Ansia da prestazione sportiva: perché aumenta quando migliori? La verità sulla paura di vincere

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Quando migliori ma aumenta l’ansia: un paradosso nello sport

“Sono migliorato molto, ma ho ancora più ansia… perché?”

È una domanda che nel mental coaching sportivo emerge spesso, soprattutto negli atleti che iniziano a ottenere risultati concreti. Ed è esattamente quello che mi ha detto un ragazzo che seguo poco prima di una gara importante.

Mi ha chiamata il giorno prima della competizione, visibilmente agitato. Non riusciva a spiegarsi cosa stesse succedendo: le sue performance erano state ottime nei giorni precedenti, eppure il suo stato emotivo era peggiorato.

Le aspettative aumentano e nasce la pressione

Quando gli ho chiesto di raccontarmi meglio, la risposta è stata immediata: “Ieri e oggi sono andato molto bene… questo vuol dire che domani posso vincere”. Una consapevolezza positiva, almeno in apparenza. Ma subito dopo è arrivato il vero punto critico: “Sì, sono contento… ma ho paura di buttare via tutto”.

In queste parole c’è l’essenza dell’ansia da prestazione sportiva. Non nasce solo quando ci si sente impreparati, ma anche quando si percepisce di avere una reale possibilità di successo. Quando un atleta migliora, infatti, non aumentano solo le capacità tecniche, ma anche le aspettative. E insieme alle aspettative cresce la pressione.

Paura di sbagliare e paura di vincere: due facce della stessa medaglia

Il ragazzo mi ha raccontato di avere paura di sbagliare, ma soprattutto di deludere. Non solo sé stesso, ma anche chi gli stava intorno. Il fatto di essere andato bene nei primi giorni di gara aveva alzato il livello delle aspettative, trasformando un’opportunità in una fonte di tensione.

Questo è un passaggio cruciale nella psicologia dello sport: l’ansia può derivare sia dalla paura di perdere, sia dalla paura di vincere.

Nikefobia: cos’è la paura di vincere nello sport

Esiste infatti una condizione specifica, spesso poco conosciuta, chiamata paura di vincere o nikefobia. È una reazione che si attiva, spesso in modo inconscio, quando l’atleta si rende conto di essere diventato competitivo. Vincere non rappresenta più solo un obiettivo, ma porta con sé nuove responsabilità, aspettative future e un maggiore giudizio esterno.

È proprio questo che può generare blocchi mentali nello sport o forme di autosabotaggio. La prospettiva di un risultato positivo, anziché liberare, può diventare un peso. La mente inizia a proiettarsi nel futuro, costruendo scenari legati al risultato invece che alla prestazione. Ed è lì che nasce l’ansia da gara.

Perché la mente va nel futuro e aumenta l’ansia da gara

Situazioni come questa sono estremamente comuni nello sport agonistico. Le ho vissute personalmente anche durante la mia esperienza in gara e le riscontro spesso negli atleti che seguo. Il denominatore comune è sempre lo stesso: la mente esce dal presente e si concentra su ciò che potrebbe accadere.

Pensieri legati al risultato, alle aspettative e al giudizio degli altri alimentano la gestione dell’ansia nello sport, rendendola più complessa proprio nei momenti decisivi.

Come gestire l’ansia da prestazione sportiva

Il primo passo per migliorare la gestione dell’ansia sportiva non è eliminarla, ma accettarla. È quello che ho spiegato anche a questo atleta, partendo da un concetto semplice ma fondamentale: ciò che stai provando è normale.

Accettare l’ansia e la paura significa smettere di combatterle, lasciando che le emozioni facciano il loro corso senza amplificarle. Allo stesso modo è importante accettare che lo sport è fatto di alti e bassi e che l’unico vero controllo che abbiamo riguarda ciò che dipende da noi: la preparazione, le scelte tecniche, l’atteggiamento.

Tecniche di mental coaching per ridurre l’ansia prima della gara

In quel momento c’era poco tempo per lavorare in profondità, quindi ho scelto di intervenire con tre strumenti pratici di mental coaching sportivo, pensati per riportarlo rapidamente nel momento presente e aiutarlo ad affrontare la gara con maggiore lucidità.

Abbiamo iniziato con una visualizzazione guidata, una tecnica chiave nella preparazione mentale sportiva, chiedendogli di immaginarsi in gara mentre dava il meglio di sé. Non una visualizzazione generica, ma ricca di dettagli: le sensazioni, il ritmo, gli aspetti tecnici fondamentali.

Successivamente abbiamo lavorato sulla respirazione consapevole, uno degli strumenti più efficaci per la gestione dell’ansia da prestazione. Attraverso esercizi semplici è possibile rallentare il battito cardiaco, abbassare la tensione e riportare l’attenzione al presente.

Infine, abbiamo definito alcune parole chiave da utilizzare durante la gara, utili per mantenere il focus sugli aspetti tecnici ed evitare distrazioni. Nel suo caso ha scelto “ritmo e direzione”, due riferimenti concreti da ripetersi in campo prova e in gara.

Il ruolo del divertimento nella performance sportiva

Questi strumenti aiutano a ristabilire l’equilibrio tra mente e corpo, elemento fondamentale per migliorare la performance sportiva.

Ma prima di salutarci, gli ho ricordato quello che considero l’elemento più importante, spesso dimenticato quando la pressione aumenta: il divertimento.

Quando l’attenzione si concentra esclusivamente sul risultato, la tensione cresce e la prestazione si irrigidisce. Al contrario, ritrovare il piacere di ciò che si sta facendo permette di liberare risorse mentali ed esprimere il proprio potenziale in modo più naturale.

I risultati, in questo modo, diventano una conseguenza.

Conclusione: l’ansia è un segnale di crescita

L’ansia da prestazione sportiva non è un nemico da eliminare, ma un segnale da comprendere. In molti casi indica che si sta crescendo, che si è pronti a fare un passo avanti.

La differenza la fa la gestione mentale nello sport.

E allora la domanda resta aperta: quali sono le situazioni che ti creano più ansia nello sport? E soprattutto, come le affronti quando conta davvero?

Eva Rosenthal esperta in mental coaching
Preparazione mentale nell’equitazione: il potere del dialogo interiore prima di una gara 3

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© Riproduzione riservata.

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