Perché il cavallo si gira dandoti le spalle quando entri nel box.

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Perché il cavallo si gira dandoti le spalle quando entri nel box.

Interpretazione etologica del cavallo, di un comportamento legato a sicurezza, apprendimento e comunicazione sociale.

Il comportamento del cavallo che si gira con la groppa verso la porta del box quando entra una persona è spesso interpretato come rifiuto, mancanza di rispetto o “dominanza”. In realtà, un’analisi etologica mostra come questa risposta sia molto più frequentemente collegata a strategie di gestione dello spazio, percezione della sicurezza e apprendimento associativo, piuttosto che a una vera opposizione all’interazione con l’uomo.

Il cavallo come specie da preda, priorità alla fuga.

Dal punto di vista evolutivo, il cavallo è programmato per reagire al pericolo con la fuga. La postura corporea tende quindi a favorire controllo delle vie di uscita, possibilità di movimento immediato, distanza funzionale dallo stimolo potenzialmente stressante

Posizionarsi con il posteriore verso l’ingresso può consentire al cavallo di monitorare l’ambiente con la visione periferica e, allo stesso tempo, di essere pronto a spostarsi rapidamente. Non si tratta di disinteresse, ma di organizzazione spaziale difensiva passiva.

Visione laterale e comunicazione non frontale.

Il cavallo possiede un campo visivo molto ampio, prevalentemente laterale. Il contatto visivo diretto e frontale, soprattutto in spazi ristretti, può essere percepito come socialmente intrusivo o potenzialmente minaccioso.
Girarsi leggermente o completamente permette al cavallo di mantenere la percezione dell’umano, ridurre la pressione sociale, segnalare una richiesta implicita di distanza. In etologia equina, l’evitamento dello sguardo diretto è spesso correlato a strategie di de-escalation, non di opposizione.

Apprendimento associativo e storia esperienziale.

Il box è un ambiente fortemente legato alla routine gestionale. Alimentazione, riposo, ma anche pratiche potenzialmente stressanti (trattamenti veterinari, separazione dal gruppo, lavoro).
Se l’ingresso dell’umano è frequentemente seguito da eventi percepiti come poco piacevoli, il cavallo può apprendere che voltarsi riduce la probabilità di interazione immediata. Questo rientra nei normali meccanismi di condizionamento operante, evitamento passivo, gestione autonoma dello stress. Il comportamento, quindi, non è intenzionalmente “sociale”, ma funzionale al benessere percepito.

Significato sociale della groppa nel linguaggio equino.

Nel repertorio comunicativo del cavallo, presentare il posteriore non indica automaticamente aggressività. Il significato dipende dal contesto e dai segnali associati, postura rilassata, coda morbida → neutralità o riposo tensione muscolare, orecchie indietro, minaccia di calcio → difesa attiva. In assenza di segnali di minaccia, la posizione è più coerente con una gestione dello spazio personale, piuttosto che con un comportamento agonistico.

Qualità della relazione e prevedibilità delle interazioni.

Molti cavalli che inizialmente si girano nel box mostrano poi piena collaborazione nelle fasi successive di grooming, sellaggio e lavoro. Questo indica che il comportamento non è un rifiuto della relazione, ma una risposta situazionale legata al primo contatto.
La prevedibilità delle routine e la presenza di interazioni non sempre finalizzate alla prestazione aumentano la probabilità che il cavallo si orienti spontaneamente verso l’umano, riduca i comportamenti di evitamento, manifesti segnali affiliativi più precoci.

Indicazioni gestionali coerenti con l’etologia.

Per favorire un orientamento più collaborativo nel box è utile annunciare la propria presenza con la voce prima del contatto, evitare approcci diretti alla groppa, rispettare i tempi di orientamento del cavallo, associare l’ingresso anche a momenti neutri o piacevoli, mantenere coerenza e prevedibilità nelle routine.

L’obiettivo non è “correggere” il comportamento, ma modificare il valore emotivo associato alla situazione.

Il cavallo che si gira dandoti le spalle nel box non sta esprimendo mancanza di rispetto né una volontà di rifiuto nei confronti dell’umano. Nella maggior parte dei casi sta mettendo in atto una combinazione di strategie di sicurezza, comunicazione indiretta e apprendimento esperienziale.
Interpretare questo comportamento in chiave etologica permette di spostare l’attenzione dal giudizio sul gesto alla comprensione dello stato emotivo del cavallo, favorendo una gestione più rispettosa e una relazione più funzionale sul lungo periodo.

HSJ – RL foto di Stefano Sechi

© Riproduzione riservata.

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