Dalma Malhas: precisione, partnership e ricerca dell’eccellenza
Dal legame istintivo con i cavalli alle competizioni internazionali, il percorso dell’amazzone saudita Dalma Malhas è definito da disciplina, influenze culturali e allenamento d’élite in Europa.
una connessione immediata: dove tutto è iniziato
Per Dalma Malhas i cavalli non sono mai stati un interesse passeggero. La connessione è arrivata presto, in modo naturale, quasi inevitabile. Avventura, sfida e impegno totale hanno sempre fatto parte della sua personalità, e l’equitazione è diventata rapidamente il canale attraverso cui esprimerli.
«Mi sono avvicinata ai cavalli immediatamente. Amavo l’adrenalina, la connessione, la sfida, e una volta iniziato ero completamente coinvolta. È proprio il mio modo di essere. Non faccio le cose a metà.»
Questa mentalità continua ancora oggi a guidare il suo approccio all’allenamento, alla competizione e al rapporto con i suoi cavalli.
Roma a dodici anni: il trasferimento che ha cambiato tutto
Rappresentando l’Arabia Saudita a livello internazionale, Malhas ha costruito la propria carriera tra più paesi e culture. Un momento decisivo arrivò a dodici anni, quando si trasferì a Roma. Nonostante le radici familiari italiane, l’adattamento richiese tempo e apertura.
«Trasferirmi in Italia è stato sicuramente uscire dalla mia zona di comfort. Anche se avevo famiglia lì, era una cultura nuova, una lingua nuova e un ritmo di vita diverso. Mi ha formato tantissimo.»
L’esperienza contribuì a rafforzare la sua indipendenza e segnò l’inizio di un percorso sportivo affrontato con maggiore consapevolezza.
una carriera tra italia e francia
Vivere e allenarsi tra Italia e Francia ha permesso a Malhas di crescere in un ambiente di alto livello tecnico. Le scuderie professionali europee e il contatto quotidiano con cavalieri esperti hanno contribuito a sviluppare disciplina, metodo e visione competitiva.
«Essere basata in Europa mi ha permesso di imparare da cavalieri di livello mondiale e di vivere ogni giorno uno standard molto alto. Un ambiente così ti spinge. O cresci oppure resti indietro.»
Questa immersione nel contesto internazionale ha trasformato le sue ambizioni da giovane promessa a atleta competitiva sul piano globale.

la svolta delle olimpiadi giovanili
La medaglia di bronzo individuale ai Giochi Olimpici Giovanili rappresenta ancora oggi una tappa fondamentale del suo percorso. Più del risultato, fu la conferma che il lavoro intrapreso stava andando nella direzione giusta.
«Le Olimpiadi Giovanili sono state un’esperienza meravigliosa e un grande trampolino. Mi hanno dato fiducia e motivazione per continuare verso livelli più alti.»
Il traguardo ebbe anche un valore simbolico per la crescita della visibilità dello sport equestre nel suo paese.
lo sport come microcosmo della vita
Malhas descrive spesso lo sport come una versione concentrata della vita, capace di insegnare rapidamente lezioni che altrove richiederebbero anni. Responsabilità, disciplina e costanza diventano elementi inevitabili.
«Lo sport ti insegna molto velocemente che non esistono scorciatoie. Responsabilità, disciplina e duro lavoro vanno insieme. È stato uno dei miei più grandi insegnanti.»
Secondo lei, pazienza, resilienza e fiducia in sé stessi sono qualità indispensabili non solo per competere, ma per crescere come persone.

imparare dai migliori al mondo
Allenarsi con il campione olimpico Jeroen Dubbeldam e con professionisti di alto livello ha raffinato ulteriormente il suo approccio. Non si tratta solo di tecnica, ma di mentalità, preparazione e capacità di prendere decisioni sotto pressione.
«Quando lavori con cavalieri di quel livello capisci quanto contino i dettagli. Non è solo talento. È costanza, struttura e il modo in cui pensi ancora prima di salire in sella.»
L’ambiente professionale ha rafforzato anche l’importanza della fiducia reciproca tra cavallo, cavaliere e team.
il passo verso il global champions tour
Competere nel Global Champions Tour rappresenta un ulteriore passo nella sua evoluzione sportiva. Il circuito riunisce alcuni dei migliori cavalieri del mondo e offre un contesto di altissimo livello competitivo.
«È un’opportunità entusiasmante. Gareggiare a quel livello con un team così forte intorno a me è qualcosa che apprezzo molto e non vedo l’ora di vivere questa esperienza.»
adrenalina più che paura: l’evoluzione della mentalità
Nonostante i rischi del salto ostacoli, la paura non è mai stata centrale nella sua esperienza. Fin dall’inizio, entusiasmo e connessione con il cavallo hanno avuto un ruolo predominante.
«A dire la verità non ricordo la paura. L’entusiasmo e il rapporto con il cavallo l’hanno sempre superata. Crescendo però impari a controllare meglio le emozioni e a essere più disciplinata.»
Questa evoluzione segna il passaggio dall’istinto giovanile alla professionalità matura.
rappresentare l’arabia saudita con significato
Come una delle amazzoni saudite più visibili a livello internazionale, Malhas è consapevole della responsabilità che accompagna la rappresentanza, pur mantenendo un approccio sobrio.
«Credo che essere competitivi e essere un esempio vadano di pari passo. Non penso necessariamente a me stessa in quel modo, ma credo che tutti dobbiamo cercare di essere la migliore versione di noi stessi.»
ancora in crescita: ambizione oltre i risultati
Guardando al futuro, l’obiettivo rimane la crescita continua, costruire partnership sempre più solide con i cavalli e competere a livelli sempre più alti. Per lei il progresso non coincide con un singolo risultato, ma con un percorso costante.
«Tutto inizia con una decisione. Dove vuoi arrivare e cosa sei disposto a fare per riuscirci. Pazienza, resilienza e fiducia in sé stessi sono essenziali se vuoi andare avanti.»
Per Dalma Malhas il viaggio continua, guidato dalla disciplina, dalla partnership con i suoi cavalli e dalla convinzione che l’eccellenza sia sempre un processo in evoluzione.
Valentina Sozzi – Stefano Secchi
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