Le domande che ti fanno sbagliare prima ancora di entrare in campo
Quante volte, poco prima di entrare in campo, senti la mente affollarsi di pensieri che ti fanno perdere lucidità? Non è sempre una questione di preparazione tecnica: spesso il vero ostacolo è ciò che ti dici nei momenti immediatamente precedenti alla gara.
Nel salto ostacoli – come in tutte le discipline equestri – la differenza tra una buona prova e una performance sotto tono può dipendere da pochi dettagli… e tra questi c’è il dialogo interno. Le domande che ti poni possono diventare alleate preziose oppure veri e propri sabotatori della tua concentrazione.
In questo articolo vediamo insieme quali sono le domande da evitare prima della gara e come trasformarle, grazie al mental coaching, in strumenti utili per restare focalizzato, in sintonia con il tuo cavallo e pronto a dare il meglio nel momento che conta.
Mi capita spesso di lavorare con atleti che mi raccontano che prima della gara entrano in crisi.
Analizzando i loro processi di pensiero, emerge chiaramente che il problema non è la mancanza di preparazione, ma il tipo di domande che si pongono proprio a ridosso della prova.
Ecco le tre più comuni.
1. Come andrà la gara?
A prima vista sembra una domanda innocua. In realtà, è una delle più insidiose.
Chiedersi “come andrà?” significa proiettarsi nel futuro, in qualcosa che per definizione non si può conoscere né controllare. La mente, infatti, non potendo dare una risposta certa, reagisce con frasi come: “non lo so”, “boh”, oppure “speriamo vada bene”.
Queste risposte generano incertezza, e l’incertezza porta rapidamente a preoccupazione e tensione. Il risultato? Si entra in campo già in uno stato mentale poco utile, che il cavallo percepisce immediatamente, influenzando la performance.
Come andrà? → futuro → incertezza → preoccupazione → tensione → bassa performance
La chiave è riportare l’attenzione su ciò che puoi controllare: il presente.
Sostituisci questa domanda con: “Come posso montare al meglio in questo momento?”
Focus sul qui ed ora → tecnica → certezza → azione → connessione → alta performance
2. Sarò in grado?
Anche questa è una domanda molto diffusa… e altrettanto pericolosa.
Quando ti chiedi “sarò in grado?”, stai di nuovo cercando una risposta nel futuro. E la tua mente, che ha il compito di proteggerti, tenderà a rispondere con prudenza: “non lo so”, “vediamo”, o addirittura “forse no”.
Questo genera dubbio e insicurezza, emozioni che si riflettono immediatamente nel corpo e nella relazione con il cavallo. Un atleta insicuro trasmette esitazione, e diventa difficile costruire una buona connessione.
Sarò in grado? → futuro → dubbio → insicurezza → esitazione → bassa performance
È importante ricordare un aspetto fondamentale: se sei iscritto a quella gara, significa che tu, il tuo cavallo e il tuo istruttore ritenete che tu sia pronto.
Porta quindi l’attenzione su elementi concreti e gestibili: “Mi concentro su ritmo e direzione”
Qui ed ora → azione → sicurezza → connessione → alta performance
3. E se sbaglio?
Questa è probabilmente la domanda più destabilizzante.
Non solo ti porta nel futuro, ma attiva immediatamente immagini negative. La mente, infatti, ragiona per immagini: se ti chiedi “e se sbaglio?”, inizierai a visualizzare te stesso mentre commetti un errore.
E non è tutto: insieme a quell’immagine, porterai nel presente anche le emozioni associate, come paura, ansia e frustrazione.
In queste condizioni, il corpo si irrigidisce, la respirazione cambia e la tua capacità di rimanere lucido diminuisce drasticamente.
E se sbaglio? → immagine negativa → paura → tensione → rigidità → bassa performance
Anche qui, la soluzione è riportare la mente nel presente e orientarla all’azione.
Sostituisci con: “Preparo questa combinazione con un buon ritmo e contando i tempi”
Qui ed ora → chiarezza → azione → connessione → alta performance
Quando analizzo i processi di pensiero che fanno questi atleti scopro che molto spesso questi atleti entrano in crisi non perché sono poco preparati ma perché si fanno delle domande poco utili proprio prima della gara.
Allenare la mente è un processo tanto importante quanto lavorare sulla tecnica o sulla preparazione del cavallo. Le domande che scegli di farti prima della gara possono determinare il tuo stato emotivo e, di conseguenza, la qualità della tua performance.
Spostare il focus dal futuro incerto al qui ed ora, da ciò che potrebbe andare storto a ciò che puoi fare concretamente, ti permette di entrare in campo con maggiore sicurezza, presenza e connessione con il tuo cavallo.
La prossima volta che senti arrivare una di queste domande “pericolose”, fermati e scegli consapevolmente di sostituirla con un pensiero utile e orientato all’azione. È un piccolo cambiamento, ma può fare una grande differenza.
E tu, quali domande ti fai prima di una gara? Prova a osservarle e, se vuoi approfondire, continua ad allenare la tua mente: è il primo vero passo verso una performance di alto livello.

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