Hubert Terris racconta la riproduzione assistita e la partnership con Avantea
Nel mondo dell’allevamento del cavallo sportivo, la riproduzione assistita è diventata uno strumento sempre più strategico per valorizzare le migliori linee genetiche. Ma per il dottor Hubert Terris, veterinario responsabile dell’unità di riproduzione dell’Haras de Hus in Francia, queste tecnologie non sono solo strumenti tecnici: rappresentano una vera filosofia di lavoro, dove innovazione, responsabilità e rispetto del cavallo devono procedere insieme.
“La riproduzione non è un reparto nascosto dietro le porte di un laboratorio,” spiega Terris. “È una parte integrante della nostra visione dell’allevamento.”
Veterinario laureato all’Università di Lione e titolare della licenza ufficiale di Chef de Centre rilasciata dallo Stud Book nazionale francese – che autorizza a eseguire trasferimenti embrionali – Terris dirige il centro di riproduzione dell’Haras de Hus, una delle realtà più riconosciute in Europa.
Qui vengono offerti tutti i principali servizi di riproduzione assistita nel cavallo: inseminazione artificiale, trasferimento embrionale tramite lavaggio uterino (o flushing) e, negli ultimi cinque anni, anche la tecnica OPU (ovum pick-up) con successiva fecondazione in vitro tramite ICSI.
“Negli ultimi anni abbiamo eseguito circa 500 sessioni di OPU,” racconta Terris. “Questa esperienza ci ha permesso di comprendere in modo sempre più preciso sia la tecnica sia le sue implicazioni pratiche per gli allevatori.”
Una passione nata con Galoubet A
L’interesse di Terris per la riproduzione equina nasce molto prima degli studi universitari.
“È iniziato quando ero adolescente,” ricorda. “Montavo a cavallo con Marie Pellegrin. Suo padre, Jean-François Pellegrin, era co-proprietario del leggendario stallone Galoubet A insieme a Meg Douglas-Hamilton.”
Galoubet A è stato uno degli stalloni più influenti dell’allevamento europeo e uno dei pionieri dell’inseminazione artificiale. Anche dopo la sua esportazione negli Stati Uniti, il seme veniva spedito in Francia per continuare a produrre puledri.
“Per un ragazzo era un’idea affascinante,” spiega Terris. “La genetica poteva viaggiare tra continenti e influenzare programmi di allevamento lontani dalla presenza fisica dello stallone. È stato allora che ho capito quanto le biotecnologie della riproduzione potessero cambiare il mondo del cavallo sportivo.”
Prestazioni ed etica
All’Haras de Hus, il lavoro sulla riproduzione prosegue nel solco tracciato dal fondatore Xavier Marie, che ha costruito il marchio su due valori fondamentali: prestazione ed etica.
“Haras de Hus è un brand internazionale,” afferma Terris. “La performance è sempre stata centrale, ma anche il modo in cui trattiamo i cavalli. Questo approccio etico continua anche nella riproduzione: non stiamo cambiando la filosofia, la stiamo estendendo.”
L’importanza dell’indipendenza
Uno degli elementi chiave del lavoro di Terris è l’indipendenza. Il centro collabora con allevatori provenienti da Francia, Irlanda, Australia, Sudafrica, Svizzera, Spagna e Stati Uniti.
Pur offrendo tutte le tecniche riproduttive disponibili – inseminazione artificiale, embryo transfer, OPU e ICSI – Terris sottolinea che il suo centro non promuove una tecnologia rispetto a un’altra.
“Noi non vendiamo seme,” spiega. “Questo significa che non abbiamo interesse a privilegiare l’inseminazione artificiale rispetto all’OPU. Possiamo restare completamente obiettivi.”
Il vero valore aggiunto, secondo il veterinario francese, sta nella gestione della riproduzione.
“Bisogna scegliere la tecnica giusta per la cavalla e per l’obiettivo dell’allevatore. Il nostro lavoro è difendere l’interesse dell’allevatore e adattare la strategia alla situazione.”

OPU e ICSI: tra medicina e strategia
Tra le tecnologie più discusse negli ultimi anni c’è l’OPU-ICSI. Terris invita a considerarla sotto due prospettive: medica e zootecnica.
“Dal punto di vista medico è paragonabile alla fecondazione in vitro umana,” spiega. “È una soluzione fondamentale quando una cavalla non può portare avanti una gravidanza, ad esempio per problemi uterini.”
