Il Padrone della vittoria, Graziano Mancinelli.
Tra memoria, passione e leggenda, il racconto di Graziano Mancinelli.
Io non sono una donna di cavalli, ma di cavalli ho sempre sentito parlare, perché mio padre è un uomo di cavalli. Ed è stato proprio grazie a lui che, agli albori dei mitici anni Ottanta, ho conosciuto Umberto Martuscelli, autore del volume dedicato a Graziano Mancinelli, per tutti Il Cavaliere, che porta un titolo epico come lui: Il padrone della vittoria.
Eravamo al Palazzetto dello Sport, quello che poi crollò sotto una pesante nevicata milanese. Io ero una ragazzina curiosa, innamorata di James Kernan, figlio di Frank, titolare dell’allevamento di cavalli più noto d’Irlanda, e seguivo i salti di quel ragazzetto un po’ tondetto e dal naso appuntito. Umberto, invece, lavorava nell’organizzazione stampa dell’evento. Eravamo due ragazzi, io appena maggiorenne, lui poco più che ventenne.
Da quei giorni del 1983 siamo rimasti amici per sempre, pur senza frequentarci assiduamente. Umberto è oggi una firma prestigiosa nel mondo equestre, ed è la voce che risuona in tutta Piazza di Siena durante il concorso ippico internazionale più affascinante del mondo. Ma soprattutto Umberto è un inguaribile romantico, e la sua scrittura arriva dritta al cuore, sospinta dalla sua immensa passione per il cavallo e per il suo mondo.
Il volume dedicato al Cavaliere è un vero trattato giornalistico, oserei dire quasi un saggio; oltre trecento pagine ricche di informazioni, gare, risultati, squadre ed eventi. Ma soprattutto è un dono alla comunità sportiva equestre e, in particolare, ai giovani praticanti di uno sport unico e affascinante, dove è il binomio a farla da padrone, dove chi vince non è l’uomo da solo, bensì l’uomo in groppa alla sua metà a quattro zampe.
Voler dedicare tanto tempo e tanto spazio alla storia di Graziano Mancinelli è un gesto di grande amore. Raccontare al mondo chi è stato quest’uomo di sport significa, per i veterani, riaccendere il ricordo; per i giovani, invece, offrire una lezione di sport e di vita attraverso le gesta di un fuoriclasse destinato a restare nell’immaginario collettivo come colui che si è fatto strada in un mondo che non gli apparteneva, grazie al talento, alla dedizione e al sacrificio.
Mancinelli, l’uomo che sussurrava ai cavalli, perché con loro aveva condiviso gli anni della giovinezza. Mancinelli, il personaggio schivo, l’uomo libero. In questo libro è raccontato attraverso il suo percorso personale e professionale, e attraverso i ricordi di chi ha condiviso con lui momenti cruciali, con una modalità unica, commovente ancor più che affascinante.
Perché la vita di personaggi come lui è una lezione impagabile e insostituibile, che grazie a Martuscelli sarà sempre disponibile per chi ama i cavalli, li vive, li sceglie come compagni di vita, in una realtà che va sempre più verso una direzione fredda, tecnologica e a volte oscura, ma che proprio per questo può ancora essere sovvertita.
Roberta Beta
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