Fabio De Iulio: «Il cavallo deve essere passione e costanza»

Fabio de Iulio

L’oro europeo con RS Cronos Jac nasce da sacrificio, squadra e costanza

Ai World Reining Continental Championships 2026, andati in scena al BO Ranch in Francia, l’Italia del reining ha vissuto una settimana da protagonista. Tra le medaglie azzurre spicca l’oro individuale conquistato da Fabio De Iulio nella categoria Senior Non Pro in sella a RS Cronos Jac, un risultato che conferma il binomio ai vertici della disciplina dopo il titolo mondiale ottenuto nel 2025.

Come spiega anche De Iulio, “Non Pro”, nel reining, non significa vivere lo sport con meno intensità. Significa spesso fare tutto il resto della propria vita e poi trovare comunque il tempo, l’energia e la lucidità per preparare un cavallo da gara internazionale. Significa svegliarsi prima dell’alba, incastrare lavoro, famiglia, scuderia e allenamenti. Significa arrivare in arena con la consapevolezza che dietro quei pochi minuti di prova ci sono mesi di sacrifici, organizzazione e passione vera.

«Siamo dei non professionisti perché facciamo tutt’altro nella vita», racconta De Iulio. «Però, se vai a vedere la prestazione in sé, come punteggio e come qualità, parliamo di prestazioni da professionisti».

Per Fabio De Iulio, che nella vita gestisce un’impresa di costruzioni, la preparazione per un appuntamento come quello francese è stata tutt’altro che semplice. «Per un mese e mezzo mi sono svegliato alle quattro. Sistemavo alcune cose nel deposito del cantiere, poi andavo dai cavalli, montavo, lo preparavo, lo lavavo e alle sei e mezza partivo per il lavoro. Sono arrivato al venerdì prima della partenza completamente finito».

Poi, una volta arrivato al BO Ranch, la sensazione è stata quella di trovarsi in un contesto di grande valore. Una struttura imponente, curata, con un’arena di dimensioni importanti e un campo gara impegnativo. «Un posto fantastico», lo definisce De Iulio. «Un’arena enorme, molto più grande di quelle a cui siamo abituati in Italia. Un campo gara molto impegnativo».

In questo scenario, l’Italia ha vissuto una trasferta di grande rilievo, con un gruppo capace di distinguersi in diverse categorie, ma per De Iulio l’aspetto più importante, oltre ai risultati, è stato il valore umano della squadra.

«Gli sport equestri vengono spesso considerati discipline individuali, perché in campo entrano un cavaliere e il suo cavallo. In realtà, dietro ogni prestazione c’è sempre una squadra fatta di famiglia, veterinari, maniscalchi, allenatori e collaboratori. E quando si gareggia per la Nazionale questa dimensione diventa ancora più evidente: oltre al proprio team, si entra a far parte di un gruppo che condivide obiettivi, responsabilità ed emozioni.»

argento reining senior non pro
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Nella categoria Senior Non Pro, l’Italia ha conquistato la medaglia d’argento a squadre con Fabio De Iulio su RS Cronos Jac, Manuel Bonzano su Dreaming The Cash, Sofia Scialanga su Shining Boomer e Rocco Toscani su DH Capitan Shingun.

Un team che De Iulio racconta con grande rispetto: «Avevamo degli ottimi cavalieri, anzi dei super cavalieri. Manuel era una delle punte della squadra e ha fatto il suo con un bel punteggio. Rocco ha avuto un problema durante la prova, ma resta un cavaliere forte. Sofia era un po’ meno esperta in questo tipo di gare, ma aveva un cavallo di buona qualità».

Fabio è entrato per ultimo. Il tecnico Adriano Meacci gli aveva affidato un ruolo preciso: chiudere la prova cercando il punteggio necessario per portare l’Italia sul podio. «Mi ha detto che secondo lui un 219 o 220 sarebbe potuto bastare per il podio. Io gli ho risposto: “Non ti preoccupare, 220 ti basta. Entro e te lo faccio”. Sono entrato e ho fatto 220,5» ha detto sorridendo.

L’oro individuale è arrivato in sella a RS Cronos Jac, lo stallone che De Iulio definisce senza esitazione il cavallo della vita.

La storia tra loro inizia quando Fabio lo vede da giovane e capisce subito di avere davanti qualcosa di speciale. «Lo vidi a due anni e mi piacque da impazzire. Gli ho fatto la corte per mesi. Non rientrava nel mio budget, ma io quel cavallo lo volevo».

