alle prime vittorie ai grandi risultati internazionali: Tina Lund tra cavalli, pressione e formazione dei giovani cavalieri

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Tina Lund racconta la sua prima vittoria in un campionato come il momento che ha cambiato la sua carriera.

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“Quella era la mia prima volta in un campionato, e vincere è stata una sensazione incredibile. Ricordo che ero l’ultima nel barrage, e questo ha reso la vittoria ancora più emozionante. Non dimenticherò mai quella sensazione. Ha acceso la mia passione per la vittoria e mi ha spinto a sognare di diventare una professionista.”

Da lì ha capito la direzione del suo percorso sportivo.

Risultati principali in carriera
Tra i suoi successi più importanti ci sono titoli europei e vittorie in Coppa del Mondo.

“Ci sono alcune vittorie particolarmente importanti per me. Essere l’unica campionessa europea per la Danimarca è un risultato enorme, e vincere il campionato a Copenaghen è stata un’esperienza indimenticabile. Un campionato significa molto perché non è solo una gara, serve costanza su più percorsi.”

Parla anche delle sue vittorie in Coppa del Mondo.

“Inoltre, le mie due vittorie in Coppa del Mondo con Andante, prima a Mechelen e poi a Vigo, hanno un posto speciale nel mio cuore. Sono state ancora più significative perché ho costruito Andante da sola, quindi il risultato ha un valore ancora più grande.”

Il legame con Andante
Il rapporto con la cavalla Andante è centrale nella sua carriera.

“Il legame con Andante è stato unico perché l’ho costruita da sola e molti non credevano in lei. Ricordo il primo salto nel mio campo, da quel momento ho sentito che sarebbe stata speciale.”

Descrive una cavalla affidabile e combattiva.

“Andante è stata il mio punto di riferimento durante gli anni da giovane cavaliere. Potevo sempre contare su di lei. Aveva un grande cuore e combatteva sempre per me in campo gara. Sono molto grata di averla avuta nella mia carriera.”

Costanza e successi nazionali
Spiega il suo dominio in Danimarca con la presenza costante alle gare.

“Sono stata per molti anni la cavallerizza con più vittorie in Danimarca e questo è dovuto soprattutto alla mia presenza costante alle gare. Non volevo perderne nemmeno una.”

Aggiunge il ruolo del supporto familiare.

“Ho avuto la possibilità di montare molti cavalli e il supporto di mio padre è stato fondamentale. Mi ha sempre portato alle gare e mi ha dato accesso a diversi cavalli.”

Il momento di Aachen
Un passaggio importante della sua carriera arriva ai World Equestrian Games di Aachen.

“Ero molto vicina alla finale, ma ho commesso un errore all’ultimo ostacolo. È stato deludente, ma mi ha fatto capire che potevo competere a quel livello. Mi ha dato ancora più motivazione.”

Vita oltre lo sport
Parla anche delle esperienze fuori dalle gare.

“Prendermi qualche anno per altre esperienze mi ha resa più forte. Non cambierei nulla delle mie esperienze come madre e nelle altre attività.”

Ricorda anche la televisione.

“Essere arrivata seconda a Dancing with the Stars è un ricordo che porto nel cuore con grande gioia.”

Metodo di allenamento
Lavora molto sulla fiducia del cavallo e del cavaliere.

“Amo lavorare con cavalieri di tutte le età.”

Ha due allieve di 15 anni che competono ad alto livello.

“Ho due ragazze di 15 anni che competono fino a 1.45 e vedere i loro risultati mi rende molto orgogliosa.”

Spiega il suo approccio.

“Per me la cosa più importante è che i cavalli entrino in campo gara con fiducia. Lavoro molto con loro a casa, li monto e li salto per costruire sicurezza. Con le ragazze cerco di dare esperienza e tecnica per farle crescere come amazzoni.”

Lavoro con giovani e risultati attuali
Le sue allieve competono fino a categorie 1.45 e partecipano a circuiti internazionali come il Longines Global Champions Tour e divisioni junior in varie tappe europee.

Sfide dell’allenamento
Parla delle difficoltà con le pause scolastiche.

“Una delle sfide più grandi è quando si fermano per due o quattro settimane per scuola ed esami.”

Questo rende più difficile mantenere continuità.

“È difficile mantenere il ritmo con queste pause, ma cerchiamo di usare al meglio il tempo che abbiamo insieme.”

Approccio individuale
Ogni cavaliere segue un percorso diverso.

“Ognuno ha obiettivi diversi, alcuni vogliono diventare professionisti, altri montano per piacere.”

Adatta il lavoro in base alla persona.

“Cambia tutto in base alla motivazione. Cerco sempre di capire cosa vuole ogni cavaliere e costruire il lavoro su questo.”

Momenti chiave della carriera
Ricorda i primi successi e gli anni più importanti.

“A 11 anni ho vinto il mio primo campionato nazionale. I miei genitori erano molto orgogliosi.”

Poi il grande anno internazionale.

“Nel 2002 ho vinto i campionati danesi senior, quelli scandinavi e quelli europei. È stato un anno molto importante per me.”

Risultati di squadra
Anche il lavoro di squadra ha un ruolo importante.

“Le mie due vittorie in Coppa del Mondo e la finale di Barcellona con la squadra sono state esperienze speciali. Vincere da soli è bello, ma farlo con una squadra è diverso e molto emozionante.”

© Riproduzione riservata.

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