Eiken Sato: Un Nuovo Capitolo con il Yellow Team
Quando abbiamo incontrato Eiken Sato al CHI Basel Classics all’inizio di gennaio, il cavaliere giapponese stava vivendo una fase di profonda trasformazione della sua carriera. Gli ultimi sei mesi hanno segnato un cambiamento importante, soprattutto con il suo ingresso nella scuderia di Yuri Mansur, conosciuta a livello internazionale come il Yellow Team.
Dopo molti anni trascorsi presso la scuderia di Paul Schockemöhle, periodo fondamentale per la sua crescita come atleta e come cavaliere di alto livello, Sato ha deciso di compiere un passo decisivo verso una nuova indipendenza sportiva.
«Per me è sicuramente un grande passo», racconta Sato. «Ho passato un periodo davvero molto bello lì, con cavalli di grande qualità e opportunità per i campionati. Ma ora voglio fare il passo successivo. Voglio tornare allo sport di alto livello, ma farlo costruendo qualcosa di mio».
Una partnership basata sulla fiducia
Questo nuovo capitolo prende forma attraverso la collaborazione con Yuri Mansur, uno dei cavalieri brasiliani più affermati nel panorama internazionale. Oggi Sato è pienamente integrato nel sistema del Yellow Team, condividendo cavalli, esperienza e una visione sportiva a lungo termine.
«Yuri ed io abbiamo sempre avuto una buona connessione», spiega. «È per questo che continuiamo insieme».
Il passaggio a una nuova struttura non è stato semplice.
«Questi sei mesi sono stati di duro lavoro, un lavoro diverso», ammette. «Ma ora sono qui. Sono felice».
Tornare stabilmente al massimo livello
All’interno del Yellow Team, Sato è tornato a competere con continuità a livello cinque stelle, ritrovando solidità e fiducia.
«Cerco di restare a questo livello», dice. «Non è facile, ma va bene così. Ci provo».
Un elemento chiave di questa continuità è la gestione attenta dei cavalli esperti appartenenti alla scuderia di Yuri Mansur, animali abituati al grande sport ma che richiedono una cura estremamente precisa.
«La continuità è difficile, questo è certo», spiega Sato. «Ma una buona gestione è fondamentale per me».
I cavalli che hanno segnato il suo percorso
Ripercorrendo la sua carriera, il primo cavallo che Sato cita è Chacanno JRA, con cui ha costruito un legame profondo.
«Siamo cresciuti insieme», racconta. «Ha sempre dato tutto».
Anche se non hanno mai partecipato a un campionato insieme, Chacanno JRA rimane un cavallo centrale nella sua storia sportiva.
Un altro cavallo fondamentale è stato Saphyr des Lacs JRA, con cui Sato ha rappresentato il Giappone ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020.
«Quello è un ricordo davvero molto importante», dice.
Esperienza, responsabilità e gestione
Oggi, all’interno del Yellow Team, Sato gestisce anche cavalli molto esperti di Yuri Mansur.
«Uno ha 19 anni, un altro 18», spiega. «Questo significa molto. Devi capire perfettamente come si sente il cavallo, ogni dettaglio».
Questa responsabilità ha contribuito a rafforzare la sua maturità come cavaliere e come uomo di cavalli.
«Il mio cavallo principale ora ha 15 anni, ma è più in forma che mai», aggiunge. «La gestione è tutto».
Costruire il futuro
Accanto ai cavalli più esperti, Sato e Mansur stanno lavorando anche su un gruppo di giovani promettenti.
«Ho alcuni cavalli molto buoni di otto e nove anni», racconta. «Condividiamo i cavalli. A volte succedono delle cose, ma continuiamo sempre a guardare avanti».
La struttura del Yellow Team permette una programmazione a lungo termine, fondamentale per restare competitivi al massimo livello.
«Il prossimo passo sta arrivando», afferma Sato.
Lo sguardo rivolto a Los Angeles
Quando gli si chiede quale sia il suo obiettivo finale, la risposta è immediata.
«Los Angeles», dice. «È il mio obiettivo più grande».
Un traguardo che condivide pienamente con Yuri Mansur.
«Yuri ed io — Team Yellow», aggiunge sorridendo.
Dal Giappone ai grandi campi europei
La storia di Sato inizia in Giappone, dove i cavalli facevano parte della sua vita quotidiana fin da bambino.
«I miei genitori avevano un centro ippico», ricorda. «Mio padre faceva completo. Vedevo cavalli ogni giorno, così ho iniziato».
Determinato a raggiungere il massimo livello, si è trasferito in Europa senza parlare inglese.
«Era il mio sogno», racconta. «Niente inglese, zero. Sono arrivato in Europa e ho fatto tutto passo dopo passo».

Le lezioni che restano
Guardando indietro al suo percorso, Sato individua una lezione sopra tutte.
«Non mollare mai», dice. «Continuare a spingere, lavorare duro».
E conclude semplicemente: «Se molli, non avrai mai una possibilità».
Oggi Eiken Sato, insieme a Yuri Mansur e al Yellow Team, continua a costruire il suo futuro con pazienza, fiducia e grande rispetto per il cavallo — elementi essenziali per un successo duraturo nel salto ostacoli di altissimo livello.
Valentina Sozzi
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