Alicia Carini, 13 anni: “I cavalli mi hanno insegnato a credere in me stessa”
Dalla difficoltà alla rinascita, passando per il legame profondo con i cavalli: la storia di una giovane amazzone che ha trasformato la fragilità in forza.
A volte le storie più forti arrivano senza fare rumore.
Si nascondono dietro sorrisi timidi, dietro parole semplici, ma piene di significato.
Quando Alicia Carini racconta il suo percorso, non parla solo di equitazione. Parla di crescita, di difficoltà affrontate e di un incontro, quello con i cavalli, che le ha cambiato il modo di vedere sé stessa e il mondo.
Alicia monta a cavallo a Piacenza, presso la società ippica della Trebbia. Ha iniziato quando aveva appena otto anni, in un momento della sua vita tutt’altro che semplice, un periodo segnato da difficoltà personali e da esperienze di bullismo che l’avevano fatta sentire fuori posto, fragile, insicura.
Poi, l’incontro con i cavalli.
“Quando li ho conosciuti è cambiato qualcosa”, racconta. “I cavalli non ti giudicano. Non gli importa come sei fatta, come appari, come ti vesti o da dove vieni. Guardano solo come ti comporti con loro, l’amore e il rispetto che riesci a dare.”
Parole semplici, ma potenti. Parole che raccontano il cuore dell’equitazione meglio di qualsiasi definizione tecnica.
Un legame che cura e fa crescere
In questi cinque anni, Alicia non ha solo imparato a montare. Ha imparato a conoscersi.
Oggi la sua quotidianità ruota attorno ai suoi compagni di viaggio: Lian, il cavallo con cui affronta le gare più importanti; Malmö, il pony con cui è cresciuta sportivamente; il piccolo Hugo, arrivato lo scorso anno; e poi Boss e Victory, legati al percorso del padre Lorenzo. Ognuno di loro rappresenta un pezzo della sua storia, una tappa di crescita, un legame costruito giorno dopo giorno.
Ma dietro ogni percorso sportivo c’è sempre qualcosa di più profondo e, nel caso di Alicia, è la ricerca dell’equilibrio: “Sono una persona emotiva”, ammette. “Ma sto lavorando su questo, perché i cavalli sentono tutto. Se sei agitata, lo diventano anche loro.”
È qui che entra in gioco un elemento sempre più centrale nello sport moderno: la preparazione mentale.
La forza della mente, il rispetto del cavallo
Alicia è seguita da una mental coach, un supporto prezioso che l’ha aiutata a ritrovare fiducia, soprattutto nei momenti più difficili, come quando alcune eliminazioni nelle categorie superiori avevano incrinato il suo rapporto con il cavallo.
“Ho imparato cose che non sapevo,” spiega. “Come il fatto che i cavalli percepiscono il nostro battito cardiaco. Che anche loro possono avere paura. E che dobbiamo capire il loro punto di vista.”
Una consapevolezza che va oltre la tecnica. Che diventa empatia. Connessione.
Perché l’equitazione non è solo uno sport: è un dialogo silenzioso tra due esseri viventi.
Tra sogni e realtà: il percorso di una giovane amazzone
Alicia è nel pieno del suo percorso agonistico. Ha già affrontato categorie fino a 110 cm e ora sta consolidando il lavoro per crescere con solidità, passo dopo passo.
Sa che la strada è lunga. Sa che ci saranno ostacoli — non solo quelli in campo.
Ma ha già sviluppato una consapevolezza rara per la sua età: quella di chi ha capito che il vero traguardo non è solo il risultato, ma il percorso.
Prima di entrare in campo, si concentra sulla respirazione, sulla calma, sui movimenti. Ogni gesto è pensato per trasmettere sicurezza al cavallo.
Perché in gara, non si è mai soli.
Un messaggio che va oltre lo sport
E poi c’è il messaggio. Quello che Alicia vuole lasciare agli altri ragazzi come lei: “Vorrei dire che sognare è sempre possibile. Bisogna avere i piedi per terra, ma non significa rinunciare a ciò che amiamo.”
Parole che diventano ancora più forti quando aggiunge: “Dobbiamo smettere di giudicare le persone per l’aspetto o per quello che hanno. Dobbiamo guardare i valori, l’impegno, il rispetto. Ci sono ragazzi e famiglie che fanno enormi sacrifici per inseguire un sogno.”
È qui che Alicia smette di essere “solo” una giovane amazzone, diventa un esempio.
Talento emergente, sì. Ma soprattutto anima autentica.
Si parla spesso di risultati, classifiche e prospettive future, come se fossero l’unico metro per misurare il valore di un percorso. Eppure, ogni tanto, emerge una storia capace di riportare tutto all’essenza, ricordando a tutti perché si inizia davvero. Alicia Carini è una di quelle giovani atlete che, senza bisogno di proclami, riesce a trasmettere qualcosa di più profondo.
A tredici anni porta con sé una consapevolezza rara, uno sguardo che ha già attraversato difficoltà e trovato nei cavalli non solo uno sport, ma un rifugio, una forma di espressione, una casa. Ed è proprio in questa autenticità, in questo modo sincero di vivere l’equitazione, che risiede forse il suo talento più grande.
Ph ND Fotografie.it
© Riproduzione riservata.

