuti ad ampliare la base dei praticanti, creando allo stesso tempo un collegamento sempre più stretto tra chi si avvicina alla disciplina e chi oggi rappresenta il vertice del Mounted Games italiano”.

Un circuito che guarda ai territori

Uno degli elementi centrali del Trofeo Federale MG 2026 è l’organizzazione su quattro tappe qualificanti più una finale, con una caratteristica fondamentale: non è necessario partecipare a tutte le tappe per accedere alla finale, è sufficiente prendere parte ad almeno due.

Una scelta che risponde a un’esigenza molto concreta: facilitare la partecipazione dei circoli e dei binomi distribuiti su tutto il territorio nazionale, riducendo l’impatto delle trasferte e rendendo il circuito sostenibile anche per chi proviene da aree più lontane dai tradizionali poli organizzativi.

L’idea è quella di favorire, nel tempo, una distribuzione geografica sempre più equilibrata delle sedi di gara, portando il Mounted Games in contesti diversi e permettendo a un numero crescente di realtà di entrare in contatto diretto con la disciplina.

La formula a coppie: una porta aperta per tanti circoli

Accanto all’aspetto territoriale, il Trofeo Federale punta in modo deciso sulla formula a coppie. Nel Mounted Games tradizionale la squadra è composta da cinque binomi, una configurazione che richiede numeri, organizzazione e una base strutturata all’interno del circolo.

La formula a coppie rappresenta invece una soluzione più flessibile, che consente anche ai centri più piccoli o a quelli in fase di avviamento di prendere parte al circuito. Portare due binomi è spesso più semplice che costruire una squadra completa, e questo favorisce un primo ingresso nel mondo delle competizioni Mounted Games.

Inoltre, la possibilità di formare coppie miste tra circoli diversi apre a collaborazioni, scambi e nuove sinergie, contribuendo a creare un tessuto sportivo sempre più connesso.

Gare concentrate in due giornate

Le tappe del Trofeo Federale sono strutturate su due giorni di gara. Una scelta pensata per contenere i costi, semplificare la logistica e rendere l’esperienza più compatibile con gli impegni scolastici, familiari e sportivi.

La concentrazione delle competizioni non riduce il valore tecnico dell’evento, ma lo rende più sostenibile, favorendo una partecipazione più ampia e continuativa nel corso della stagione.

Un sistema di punteggio che incoraggia l’iniziativa

Tra le novità regolamentari del Trofeo Federale MG 2026 c’è una modifica apparentemente semplice, ma dal forte valore formativo: l’introduzione di un punto aggiuntivo per il binomio che vince il singolo gioco all’interno della batteria.

Nel Mounted Games, tradizionalmente, il punteggio viene assegnato in base al piazzamento complessivo di ogni gioco. Questo sistema, nel tempo, ha dimostrato di permettere anche una lettura “strategica” della gara: è possibile costruire un buon risultato complessivo attraverso una serie di piazzamenti regolari, senza necessariamente andare a cercare la vittoria del singolo gioco.

Con il nuovo criterio adottato dal Trofeo Federale, chi taglia per primo il traguardo di un gioco riceve un punto in più rispetto agli altri piazzamenti. Una scelta che va nella direzione di valorizzare l’iniziativa, il coraggio sportivo e la capacità di prendersi delle responsabilità in campo.

L’obiettivo non è stravolgere l’essenza della disciplina, ma orientare gradualmente i binomi verso un atteggiamento più propositivo, simile a quello richiesto nelle competizioni internazionali, dove la capacità di cercare la vittoria nei momenti chiave fa spesso la differenza.

In questo modo il Trofeo Federale diventa anche uno strumento educativo: abitua fin da subito cavalieri e amazzoni a leggere la gara non soltanto in funzione del piazzamento finale, ma anche della qualità dell’azione, dell’intensità e della determinazione con cui si affrontano i singoli giochi.

