Doppietta italiana nel cuore del deserto saudita: la resistenza incontra il fascino di uno dei paesaggi più suggestivi al mondo

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Alla Fursan Endurance Cup CEI2* 120 km, disputata ad AlUla, due amazzoni azzurre hanno portato a termine una prova di grande valore tecnico e sportivo, firmando una prestigiosa presenza tra i finisher di una competizione di altissimo livello internazionale.

Costanza Laliscia, in sella a Horezzanese Larzac, e Greta Bistoletti con Kasimir dell’Orsetta hanno completato i quattro impegnativi loop del percorso chiudendo rispettivamente in 17ª e 18ª posizione, entrambe con una media di 16,58 km/h. Un risultato che testimonia non solo la preparazione atletica dei binomi, ma anche la qualità del lavoro svolto a casa e la capacità di gestire una gara lunga, selettiva e tecnicamente complessa.

La competizione, disputata sulle stesse sabbie che ospiteranno la Mutadil Endurance Cup da 160 km, ha offerto un tracciato rinnovato rispetto alle edizioni precedenti, particolarmente apprezzato dagli atleti. Un percorso che, secondo le impressioni raccolte, potrebbe rappresentare un punto di riferimento anche in vista di futuri appuntamenti di massimo livello.

Costanza Laliscia, al termine della gara, ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro quotidiano:
«Quando porti a casa un buon risultato è la giusta ricompensa del lavoro fatto a casa. È stata una gara bellissima, soprattutto quando i cavalli sono in forma e riescono ad esprimersi al meglio. Io e Greta abbiamo fatto la gara insieme dall’inizio alla fine: Kasimir è stata una conferma, mentre Horezzanese una nuova, vera scoperta. All’ultimo giro abbiamo chiesto qualcosa in più ai cavalli e non si sono tirati indietro, dunque sono super contenta».

Soddisfazione e gratitudine anche nelle parole di Greta Bistoletti, che ha voluto ringraziare chi ha reso possibile questa esperienza:
«Ci tengo a ringraziare Gianluca Laliscia, Costanza e Nicolò Trotta, proprietario del cavallo che ho montato. È stata una gara faticosa, tosta e impegnativa, ma il paesaggio mozzafiato ti lascia senza parole. In certi momenti alzavo lo sguardo e mi sembrava davvero di essere su un altro pianeta. Sono soddisfattissima del traguardo raggiunto».

In un contesto internazionale di altissimo profilo, la presenza di due binomi italiani tra i finisher rappresenta un segnale incoraggiante per l’endurance azzurro, che continua a dimostrare solidità, competitività e una crescita costante. Una doppietta che vale come premio al lavoro di squadra e come ulteriore conferma della qualità dei cavalieri e dei cavalli italiani sulla scena mondiale.

Da Sportendurance.it

Ph Oreste Testa

HSJ x FISE

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