Rubrica di Mental Coaching per il Salto Ostacoli: come gestire la paura quando aumenta l’altezza

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Questa rubrica è dedicata al mental coaching sportivo applicato al salto ostacoli, un aspetto fondamentale per migliorare la performance di amazzoni e cavalieri. Attraverso situazioni reali, lavoreremo su ciò che spesso fa la differenza in gara: la gestione dei pensieri e delle emozioni.

Quando l’altezza aumenta e arriva il blocco mentale

L’altro giorno, durante una sessione di coaching, l’amazzone con cui stavo lavorando mi racconta che il suo istruttore ha deciso di farle saltare una categoria più alta. Invece di esserne felice, però, è entrata in crisi.

Le chiedo cosa la mette in difficoltà e mi risponde che, appena il percorso si alza, inizia a dirsi che è troppo per lei. Da lì partono una serie di pensieri:

  • E se cado?
  • E se fallisco?
  • Ce la farò?
  • E se rimango delusa?

Mi capita spesso di lavorare con atleti che fanno questi ragionamenti quando aumenta l’altezza.

Il punto è che, molto spesso, non è l’altezza reale a fare paura, ma quella costruita dalla mente.

La mente distorce la percezione del salto

Molte volte la mente ci mente e ci fa percepire le situazioni in modo distorto rispetto alla realtà.

Il salto non cambia solo in centimetri, cambia nella testa.

Quei 5 centimetri in più, che per te e per il tuo cavallo non rappresentano nulla di diverso da ciò che fai a casa, diventano improvvisamente enormi nel momento in cui inizi a descriverli in un certo modo. È lì che l’ostacolo cresce nella tua percezione e si trasforma in qualcosa di molto più grande.

Il peso delle parole: perché “difficile” cambia tutto

Uno dei passaggi più importanti riguarda il linguaggio che utilizzi.

Quando definisci un percorso come “difficile”, stai creando nella tua mente un’immagine di qualcosa di complicato e pesante. Non stai descrivendo il percorso, lo stai giudicando.

E questo giudizio attiva emozioni come ansia, paura e angoscia.

Nel momento in cui utilizzi questa parola, tutto cambia:

  • cambia il modo in cui guardi il percorso
  • cambia il modo in cui lo affronti
  • cambia il modo in cui il tuo corpo reagisce

Inizi a dubitare delle tue capacità, a temere l’errore e questo si riflette immediatamente nella monta.

Il corpo si irrigidisce, le mani diventano meno sensibili e il galoppo perde qualità. Di conseguenza diventa più difficile trovare le giuste distanze.

Il cavallo percepisce questo cambiamento e reagisce, portandoti a commettere errori che normalmente non faresti.

Tutto questo può partire semplicemente da una parola.

Il vero problema non è l’altezza

Il problema, quindi, non è l’altezza in sé, ma il significato che le attribuisci.

Nel caso dell’amazzone che seguo, quella parola la portava a vedere il percorso molto più alto della realtà, generando paura.

La paura del percorso ti porta a:

  • vedere il salto più grande di quello che è
  • modificare il tuo modo di montare
  • uscire dalla tecnica ed entrare nella paura di sbagliare

Per questo è fondamentale lavorare prima sul pensiero e poi sulla tecnica.

Il lavoro mentale: riportare la percezione alla realtà

Durante la sessione, ho iniziato a lavorare con lei a livello mentale.

Le ho chiesto perché, secondo lei, il suo istruttore avesse deciso di alzare l’altezza. La risposta è stata semplice: perché erano pronti.

Poi le ho chiesto se a casa avesse già saltato quella misura. Anche qui, la risposta è stata immediata: sì, tranquillamente.

Questo confermava che non si trattava di un limite tecnico, ma di una dinamica mentale.

L’esercizio del cambio delle parole

A quel punto le ho proposto un esercizio molto semplice ma efficace: il cambio delle parole.

L’obiettivo è eliminare il termine “difficile” e sostituirlo con espressioni più neutre e funzionali, come:

  • questo percorso è tecnico
  • va preparato con attenzione
  • richiede concentrazione
  • è una sfida
  • presenta combinazioni da gestire

Questo tipo di linguaggio ti permette di osservare il percorso in modo più chiaro, senza caricarlo emotivamente.

Ritrovare sicurezza e prestazione

Quando cambi il modo in cui descrivi ciò che affronti, cambia anche il modo in cui lo vivi.

Se sei in grado di saltare quell’altezza a casa, puoi farlo anche in gara. La differenza sta nella tua interpretazione.

Lavorando su questi aspetti, ti sentirai più sicura e riuscirai a esprimere il tuo potenziale in modo più efficace.

Nel salto ostacoli, ogni aumento di altezza è prima di tutto una sfida mentale.

E tu?

Quante volte utilizzi la parola “difficile” quando aumenta l’altezza?

Se vuoi migliorare la tua performance, inizia proprio da qui: dalle parole che usi e dai pensieri che costruisci.

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