L’accumulo dei punti: una gara che resta aperta e coinvolgente fino all’ultimo gioco

Un altro aspetto centrale del Trofeo Federale MG 2026 è la scelta di basare le tappe qualificanti su un sistema di accumulo dei punti, anziché su una formula che prevede eliminazioni o ripartenze da zero dopo poche sessioni.

In pratica, ogni gioco contribuisce alla classifica generale della tappa e il punteggio ottenuto viene sommato progressivamente. Questo significa che la posizione di un binomio può evolvere nel corso della gara, con la possibilità concreta di recuperare terreno anche dopo una partenza non ideale.

È un’impostazione che rende la competizione più “viva”, perché mantiene aperto il confronto fino all’ultimo gioco e dà valore alla continuità della prestazione.

Dal punto di vista sportivo, questo sistema favorisce un clima in cui ogni binomio è stimolato a restare concentrato e motivato per tutta la durata della gara, con l’idea di potersi giocare ogni sessione come un’opportunità per migliorare.

Dal punto di vista della promozione della disciplina, l’accumulo dei punti contribuisce a rendere l’esperienza più gratificante: anche chi non parte con l’obiettivo di vincere la tappa può misurare i propri progressi, vedere riconosciuto il proprio impegno e uscire dal campo con la percezione di aver costruito qualcosa di concreto.

In questo senso, il Trofeo Federale MG 2026 non è soltanto un circuito di gare, ma un percorso che accompagna i binomi lungo una stagione di crescita, dove ogni gioco conta e ogni esperienza contribuisce al risultato finale.

La finale: Sprint Race e tre giorni di competizione

La finale del Trofeo Federale 2026 si sviluppa su tre giornate. I binomi vi accedono con i punti d’onore accumulati nelle tappe, considerando i due migliori risultati ottenuti.

Il primo giorno è dedicato alle Sprint Race, una novità assoluta per il Mounted Games: sessioni brevi su quattro giochi, ripetute più volte con rotazione degli avversari. Le Sprint Race servono a determinare l’accesso alle finali dei giorni successivi e assegnano bonus o penalità sui punti d’onore, premiando chi ottiene i migliori piazzamenti.

Sabato e domenica si disputano poi le finali vere e proprie, con una prima parte e una seconda parte, secondo una struttura già utilizzata nei grandi eventi internazionali. In questa fase i binomi ripartono da zero, e il risultato finale è frutto esclusivamente di quanto espresso in campo.

Cosa fa crescere un atleta nel Mounted Games

Secondo Michele Spina, il percorso di crescita di un binomio nel Mounted Games si fonda su tre pilastri: il rapporto con il pony, la preparazione fisica del cavaliere e l’aspetto mentale.

L’affiatamento con il pony nasce dal lavoro quotidiano, dalla conoscenza degli aiuti e dalla capacità di comunicare in modo chiaro. La preparazione fisica è sempre più importante, perché la disciplina richiede gesti atletici rapidi e coordinati. L’aspetto mentale, infine, consente di affrontare competizioni articolate su più giorni mantenendo concentrazione e serenità.

Sono elementi che rendono il Mounted Games una disciplina formativa, capace di trasmettere competenze utili anche in altri ambiti dell’equitazione.

Un Trofeo pensato per accompagnare, non solo per selezionare

Il Trofeo Federale MG 2026 nasce con una visione precisa: offrire un percorso che accompagni i binomi, valorizzando il miglioramento progressivo e la partecipazione, senza rinunciare al confronto sportivo.

Un circuito che vuole essere punto di partenza, occasione di esperienza e strumento di crescita, in grado di attrarre nuovi praticanti e di consolidare chi già vive il Mounted Games con passione.

Per chi cerca una disciplina dinamica, spettacolare e basata sul gioco di squadra, il Trofeo Federale rappresenta un invito concreto a entrare in campo e scoprire da vicino un mondo in continua evoluzione.

AC

HSJ x FISE

© Riproduzione riservata.

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