Paura del giudizio a cavallo: come ritrovare concentrazione in campo prova
Ci sono momenti, nell’equitazione, in cui tutto sembra andare nella direzione giusta. Il lavoro a casa procede, il feeling con il cavallo cresce, la tecnica migliora. Poi entri in campo prova… e qualcosa cambia.
Lo sguardo si sposta. Il respiro si accorcia. La mente si riempie di pensieri.
Non è il salto, non è la gara.
È la sensazione di essere osservati.
È lì che nasce uno dei blocchi più diffusi tra cavalieri e amazzoni: la paura del giudizio degli altri.
Quando il problema non è la gara, ma lo sguardo degli altri
Durante una sessione di coaching, una giovane amazzone mi ha raccontato una difficoltà che la stava bloccando completamente. Non in gara, ma ancora prima.
“In campo prova vado nel panico” mi ha detto.
“Appena entro e vedo istruttori, genitori, persone che osservano…”
Le ho chiesto cosa succedesse esattamente dentro di lei.
“Mi sento osservata. Ho paura di sbagliare e fare una figuraccia. Penso che tutti stiano giudicando quello che faccio.”
A quel punto è diventato chiaro: non si trattava di ansia da prestazione, ma di qualcosa di più sottile.
Ansia da giudizio.
Quando perdi il focus, perdi anche il cavallo
In quei momenti la sua attenzione non era più sul cavallo, sul ritmo, sulle distanze. Era completamente proiettata all’esterno.
Osservava le persone intorno al campo prova, cercava segnali nei loro sguardi, e nella sua mente prendevano forma pensieri come:
“Sicuramente pensano che non sono capace”
“Staranno aspettando che sbagli per criticarmi”
È una dinamica molto comune.
Sentirsi osservati è umano. Ma il vero problema non è la presenza degli altri: è lo spostamento dell’attenzione.
Perché nel momento in cui perdi la concentrazione a cavallo, perdi anche la connessione con il tuo cavallo.
E quando quella connessione si interrompe, tutto cambia: il timing, la qualità degli aiuti, la fluidità del lavoro.
In campo prova c’è solo una cosa che conta davvero
Durante il lavoro insieme, le ho fatto notare una cosa semplice.
In campo prova ci sono tante cose. Persone, cavalli, rumori.
Ma per te, ce n’è una sola davvero importante: il tuo cavallo.
Le ho chiesto:
“E se invece non stessero guardando te?”
“E se qualcuno ti stesse ammirando?”
La verità è che non possiamo sapere cosa pensano gli altri. E soprattutto, non ci aiuta.
Quello che possiamo controllare è dove scegliamo di portare la nostra attenzione.
Tornare dentro: la svolta
Le ho fatto una domanda chiave:
“Quando monti bene, dove sei con la testa?”
“Sono sul cavallo. Sento il galoppo, le distanze.”
Ed è lì che abbiamo lavorato.
Abbiamo costruito una frase semplice, concreta:
“Ascolto il mio cavallo.”
Una frase che diventa un punto di ritorno ogni volta che la mente si perde nel giudizio degli altri.
Un modo per ritrovare la connessione con il cavallo e tornare presenti.
Il risultato? Non è cambiata la tecnica
Ha deciso di usare questa strategia fin dal campo prova, in gara.
Il cambiamento è stato immediato.
Era più presente, più centrata. Il cavallo era attento, disponibile. Gli aiuti più morbidi, il lavoro più fluido.
E soprattutto, non stava più montando per gli altri.
Stava montando davvero.
Ha chiuso con uno dei suoi migliori risultati.
E la cosa più interessante è questa: non è cambiata la tecnica.
È cambiata la direzione dell’attenzione.
Come superare la paura del giudizio a cavallo
La paura del giudizio a cavallo segue spesso uno schema preciso: ti porta fuori da te, ti fa montare per dimostrare qualcosa e ti fa perdere presenza.
Ed è lì che iniziano gli errori.
Per iniziare a lavorarci, serve consapevolezza.
Accorgersi di dove è la tua mente.
E poi scegliere di tornare al corpo, al respiro, al cavallo.
Può aiutarti avere una frase guida, semplice, concreta.
E può aiutarti anche ridimensionare il giudizio: nella maggior parte dei casi, gli altri sono troppo concentrati su sé stessi per osservare davvero te.
Ti è mai successo?
Ti è mai capitato di sentirti osservato e perdere completamente la concentrazione in campo prova?
Se sì, sappi che è una dinamica comune, ma soprattutto è qualcosa su cui si può lavorare.
Nel prossimo articolo vedremo come costruire una routine mentale efficace per affrontare il campo prova con maggiore sicurezza, presenza e lucidità.

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