L’alimentazione del cavaliere: energia per il cervello prima ancora che per i muscoli

Salute e performance equestri mente e cibo

Quando si parla di nutrizione sportiva, si tende spesso a pensare a discipline nelle quali la prestazione dipende principalmente dalla forza, dalla velocità o dalla resistenza fisica; l’equitazione, però, occupa una posizione particolare nel panorama sportivo. Il cavaliere non è un pesista che deve sviluppare la massima forza possibile, non è un maratoneta chiamato a sostenere uno sforzo continuo per ore e non è nemmeno uno sprinter che deve esprimere tutta la propria potenza in pochi secondi.

Il cavaliere è uno sportivo “ibrido“.

Per ottenere una prestazione efficace deve combinare capacità fisiche e cognitive in modo costante, deve mantenere equilibrio e controllo posturale, ma allo stesso tempo prendere decisioni rapide, interpretare continuamente le reazioni del cavallo e adattare i propri aiuti in frazioni di secondo. In altre parole, il cervello lavora tanto quanto il corpo.

Per questo motivo, quando si parla di alimentazione del cavaliere, non bisogna pensare esclusivamente ai muscoli: prima ancora di alimentare il movimento, occorre fornire energia al sistema nervoso che coordina ogni gesto tecnico.

Durante un allenamento o una gara, il cavaliere elabora una quantità enorme di informazioni, deve valutare distanze, traiettorie, regolarità dei tempi di galoppo, assetto e posizione del proprio corpo. Nel salto ostacoli, ma anche nel dressage o nel completo, la precisione del gesto dipende dalla capacità di mantenere elevati livelli di attenzione e concentrazione per periodi prolungati.

Il cervello, pur rappresentando una piccola percentuale del peso corporeo, è uno degli organi con il maggiore consumo energetico e per funzionare correttamente necessita di un apporto costante di nutrienti e di una buona disponibilità di glucosio, la sua principale fonte di energia.

Quando l’apporto energetico è insufficiente o sbilanciato, le prime conseguenze possono manifestarsi proprio a livello cognitivo: minore attenzione, tempi di reazione più lenti, difficoltà di concentrazione e ridotta capacità decisionale.

Ma come migliorare la concentrazione grazie all’alimentazione?

Carboidrati: molto più di un carburante per i muscoli

Negli ultimi anni i carboidrati sono stati spesso al centro di dibattiti e mode alimentari. Tuttavia, per un atleta che deve mantenere elevate prestazioni cognitive, rappresentano una risorsa fondamentale, come abbiamo spiegato nell’articolo “Carboidrati ed equitazione: più energia senza paura di ingrassare“.

I carboidrati vengono trasformati in glucosio, che alimenta sia il sistema nervoso sia l’attività muscolare e nello sportivo il loro ruolo va ben oltre il semplice sostegno dell’esercizio fisico: una corretta disponibilità di glucosio contribuisce infatti a mantenere la lucidità mentale, la capacità di elaborare informazioni e la rapidità nelle decisioni. Tutte competenze essenziali quando si lavora con un animale che pesa oltre cinquecento Kg e che richiede comunicazioni precise e tempestive.

Questo non significa consumare grandi quantità di zuccheri semplici, ma scegliere fonti di carboidrati di qualità come cereali integrali, pane, pasta, riso, legumi, frutta e verdura, inserendoli in modo equilibrato all’interno della giornata alimentare.

Proteine: supporto per il corpo e per il sistema nervoso

Le proteine vengono spesso associate esclusivamente alla crescita muscolare, ma in realtà svolgono numerose funzioni che interessano direttamente anche la performance del cavaliere: oltre a favorire il recupero e il mantenimento della massa muscolare, le proteine forniscono gli aminoacidi necessari alla sintesi di diversi neurotrasmettitori, le molecole che consentono la comunicazione tra le cellule nervose.

In altre parole, una corretta assunzione proteica non contribuisce soltanto alla salute dei muscoli, ma sostiene anche alcuni dei meccanismi biologici alla base della concentrazione, della motivazione e della coordinazione.

Grassi: alleati della concentrazione

Anche i grassi meritano un ruolo da protagonisti in una dieta equilibrata. Le membrane di tutte le cellule, quindi anche quelle nervose, sono costituite in larga parte da lipidi e alcuni acidi grassi essenziali che partecipano al corretto funzionamento del sistema nervoso. Inoltre, i grassi contribuiscono alla produzione ormonale e rappresentano una preziosa riserva energetica per le attività di lunga durata.

Per il cavaliere è particolarmente importante privilegiare fonti di qualità come olio extravergine d’oliva, frutta secca, semi oleosi e pesce ricco di omega-3, evitando di considerare i grassi come nutrienti da eliminare.

L’idratazione e la qualità della prestazione

Tra tutti gli aspetti della nutrizione sportiva, l’idratazione è probabilmente quello più sottovalutato nel mondo equestre, tema che abbiamo già affrontato nell’articolo “Prevenire la disidratazione per migliorare la tua equitazione“.

Durante una giornata di gara, specialmente nei mesi estivi, è facile accumulare molte ore di permanenza in scuderia senza bere in modo adeguato, tuttavia, anche una lieve disidratazione può influenzare negativamente attenzione, coordinazione motoria e tempi di reazione.

Per un cavaliere, che deve mantenere precisione e sensibilità fino all’ultimo percorso della giornata, questo può tradursi in una riduzione della qualità della prestazione ben prima che compaiano sintomi evidenti di stanchezza.

Nutrire la performance, non solo il fisico

L’equitazione ci ricorda che la prestazione sportiva non dipende esclusivamente dai muscoli, ma che, ogni aiuto, ogni correzione e ogni decisione nascono prima nel cervello e solo successivamente si trasformano in movimento.

Per questo motivo, l’alimentazione del cavaliere non dovrebbe essere valutata soltanto in funzione del peso corporeo o dell’aspetto fisico, ma soprattutto in relazione alla capacità di sostenere attenzione, equilibrio, coordinazione e resistenza mentale.

In uno sport in cui pochi centimetri possono fare la differenza tra un percorso netto e un errore, nutrire correttamente il sistema nervoso può essere importante quanto allenare il gesto tecnico. Perché, prima ancora dei muscoli, è il cervello a guidare ogni prestazione in sella.

Alessandra Ceserani

© Riproduzione riservata.

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