In questi casi non si “cura” la cavalla, ma si aggira il problema consentendo comunque di utilizzare i suoi ovociti.
Dal punto di vista zootecnico, invece, l’OPU offre opportunità strategiche importanti: utilizzare seme raro, lavorare con stalloni poco fertili, produrre embrioni anche fuori stagione e congelarli per trasferirli successivamente.
“Con gli embrioni congelati non è necessario sincronizzare donatrice e ricevente,” spiega Terris. “Questo semplifica enormemente la gestione dell’allevamento.”
Secondo il veterinario, non esiste una sola strada.
“Non è tutto bianco o nero. Una cavalla può fare OPU in inverno e poi tornare all’inseminazione artificiale tradizionale in primavera. Dipende sempre dall’obiettivo.”
La partnership con Avantea
Uno dei pilastri del programma riproduttivo dell’Haras de Hus è la collaborazione con Avantea, il laboratorio italiano diretto dal professor Cesare Galli, tra i più avanzati al mondo nel campo delle biotecnologie della riproduzione equina.
Per Terris questa partnership ha rappresentato molto più di un semplice supporto tecnico.
“Avantea ci ha dato una struttura scientifica molto solida,” racconta. “Direi che l’80% del nostro sistema si basa su questa base. Il restante 20% è il nostro adattamento alla realtà dell’allevamento.”
Il veterinario sottolinea soprattutto l’affidabilità del laboratorio e la chiarezza nelle comunicazioni.
“Quando inviamo gli ovociti sappiamo che otterremo il massimo numero possibile di embrioni. I report sono chiari, la comunicazione è veloce. Questo crea fiducia, per noi e per gli allevatori.”
Tra le tecnologie distintive di Avantea c’è anche il metodo di slow freezing degli embrioni, che consente una gestione più flessibile dei trasferimenti.
Genetica e futuro dello sport
Le tecnologie riproduttive, ricorda Terris, sono al servizio della genetica. Un esempio è lo stallone United Touch S, oggi tra i migliori cavalli sportivi al mondo e disponibile per la riproduzione solo tramite OPU/ICSI.
“Se i migliori performer sono accessibili solo attraverso queste tecniche, allora è logico utilizzarle,” osserva.
Allo stesso tempo, l’OPU permette di preservare linee materne preziose, anche quando l’età o patologie uterine impedirebbero una carriera riproduttiva tradizionale.
Dopo cinque anni di esperienza e oltre 500 procedure OPU, Terris guarda al futuro con fiducia ma anche prudenza.
“Dal punto di vista medico e zootecnico funziona molto bene, anche economicamente. I giovani cavalli sono promettenti. Per il livello sportivo più alto servirà ancora tempo, ma credo che presto vedremo campioni europei nati tramite OPU/ICSI.”
Innovazione sì, ma con equilibrio
Per Terris l’etica rimane il punto di partenza. Prima di introdurre l’OPU nel suo centro, ha visitato cliniche di fecondazione in vitro umana per comprenderne l’impatto sui pazienti.
“Volevo capire come le donne vivevano questa procedura,” racconta. “Mi hanno spiegato che è un trattamento ambulatoriale: arrivano la mattina e tornano a casa lo stesso giorno. Per me è stato un segnale importante.”
Nel cavallo, sottolinea, l’OPU è una procedura rapida e ben tollerata se eseguita correttamente.
“È un atto medico e deve essere fatto nel rispetto dei protocolli. Questo è il fondamento etico.”
Allo stesso tempo invita il settore a non accelerare troppo.
“Dobbiamo trovare un equilibrio tra innovazione e sostenibilità economica dell’allevamento. Muoversi troppo velocemente potrebbe destabilizzare il sistema.”

Il consiglio agli allevatori
Il messaggio finale che Hubert Terris rivolge agli allevatori è semplice e pragmatico.
“Bisogna scegliere il candidato giusto,” conclude. “Non fare ICSI solo per fare ICSI. Bisogna usarla quando è davvero la soluzione migliore per la cavalla e per il progetto di allevamento.”
Se la cavalla è adatta, fisicamente e mentalmente, la procedura è veloce e poco invasiva.
All’Haras de Hus, dunque, la riproduzione assistita non è una moda né un’ideologia. È uno strumento scientifico e strategico, costruito su collaborazione internazionale – come quella con Avantea – e guidato da una domanda fondamentale: come migliorare le prestazioni senza perdere di vista l’etica?
Traduzione a cura di Horseshowjumping.tv
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