Di nuovo in sella: il ritorno di Anna-Julia Kontio sul palcoscenico della Coppa del Mondo
Quando Anna-Julia Kontio è entrata nel campo gara della Coppa del Mondo a La Coruña, non si è trattato di una semplice partecipazione. È stato un ritorno. Dopo tre anni lontana dal grande sport e la nascita di due figli, la 34enne amazzone finlandese è tornata a competere ai massimi livelli, con una nuova prospettiva, maggiore consapevolezza e lo stesso profondo amore per i cavalli che ha sempre guidato la sua carriera.
«È molto bello essere di nuovo a questo livello e tornare a competere ad alta intensità», racconta Kontio. «Ma per me la cosa più importante resta sempre la stessa: stare con i cavalli e vederli brillare».
Una vita tra i cavalli
Il percorso di Kontio verso l’élite del salto ostacoli inizia ben prima delle grandi arene internazionali. I cavalli fanno parte della sua vita fin dall’infanzia.
«La mia famiglia è sempre stata nel mondo dei cavalli», spiega. «Mio padre è molto conosciuto, uno dei migliori guidatori di trotto al mondo, e mia madre ha gareggiato nel salto ostacoli a livello nazionale. Anche le mie sorelle montavano. Avevamo sempre una scuderia a casa, quindi per me è stato naturale. Me ne sono innamorata dal primo giorno».
Un ambiente che le ha trasmesso non solo tecnica, ma anche una forte etica del lavoro e un profondo rispetto per il cavallo come vero partner sportivo.
Le lezioni che restano per sempre
Alla domanda su quale cavallo abbia avuto l’impatto maggiore sulla sua crescita come amazzone, Kontio risponde senza esitazioni.
«Probabilmente Fardon», dice. «Mi ha insegnato tantissimo. Non era un cavallo facile e mi ha davvero insegnato il mio modo attuale di montare — naturalmente anche grazie a Thomas Fuchs, ma soprattutto grazie al cavallo».
Un rapporto costruito su ascolto, pazienza e determinazione.
«Avevo davvero dentro di me la volontà di far funzionare le cose», aggiunge. «E dovevo imparare ad ascoltarlo. Dai cavalli si impara tantissimo, e Fardon non era affatto semplice».
Quel legame si è concluso nel modo più bello possibile.
«È in pensione con noi, vive nella nostra scuderia», racconta. «È un finale da sogno, quello che ogni cavaliere vorrebbe».

La maternità e una nuova prospettiva
Al momento dell’intervista a La Coruña, Kontio era tornata in Coppa del Mondo non solo come atleta, ma anche come madre di due bambini — un cambiamento che ha inevitabilmente influenzato il suo approccio allo sport e alla vita quotidiana.
«Ovviamente le cose cambiano», spiega. «Negli anni impari sempre qualcosa, ogni giorno, ma ora tutto è più raffinato. Devo concentrarmi su meno cose, ma farle meglio».
Una maggiore selettività anche nel lavoro con i cavalli.
«Mi concentro davvero sui cavalli che monto», dice. «Oggi sento molto velocemente se c’è una connessione speciale con un cavallo e se voglio costruirla nel tempo. Per me questo è fondamentale».
Partner fidati e nuovi inizi
In quel periodo, uno dei pilastri del suo ritorno era Jay Jay van de Mottelhoeve, un cavallo con cui aveva costruito un rapporto solido nel tempo.
«Ho Jay Jay da quattro anni e mezzo», racconta Kontio. «Mi ha riportata due volte nelle categorie da 150 cm dopo la nascita dei bambini».
Oggi, a 16 anni, Jay Jay rappresenta esperienza e serenità.
«Non salta più al suo massimo livello», spiega. «Ma si diverte sempre, ed è la cosa più importante. Non voglio più chiedergli l’ultimo sforzo. Spero resti in forma ancora per qualche anno».
Accanto a lui, Kontio stava iniziando una nuova avventura con Cayadina, una cavalla arrivata nella sua scuderia solo da pochi mesi.
«Ce l’ho dalla primavera», dice. «Non da molto tempo, ma affronta ogni nuova sfida in modo molto positivo. Ovviamente siamo ancora all’inizio».
La tappa di La Coruña ha segnato un momento speciale per entrambe.
«Domani faremo la nostra prima Coppa del Mondo insieme», diceva allora. «Vedremo».

Di nuovo al suo posto
Tornare in un campo gara di Coppa del Mondo dopo tre anni porta con sé emozioni forti, ma anche una nuova maturità.
«Certo che è emozionante, e certo che sono nervosa», ammette Kontio. «Lo sei sempre quando entri in campo. Ma cerco anche di ricordarmi che, anche se non è la giornata perfetta, continuiamo a lavorare. Lei è pronta».
A La Coruña, il ritorno di Anna-Julia Kontio non è stato una questione di dimostrare qualcosa. È stato il proseguimento naturale di un percorso fatto di fiducia, esperienza e rispetto.
E soprattutto, è stato — come sempre — una storia di cavalli.
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