Italia e Francia si dividono la scena al Valcastello Snow Polo Showcase
C’è qualcosa di unico nel vedere cavalli e giocatori sfidarsi su un campo innevato, é in questo scenario suggestivo che il Valcastello Châteaux and Polo Club ha ospitato la sfida amichevole tra Italia e Francia, una partita di polo sulla neve che ha messo insieme sport e uno sguardo concreto verso il futuro olimpico della disciplina.
La partita, organizzata come evento dimostrativo a porte chiuse ma con la presenza di numerosi ospiti e addetti ai lavori, è stata pensata come un momento simbolico nel calendario degli sport equestri. Un ideale ponte tra due Paesi protagonisti delle Olimpiadi invernali: se l’Italia ha appena ospitato i Giochi con Milano Cortina 2026, la Francia si prepara infatti ad accoglierli nel 2030.
In questo contesto, il campo innevato del Valcastello è diventato teatro di un confronto sportivo che ha avuto il sapore della collaborazione internazionale.
Una partita vera, nonostante l’amichevole
Sebbene sulla carta fosse previsto come un friendly match, quindi una partita dimostrativa, in campo l’intensità non è certo mancata. Fin dai primi minuti entrambe le squadre hanno mostrato grande determinazione. Il terreno di gioco, preparato con estrema cura, ha infine garantito le condizioni ideali per disputare una partita di snow polo di questo livello.
Il risultato finale è stato un pareggio, esito che ha lasciato soddisfatti organizzatori e protagonisti, riflettendo lo spirito di amicizia e collaborazione che ha caratterizzato l’intera giornata.
Un evento inserito nel percorso verso Milano-Cortina 2030
Al termine della partita abbiamo intervistato Alessandro Giachetti, referente per la disciplina del polo della Federazione Italiana Sport Equestri, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa.
«Siamo molto soddisfatti – ha spiegato –. È stato un evento a porte chiuse ma con numerosi ospiti, in un ambiente molto familiare, proprio nello spirito del polo».
L’incontro non è stato soltanto un momento sportivo, ma anche un tassello di un progetto più ampio. L’evento, infatti, è stato inserito nel programma “Italia dei Giochi” della Fondazione Milano Cortina, un percorso di iniziative che accompagna il cammino verso le Olimpiadi invernali del 2030.
«Per anni abbiamo lavorato per riportare il polo nel contesto olimpico – ha proseguito Giachetti – e il fatto che questa iniziativa sia stata inserita nel programma rappresenta una ricompensa per il lavoro fatto negli ultimi anni».
Italia e Francia, una collaborazione che guarda al futuro
La scelta di invitare la nazionale francese non è stata casuale. Il match ha rappresentato infatti anche un momento di dialogo e collaborazione tra le due federazioni, con l’obiettivo di promuovere il polo a livello internazionale.
«Abbiamo voluto ospitare la squadra francese – ha spiegato Giachetti – perché saranno loro i destinatari dei nostri sforzi quando le Olimpiadi si svolgeranno nelle Alpi francesi».
Durante l’evento, dirigenti e rappresentanti delle federazioni hanno iniziato a discutere nuove forme di cooperazione per sostenere la crescita della disciplina.

Michele Schettino; Stefano Giansanti (Cap); Giordano Flavio Magini
FRANCE
Jean-Edouard Mazery (Cap); Benoit Perrier; Lucas Nottin
Il sogno olimpico del polo
Tra i temi più interessanti emersi durante la giornata c’è quello del possibile ritorno del polo alle Olimpiadi. Lo sport è stato infatti presente nel programma olimpico fino ai primi decenni del Novecento, ma da tempo la comunità internazionale sta lavorando per riportarlo sotto i riflettori dei Giochi.
«Abbiamo fatto dei passi in avanti – ha spiegato Giachetti – anche se non è un percorso semplice, perché le forze in campo sono tante e il sistema olimpico è complesso».
Proprio in occasione della partita, il segretario generale ha avviato un confronto con il presidente della federazione francese di polo per sviluppare strategie comuni di promozione.
L’obiettivo più realistico nel breve periodo potrebbe essere quello di ottenere lo status di sport dimostrativo, un primo passo importante per tornare nel panorama olimpico.
Un “numero zero” che potrebbe diventare tradizione
Quella disputata al Valcastello è stata definita dagli organizzatori una vera e propria “edizione zero”. Un esperimento, riuscito, che potrebbe aprire la strada a un appuntamento stabile nel calendario del polo europeo.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dai proprietari del club, Giovanni Schettino e Chantal d’Acquarone, che hanno accolto con entusiasmo l’idea di sviluppare ulteriormente l’iniziativa.
«Potrebbe diventare un torneo vero e proprio – ha spiegato Giachetti – magari già dal prossimo anno con quattro squadre. Un torneo con uno spirito conviviale e familiare, ma con un alto livello di gioco».
L’atmosfera raccolta e l’eleganza dell’evento hanno infatti dimostrato come il polo possa trovare nuove formule di promozione, che uniscano sport, ospitalità e relazioni internazionali.
Per il momento resta il ricordo di una giornata di sport e amicizia tra Italia e Francia. Ma al Valcastello si è avuto anche la sensazione di assistere a qualcosa di più: il primo capitolo di un progetto che potrebbe crescere negli anni e contribuire a riportare il polo, un giorno, sotto i riflettori olimpici.
AC
HSJ x FISE
Ph foto 1 (c) HSJ.TV (Referente Polo per la Federazione Italiana Sport Equestri Alessandro Giachetti; Presidente Federazione Internazionale Polo Piero Dillier; Presidente della Federezione Polo Francese Jean-Edouard Mazery)