Fabio de Iulio 6
Ph Andrea White

Lo acquista a tre anni e da lì inizia un percorso che non è stato immediato, ma che si è trasformato in una delle partnership più importanti della sua carriera. Dopo un primo periodo segnato anche da una fase di recupero in seguito a un infortunio, Fabio ha continuato a credere in lui. «Tutti mi dicevano che stavo perdendo tempo. Io rispondevo che un cavallo così è impossibile da ritrovare. Prima o poi lo avrei messo a posto e poi avremmo vinto tutto».

Così è stato.

Con RS Cronos Jac, De Iulio ha costruito una serie impressionante di risultati: tre Derby, tre Maturity, tre ori a squadre con la Nazionale, il titolo mondiale NRHA e numerose vittorie internazionali. «Dal 2025 a oggi ho fatto tredici gare: dodici primi posti e un secondo. Quel secondo posto è arrivato la settimana prima del mondiale, quando il coach mi aveva chiesto di entrare solo per provarlo, senza gareggiare davvero. Con quel cavallo, anche una passeggiata è stata un secondo posto».

Oggi RS Cronos Jac ha dieci anni, è stallone e rappresenta per Fabio molto più di un cavallo vincente. «È il cavallo che capita una volta soltanto. Rimarrà con me per tutta la vita».

Il loro successo, però, nasce soprattutto da una gestione quotidiana basata sul benessere fisico e mentale del cavallo.

Per De Iulio, la preparazione di un cavallo adulto e già formato non deve essere costruita sull’insistenza continua sulle manovre. «La mia base non è stare lì a provare stop e spin all’infinito. La mia base è il lavoro in piano, la condizione, il fiato, i muscoli e poi la serenità mentale».

La sera prima della finale, Fabio non ha messo sotto pressione RS Cronos Jac. «Ha fatto due corse in progressione, due piccoli circoli di galoppo, poi l’ho passeggiato e trottato. Stop. Lo conoscevo, sapevo che era in forma fisica e mentale. Perché avrei dovuto provare ancora? Spesso quelle sono insicurezze del cavaliere, non del cavallo».

È qui che emerge una visione molto chiara del reining. Una disciplina altamente tecnica, ma anche profondamente legata alla gestione del cavallo come atleta. «Se un cavallo sta bene fisicamente e mentalmente, ottieni il massimo. Come con le macchine, se lo tieni sempre fuori giri, prima o poi fondi il motore. Se invece lo mantieni sano nel corpo e nella testa, ti dura una vita».

Una filosofia che De Iulio applica anche nella sua scuderia, dove il lavoro è condiviso con una squadra personale fondamentale: la moglie, il veterinario, il maniscalco, l’amico Gianfranco, il nipote Vittorio De Iulio, anche lui protagonista nel reining, e la figlia Valentina De Iulio, che ha iniziato a montare e che Fabio descrive come una ragazza con un bel potenziale.

«Sono fortunato ad avere un team alle spalle che mi aiuta. Quando vinci per l’Italia, non è mai una vittoria solo personale. È una vittoria del Team Italia, ma anche del tuo team a casa, di tutte le persone che ti permettono di arrivare in condizione».

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Ph Andrea White

Tra sport, famiglia e scuderia, il reining per Fabio De Iulio resta prima di tutto una questione di passione. La stessa che lo ha portato, da ragazzo, a iniziare con le passeggiate, poi con il barrel racing, il team penning, le gimkane e infine il reining.

«Mi affascinavano quei cavalli che stoppavano, che facevano quelle figure. Piano piano sono arrivato al reining».

Oggi, dopo anni di risultati, il suo consiglio ai giovani cavalieri e agli adulti che vogliono avvicinarsi alla disciplina è semplice: «Il cavallo deve essere passione. Io ho i cavalli perché sono appassionato. Mi piace curarli, pulire i box, dar loro da mangiare, guardarli lavorare. Forse montare è la cosa che mi piace di meno».

Poi aggiunge: «Se vuoi arrivare a grandi livelli devi avere passione, e passione significa non guardare l’orologio. Se vai in scuderia pensando all’orario, sei già partito male. Devi sapere che dietro ci sono sacrifici, costanza e amore per il cavallo».

Per Fabio De Iulio, la differenza sta tutta lì. «Passione e costanza. Se hai queste due cose, puoi arrivare. Ma non basta arrivare una volta: devi arrivare e restare. Le meteore compaiono e spariscono. La costanza, invece, è il risultato di una vita».

Ph Andrea White

HSJ x FISE

Alessandra Ceserani

© Riproduzione riservata.

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