Dalla Sardegna alla Coppa del Presidente di Piazza di Siena

Team Sardegna alla Coppa del Presidente di Piazza di Siena sponsored by Equiplanet

Il viaggio, i sogni e i cavalli della squadra sarda

Per molti giovani cavalieri italiani, gareggiare a Piazza di Siena rappresenta un sogno. Per i ragazzi della squadra sarda, guidati dal tecnico Alessandro Anedda, che hanno preso parte alla Coppa del Presidente 2026, quel sogno ha richiesto qualcosa in più: attraversare il mare insieme ai propri cavalli per raggiungere il cuore di Roma e vivere uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario nazionale.

Prima ancora di entrare nel campo del Galoppatoio di Villa Borghese, infatti, i binomi isolani hanno affrontato una vera e propria trasferta. Ore di viaggio su strada, la traversata in nave e poi ancora chilometri verso la Capitale. Un percorso impegnativo non soltanto per gli atleti, ma soprattutto per i cavalli, chiamati ad arrivare in condizione ottimale nonostante lo stress inevitabilmente legato al trasporto.

È proprio su questo aspetto che si è concentrato il lavoro svolto insieme a Equiplanet, azienda che ha sostenuto la squadra sarda nella preparazione della trasferta.

Una trasferta che inizia molto prima del campo gara

Per il team Sardegna, arrivare a Piazza di Siena significa affrontare una vera e propria spedizione, un percorso che può incidere sul livello di stress dell’animale, soprattutto dal punto di vista dell’idratazione e dell’equilibrio gastrointestinale.

Per questo motivo la preparazione della squadra sarda è iniziata diversi giorni prima della partenza grazie al supporto di Equiplanet, azienda specializzata nell’alimentazione e nell’integrazione del cavallo sportivo.

«Il nostro obiettivo era fare in modo che i cavalli arrivassero a Roma nelle migliori condizioni possibili», spiega Francesca, agronomo nutrizionista e consulente alimentarista Equiplanet per la Sardegna. «La priorità era ridurre lo stress legato al trasporto e mantenere i cavalli correttamente idratati durante tutta la trasferta.»

Per affrontare il viaggio, tutti i cavalli della squadra sono stati inseriti in un programma di supporto nutrizionale studiato appositamente per le esigenze della trasferta. Tra i prodotti utilizzati c’era Trophogast, il gastroprotettore Equiplanet pensato per sostenere il benessere dell’apparato digerente nei periodi più impegnativi, e Reidral, formulazione elettrolitica utilizzata per favorire il mantenimento dell’idratazione e compensare le perdite di sali minerali.

Accanto a questi prodotti, ogni cavallo ha seguito un’integrazione personalizzata in base alle proprie caratteristiche: supporto articolare per alcuni soggetti, sostegno muscolare per altri, fino all’utilizzo di aminoacidi e booster energetici nei cavalli maggiormente impegnati durante le giornate di gara.

«Non esiste una soluzione uguale per tutti», sottolinea Francesca. «Ogni cavallo ha esigenze specifiche e il nostro lavoro consiste proprio nel costruire un programma nutrizionale personalizzato che tenga conto del soggetto, dell’attività sportiva e delle condizioni che dovrà affrontare.»

Una filosofia che ha accompagnato il viaggio verso Roma di cinque giovani cavalieri e dei loro compagni di gara.

Maria Riu e Pia Bella Proosthof Z: crescere insieme ai cavalli

A soli quindici anni, Maria Riu vive il cavallo praticamente da sempre. Del resto, la passione è nata in famiglia.

«Ho iniziato perché il maneggio è di mia zia e di mio zio», racconta.

In sella a Pia Bella Proosthof Z, Maria ha affrontato la sua esperienza a Piazza di Siena con la naturalezza di chi è cresciuta tra box e campi prova. Il risultato sportivo lascia spazio soprattutto alla voglia di continuare a migliorare e di proseguire il proprio percorso agonistico.

L’obiettivo immediato è semplice: continuare a crescere gara dopo gara, senza perdere l’entusiasmo che l’ha accompagnata fino al Galoppatoio.

Sofia Zara: la ragazza che ha convinto i genitori

La storia di Sofia Zara dimostra che la determinazione può essere più forte di qualsiasi ostacolo.

Oggi ha sedici anni e monta da sei, ma all’inizio i suoi genitori non erano particolarmente convinti: «Non volevano che iniziassi. Poi ce l’ho fatta», racconta sorridendo.

