Vittorito, stesso Endurance, un’altra anima.

Vittorito, stesso Endurance, un'altra anima.

Mentre oggi e domani l’endurance internazionale corre tra i deserti di AlUla, esistono luoghi dove l’endurance assume un significato diverso, più raccolto e profondo e con questo non per forza migliore intendiamoci, diverso.

A Vittorito, nel cuore dell’Abruzzo, l’endurance non attraversa distese di sabbia, ma un territorio segnato da secoli di lavoro, passaggi e vita rurale.
Inserito nella Valle Peligna, Vittorito, sede della prima tappa di Coppa Italia FISE e circuiti 2026, sorge in un paesaggio dove le strade non nascevano per lo sport o il tempo libero, ma per la necessità quotidiana.
Collegavano campi, pascoli, stazzi e poderi, permettendo la sopravvivenza di una comunità agricola e pastorale che aveva nel cavallo un alleato indispensabile.
Qui entra in gioco la parola “tratturo” che indica non una semplice via di transito, ma una vera infrastruttura della civiltà rurale, percorsa da uomini e animali durante la transumanza.
In Abruzzo il Tratturo Magno ne è l’esempio più noto, simbolo di una rete più ampia fatta anche di percorsi minori e strade rurali, spesso senza nome ma fondamentali.

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Vittorito, stesso Endurance, un'altra anima. 3


Vittorito non si colloca su un tratturo regio ufficiale, ma è parte di questo paesaggio di passaggi.
I tracciati che attraversano il suo territorio sono il risultato di secoli di utilizzo, modellati dalla fatica, dall’esperienza e dalla conoscenza del territorio.
Oggi quegli stessi percorsi tornano a vivere grazie all’endurance equestre.
Dove un tempo si viaggiava per lavoro, oggi si cavalca per passione sportiva; il cavallo non è più strumento di fatica, ma atleta.
Il territorio non è sfruttato, ma attraversato con rispetto e consapevolezza e la gara di endurance in programma il 28 e 29 marzo scelta accuratamente dalla Federazione Italiana Sport Equestri, rappresenta così qualcosa di più di un appuntamento agonistico. Esso è un ritorno ragionato su strade antiche, una valorizzazione moderna di un paesaggio nato per accogliere il passo degli animali.


In un momento in cui l’endurance corre sui grandi scenari internazionali, Vittorito sceglie di raccontare la disciplina partendo dalla propria storia rurale, offrendo un’esperienza autentica, radicata e coerente con lo spirito di questo sport.
Qui la sfida non è solo contro il tempo o la distanza, ma è un dialogo tra cavallo, cavaliere e territorio ed è proprio questo che rende questa gara speciale.

Ci vediamo a Vittorito…

Foto by Oreste Testa
Luca Giannangeli

© Riproduzione riservata.

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