Scontri di cavalieri – Il turbine di violenza studiato da Leonardo da Vinci.
Un’analisi del celebre disegno di da Vinci, preparatorio che anticipa la Battaglia di Anghiari
Il “Scontri di cavalieri” è uno dei più intensi studi grafici di Leonardo da Vinci, realizzato nei primi anni del Cinquecento. Questo disegno preparatorio, conservato oggi in varie collezioni attraverso copie e studi correlati, è legato al grande progetto incompiuto della Battaglia di Anghiari, commissionata a Leonardo per il Salone dei Cinquecento a Firenze.
Un vortice di energia e movimento.
Nel foglio Leonardo rappresenta un gruppo di cavalieri impegnati in un combattimento furioso. Uomini e cavalli si intrecciano in un groviglio dinamico che trasmette tensione muscolare, violenza emotiva, movimento rotatorio.
L’artista non si limita a descrivere la scena. Analizza scientificamente il movimento, studiando come corpi e animali reagiscono sotto stress estremo. Le teste dei cavalli, spalancate e deformate dallo sforzo, diventano quasi espressioni umane di rabbia.
Il laboratorio della Battaglia di Anghiari.
Questo studio nasce come preparazione per il grande affresco della Battaglia di Anghiari (1503-1506), oggi perduto. Leonardo lavorò a numerosi schizzi per capire la composizione della mischia, la resa delle emozioni, la complessità dei movimenti intrecciati.
Lo “Scontro di cavalieri” rappresenta proprio questa fase sperimentale, un vero laboratorio su carta dove l’artista mette alla prova soluzioni compositive sempre più audaci.

Innovazioni stilistiche.
Il disegno mostra alcune caratteristiche tipiche del genio leonardesco. Dinamismo circolare, la composizione ruota attorno a un centro di tensione, creando un effetto quasi vorticoso. Studio anatomico, Leonardo applica le sue ricerche di anatomia sia ai corpi umani sia ai cavalli.
Espressività drammatica. I volti sono deformati dalla furia, un’anticipazione del pathos barocco.
Tecnica grafica raffinata. Il tratto rapido ma controllato rivela una mente che pensa mentre disegna.
Significato e interpretazione.
Più che celebrare la guerra, Leonardo sembra indagarne la brutalità. La scena non è eroica ma caotica e quasi bestiale. Molti studiosi vedono in questo foglio una riflessione sulla natura violenta dell’uomo, un esperimento scientifico sul movimento, un capolavoro di composizione dinamica.
Eredità artistica.
Anche se la Battaglia di Anghiari è andata perduta, studi come lo “Scontro di cavalieri” hanno avuto un’enorme influenza su artisti successivi, tra cui Peter Paul Rubens, che copiò la composizione leonardesca.
Oggi questo disegno rimane una testimonianza potentissima del metodo di Leonardo, osservare, analizzare, sperimentare — trasformando la violenza del combattimento in pura ricerca artistica.
HSJ – RL I classici dell’arte.
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