L’amore per i cavalli era però troppo forte per essere ignorato. Dopo gli esordi con i pony, Sofia ha costruito il proprio percorso fino ad arrivare a Piazza di Siena insieme a Chandler de Nyze Z.

La trasferta romana non è stata la gara che sperava di vivere: «Questa volta non è andata come avremmo voluto, ma questo è lo sport.»

Parole che raccontano già una notevole maturità sportiva. Perché chi gareggia sa che le giornate storte fanno parte del percorso tanto quanto le vittorie.

Flavio Masia e Chiara di Luna: capirsi subito

Flavio Masia monta da circa dieci anni. Nessuna tradizione equestre particolare alle spalle, semplicemente una passione che nel tempo è diventata qualcosa di più.

«I cavalli mi sono sempre piaciuti. Ho iniziato e mi sono appassionato.»

Con Chiara di Luna il feeling è stato immediato: «Ci siamo capiti subito.»

Una cavalla che descrive come intelligente, generosa e sempre disponibile al lavoro, caratteristiche che hanno contribuito a costruire rapidamente un rapporto di fiducia.

A Piazza di Siena sono arrivati due percorsi con una barriera per giornata, ma soprattutto la conferma di un binomio ormai consolidato che guarda già ai prossimi appuntamenti della stagione.

Nicolò Amodeo e Ajafar Dell’A: un incontro recente

Tra tutti i componenti della squadra, forse è Nicolò Amodeo ad aver affrontato la sfida più particolare.

Sedici anni, una vita trascorsa tra i cavalli grazie all’influenza della famiglia, Nicolò è arrivato a Piazza di Siena con un compagno che monta da appena due mesi: Ajafar Dell’A.

Un tempo brevissimo per costruire un’intesa, ma sufficiente per trovare subito le giuste sensazioni.

«Mi sono trovato bene fin dall’inizio.»

Ajafar viene descritto come un cavallo dal carattere particolare, capace a volte di sorprendere, ma proprio per questo interessante da interpretare.

Per un giovane cavaliere, imparare a conoscere un nuovo compagno rappresenta spesso una delle esperienze più formative. E Piazza di Siena è stata l’occasione perfetta per accelerare questo percorso.

Antonio Scotellaro e D’Artagnan: imparare da un professore

Antonio Scotellaro ha iniziato a frequentare il mondo dei cavalli quando aveva appena tre anni e mezzo.

«I miei genitori volevano che praticassi uno sport che insegnasse disciplina e che mi permettesse di confrontarmi con un animale estremamente sensibile.»

Oggi quel percorso lo ha portato fino a Piazza di Siena insieme a D’Artagnan, un cavallo belga di diciotto anni con una lunga esperienza internazionale alle spalle.

«È un cavallo che ha partecipato anche a Campionati Europei senior.» Più che un semplice compagno di gara, un vero maestro.

Antonio parla di lui con grande rispetto, consapevole che cavalcare un soggetto così esperto significhi prima di tutto mettersi in discussione e migliorare: «Bisogna essere sempre umili, questo sport te lo insegna subito.»

Parole che raccontano perfettamente lo spirito con cui affronta il proprio percorso sportivo.

Oltre il risultato, il valore dell’esperienza

La Coppa del Presidente non è soltanto una competizione. Per molti giovani cavalieri rappresenta un passaggio importante nella propria crescita sportiva e personale.

Per la squadra sarda, l’edizione 2026 ha significato soprattutto vivere un’esperienza condivisa, confrontarsi con il meglio del movimento nazionale e affrontare una trasferta complessa che ha richiesto attenzione a ogni dettaglio.

Dal viaggio alla gestione dei cavalli, dall’organizzazione logistica alla preparazione sportiva, ogni elemento contribuisce al benessere dell’animale e alla serenità del binomio.

«La nostra priorità era ridurre il più possibile lo stress del trasporto», conclude Francesca di Equiplanet. «Quando un cavallo affronta ore di viaggio e una traversata in nave, arrivare nelle migliori condizioni possibili diventa fondamentale.»

Poi, una volta entrati in campo, come ricordano gli stessi ragazzi, il resto lo decide lo sport. E lo sport, proprio come i cavalli, sa sempre sorprendere.

Alessandra Ceserani

© Riproduzione riservata.

Contenuto sponsorizzato.

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