La collaborazione tra Avantea e il Centro Militare di Equitazione di Montelibretti: “Il cavallo atleta non si improvvisa, si costruisce”

Tenente Colonnello Ducci dell'Esercito Italiano del Centro Militare di Equitazione di Montelibretti

Intervista al Tenente Colonnello Alice Ducci, responsabile della Sezione Riproduzione e Allevamento del centro

La ricerca genetica e le biotecnologie della riproduzione stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella costruzione dell’atleta di domani nel settore dell’allevamento del cavallo sportivo.

Presso il Centro Militare di Equitazione di Montelibretti, storica realtà dell’Esercito Italiano impegnata in un progetto allevatoriale orientato alla qualità, alla selezione e alla valorizzazione del patrimonio equestre nazionale, questo percorso si sviluppa anche attraverso la collaborazione con Avantea, azienda leader europea nel campo della riproduzione assistita equina.

Una sinergia che nasce con l’obiettivo di coniugare innovazione scientifica, programmazione allevatoriale e tutela genetica, puntando alla produzione di cavalli sportivi sempre più competitivi e performanti.

A raccontare questa realtà è il Tenente Colonnello Alice Ducci, responsabile della Sezione Riproduzione e Allevamento del centro, che ci accompagna alla scoperta di un sistema in cui tradizione, tecnologia e visione sportiva convivono quotidianamente.

Tenente Colonnello Ducci, potrebbe illustrarci il suo ruolo in qualità di Capo della Sezione Riproduzione e Allevamento del Centro di Riproduzione di Montelibretti e descrivere le principali attività?

“Io sono la responsabile operativa del settore allevatoriale, l’unico veterinario ginecologo ostetrico del centro, mi occupo di seguire le fattrici durante tutto il loro percorso monitorandole costantemente dai cicli estrali fino alla nascita dei loro puledri. Successivamente seguo la crescita dei puledri fino ai 3 anni di età, dopodiché li affido al personale specializzato nell’addestramento che opera in un’altra sezione del centro. Da quel punto in avanti inizia la valutazione del potenziale sportivo dei cavalli.”

Il lavoro quotidiano del centro si inserisce in una visione molto più ampia, che risulta un punto di incontro tra tradizione militare, qualità genetica e obiettivi sportivi di altissimo livello. Un progetto che guarda anche alle grandi competizioni internazionali.

Qual è la missione del centro e in che modo si colloca all’interno del panorama nazionale dell’allevamento di cavalli sportivi, può fornirci una panoramica sul numero di soggetti allevati e sugli obiettivi sportivi perseguiti?

“Il centro raccoglie in sé la tradizione storica dell’equitazione italiana (che ha avuto il proprio culmine nelle figure dei fratelli D’Inzeo) che persegue mediante l’accentramento della capacità allevatoriale in modo da orientare la produzione verso cavalli di elevatissimo profilo genetico. Ciò permetterà di ottenere cavalli che potranno soddisfare sia le esigenze di F.A. sia gli obiettivi sportivi di elevato livello fino alle Olimpiadi. Adesso produciamo circa 40 puledri annualmente, di cui 1/3 con inseminazione artificiale e 2/3 con impianti embrionali effettuati in collaborazione con la Clinica Veterinaria AVANTEA.”

Uno degli aspetti centrali emersi nell’intervista è l’importanza della selezione genetica, oggi elemento imprescindibile nella costruzione del moderno cavallo atleta.

Quanto incide oggi la selezione genetica nella produzione del cavallo sportivo moderno e quali sono i criteri principali che guidano le vostre scelte?

“Oggigiorno il cavallo sportivo ha delle potenzialità enormi che ben si esprimono nell’elevato livello delle competizioni. Per arrivare a traguardi importanti diventa necessario studiare e lavorare sulla genetica degli individui dal momento che, ragionevolmente, non tutti i cavalli possono raggiungere le Olimpiadi. Una selezione produttiva si deve basare su una ragionata comparazione di morfologia, capacità sportive e situazione sanitaria sia di fattrice che di stallone a pari merito.”

In questo contesto, le moderne biotecnologie rappresentano uno strumento determinante per accelerare e migliorare la qualità della produzione allevatoriale.

L’impiego di tecniche avanzate di riproduzione è sempre più diffuso: considerando che circa il 50% dei cavalli nati nel vostro centro deriva dall’applicazione della tecnica OPU-ICSI, quale valore attribuisce a questo dato in termini di qualità della produzione?

“Posso dire che la scelta di utilizzare per la maggior parte embrioni prodotti con OPU-ICSI ha un valore oggettivo riflesso nella qualità dei puledri che già nei primi giorni di vita mostrano caratteristiche morfologiche imponenti. Ovviamente parlo con i dati delle prime statistiche alla mano, in attesa delle conferme che sicuramente avremo durante la fase addestrativa.”

