Giovanni Bertolaso, il volteggio come seconda famiglia: «Sul cavallo bisogna fidarsi l’un l’altro»
Ci sono discipline equestri che il grande pubblico conosce bene e altre che meritano di essere raccontate di più. Tra queste c’è sicuramente il volteggio, una specialità che unisce tecnica, preparazione atletica, coordinazione e rapporto con il cavallo in un contesto dove il lavoro di squadra assume un ruolo fondamentale.
A guidarci alla scoperta di questo mondo è Giovanni Bertolaso, 27 anni, atleta veronese che dopo una pausa di diversi anni è tornato in gara per far parte della nuova squadra senior tre stelle italiana, una formazione nata nel 2026 e già protagonista di risultati importanti a livello internazionale.
Una passione nata seguendo le sorelle
La storia di Giovanni con il volteggio inizia molto presto. Aveva appena quattro anni quando decise di seguire l’esempio delle sorelle maggiori, già impegnate in questa disciplina.
«Vedevo le mie sorelle divertirsi durante gli allenamenti e appena ho potuto ho deciso di iniziare anch’io subito.»
Da quel momento il volteggio è diventato parte integrante della sua vita sportiva. A differenza di molti atleti, Giovanni non arriva dalla ginnastica artistica o dalla danza, discipline spesso considerate propedeutiche per il volteggio.
«Non ho mai praticato ginnastica artistica, danza o altri sport. Ho iniziato direttamente con il volteggio fin da piccolo.»
Una scelta che nasce anche dal fascino esercitato dal cavallo e dall’ambiente che ruota attorno agli sport equestri.
«Stare a contatto con gli animali aiuta molto anche psicologicamente e vivere la natura mi ha sempre affascinato.»
Lo stop e il ritorno
Nel 2022 arriva però una pausa. Dopo tanti anni dedicati al volteggio, Giovanni decide di fermarsi. Quando però si presenta l’opportunità di entrare in una nuova squadra, qualcosa cambia.
«Avevo perso un po’ la passione, ma questa esperienza di squadra mi ha restituito entusiasmo e motivazioni nuove.»
Una scelta che si rivela vincente. Giovanni torna ad allenarsi con grande determinazione e diventa uno dei componenti della squadra composta da Rebecca Greggio, Davide Zanella, Eva Carraro, Sofia Crippa e Alice Dal Paus, con Maria Vittoria Vanilla nel ruolo di riserva.
Una formazione giovane ma già capace di conquistare vittorie internazionali e di guardare con ambizione ai grandi appuntamenti della stagione.
Allenarsi in una squadra di volteggio
Dietro una performance di pochi minuti si nasconde una preparazione complessa che richiede organizzazione e sacrificio.
Giovanni vive a Verona ma si allena principalmente a Padova, presso il centro I Prati, insieme a Davide Zanella, Rebecca Greggio e Alice Dal Paus. Durante la settimana ogni atleta lavora individualmente, mentre nel weekend tutta la squadra si ritrova a Pessano con Bornago, dove si svolgono le sessioni collettive.
Qui entrano in gioco sia il cavallo vero sia il celebre “cavallo finto”, uno degli strumenti più caratteristici del volteggio.
Le giornate di allenamento sono intense e prevedono la ripetizione continua degli esercizi obbligatori e dei programmi liberi, oltre alla preparazione atletica a terra.
«Nel weekend ci concentriamo esclusivamente sul lavoro di squadra e ripetiamo gli esercizi tantissime volte insieme.»
A coordinare il gruppo sono il tecnico Lorenzo Passini e la longeur Laura Cannabucci, figura fondamentale che guida il cavallo durante le esibizioni.
Il rapporto con il cavallo
Come in tutte le discipline equestri, anche nel volteggio il cavallo rappresenta il cuore del lavoro.
La squadra gareggia attualmente con Frandalmé, cavallo che sta affrontando per la prima volta questa esperienza.
L’affiatamento non nasce dall’oggi al domani, soprattutto quando si ha la possibilità di incontrarsi soltanto nei fine settimana.
«All’inizio non è stato semplice, ma conoscendoci meglio abbiamo trovato il giusto feeling per lavorare insieme.»
Un aspetto spesso sottovalutato da chi osserva il volteggio dall’esterno. Gli atleti eseguono figure e acrobazie a diversi metri da terra, affidandosi completamente al cavallo e ai propri compagni.
«Sul cavallo bisogna fidarsi di chiunque, perché ognuno dipende dal lavoro e dalla presenza degli altri.»
Una seconda famiglia
Se c’è un elemento che emerge con forza dal racconto di Giovanni è il valore umano di questa esperienza.
I componenti della squadra vivono insieme ogni fine settimana: si allenano, mangiano, viaggiano e condividono obiettivi e difficoltà.
Un legame che va ben oltre il semplice rapporto sportivo.
«Dormiamo, cuciniamo e trascorriamo i weekend insieme: ormai questa squadra è diventata una seconda famiglia.»
Questo spirito di gruppo rappresenta forse una delle caratteristiche più affascinanti del volteggio moderno. In uno scenario sportivo dove molte discipline equestri vengono percepite come individuali, il volteggio mostra una dimensione diversa, fatta di collaborazione, sostegno reciproco e fiducia assoluta.
Guardando ad Aachen
Il grande obiettivo della stagione è rappresentato dai Campionati del Mondo di Aachen, appuntamento che tutti i componenti della squadra stanno preparando con attenzione.
Ma prima ancora dei risultati, Giovanni sottolinea un altro aspetto fondamentale.
«Vogliamo arrivare pronti ad Aachen, dare il massimo e soprattutto divertirci vivendo questa esperienza insieme fino in fondo.»
Ed è forse proprio questa combinazione di passione, amicizia, preparazione atletica e rapporto con il cavallo a rendere il volteggio una disciplina unica.
Una disciplina che merita di essere conosciuta più da vicino e che, attraverso storie come quella di Giovanni Bertolaso, continua a dimostrare quanto il lavoro di squadra possa trovare la sua espressione più autentica proprio in sella a un cavallo.
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