L’efficienza gestionale e la possibilità di pianificare in maniera sempre più precisa la produzione rappresentano ulteriori vantaggi delle moderne tecniche riproduttive.

Quali sono, a suo avviso, i principali vantaggi dell’OPU-ICSI rispetto alle metodologie riproduttive tradizionali?

“A mio avviso l’OPU-ICSI, oltre a migliorare il livello genetico, permette di migliorare la gestione della fattrice poiché l’OPU può essere fatto tutto l’anno, può produrre più ovuli nella stessa seduta che verranno fecondati utilizzando dosi seminali minime, permettendo così di risparmiare anche sul seme dello stallone. Gli embrioni poi possono essere mantenuti congelati fino a necessità, senza dover provvedere a sincronizzare la donatrice di embrione con la cavalla ricevente. E infine… si può scegliere un ampio range a seconda delle proprie esigenze allevatoriali.”

Da qui emerge in maniera naturale il ruolo della collaborazione con Avantea, partner scientifico strategico del centro di Montelibretti.

Il centro si avvale della collaborazione di Avantea: quanto è determinante il supporto di una realtà scientifica di tale livello per il raggiungimento dei vostri obiettivi?

“Avantea è la leader indiscussa nel campo delle biotecnologie e lo dimostra nella metodologia produttiva, nella qualità dei servizi offerti e nei risultati. Per un allevamento come il nostro è fondamentale poter lavorare con loro perché non avremmo oggettivamente altro modo di produrre un tale numero di puledri all’anno con le potenzialità richieste dalle esigenze di F.A.”

La partnership tra il Centro Militare di Equitazione di Montelibretti e Avantea rappresenta infatti un esempio concreto di come tradizione allevatoriale e innovazione scientifica possano convergere verso un obiettivo comune: la produzione di cavalli sportivi performanti e selezionati secondo criteri sempre più rigorosi.

Guardando al futuro, il Tenente Colonnello Ducci sottolinea come le biotecnologie siano destinate ad assumere un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dell’allevamento sportivo internazionale.

Proiettandoci verso il futuro, quale ruolo ritiene avranno tecniche come l’OPU-ICSI nello sviluppo dell’allevamento del cavallo sportivo? Ritiene che queste tecnologie siano destinate a diventare uno standard operativo nei prossimi anni?

“L’Italia non è storicamente ai primi posti in Europa per la produzione di cavalli sportivi. Nelle nazioni in cui si producono da decenni cavalli di qualità si lavora già da tempo valutando genetica, morfologia e aspetto sanitario dei quadrupedi.

L’utilizzo delle biotecnologie all’estero è in auge già da tempo e ne è stata dimostrata l’utilità; credo che prenderanno sempre più piede se valutiamo l’enorme e rapido sviluppo tecnologico che si verifica in tutti i settori. Il cavallo atleta non si improvvisa, si costruisce fin nei minimi dettagli e un’attenta pianificazione allevatoriale non può non considerare l’utilizzo su larga scala di tecniche come OPU-ICSI se si punta ad un risultato qualitativamente importante.”

L’evoluzione tecnologica, però, dovrà necessariamente accompagnarsi anche a una riflessione etica e conservativa, tema particolarmente sentito nel mondo allevatoriale contemporaneo.

Quali sono, a suo giudizio, le principali sfide che il settore della riproduzione equina sarà chiamato ad affrontare nel prossimo futuro?

“In un mondo che varia così rapidamente come possiamo vedere tutti i giorni in qualsiasi settore, non possiamo pensare che la riproduzione equina resti non sia coinvolta. Non mi riferisco solo al concetto di produrre un cavallo sportivo di qualità ma di salvaguardare le razze in purezza per mantenere pulito il patrimonio genetico senza ricorrere a incroci sconsiderati come accadeva frequentemente in passato e, purtroppo accade ancora oggi, sebbene in misura ridotta. Le possibilità che si aprono di fronte a noi sono molteplici, sia in termini puramente tecnologici sia in termini di scelte operative, per questo ritengo che la sfida più grande sia quella di conciliare l’uso delle nuove metodiche con un intento produttivo che non sia economicamente fine a sé stesso ma rivolto alla salvaguardia della specie equina.”

© Riproduzione riservata Horseshowjumping.tv

© Riproduzione riservata.

Contenuto sponsorizzato.

Rimani aggiornato sulle news di Horse Show Jumping

Iscriviti alla newsletter
Advertisement
Banner_Parlanti_Billboard
Logo Equality Partner
equiplanet logo
4 Copia
banner partner Parlanti
Banner partner Guidolin
Partner Westwood
Partner Equestro
Partner Acavallo
Mascheroni Logo
Sport Endurance logo
logo avantea
Tenuta Monticelli logo
Banner Allevamento delle Paludi partner Square
IMG 7017
logo club ippico euratom