Emma Ivaldi, crescere tra scuola, scuderia e determinazione

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A tredici anni – quattordici da compiere quest’anno – Emma Ivaldi ha le idee chiare. Non solo su ciò che sogna per il futuro, ma soprattutto su quello che è disposta a fare ogni giorno per migliorare. Monta alla Società Ippica Le Due Querce di Alessandria e rappresenta bene quel mondo di giovani amazzoni che, lontano dai riflettori più grandi, costruiscono il proprio percorso con costanza, sacrificio e il sostegno della famiglia.

L’inizio: una passeggiata che cambia tutto

Il primo ricordo legato ai cavalli è semplice: una passeggiata su un pony in un maneggio della sua città. Aveva circa nove anni, ma l’insistenza era iniziata molto prima. «Dai cinque anni chiedevo di poter salire a cavallo», racconta. L’emozione di quel primo giro è ancora nitida, come se fosse ieri. Da quel momento non è più scesa.

Come per tanti giovani cavalieri, il percorso è iniziato nella scuola pony. Dopo pochi giorni è arrivata la mezza fida e, a dieci anni, l’incontro con Galaxy Desorce, la pony che lei stessa definisce ancora oggi “quella della vita”. Arrivata dalla Francia con poca esperienza, è cresciuta insieme a Emma. Con lei sono arrivate le prime gare, le categorie 90 e 100, le prime soddisfazioni. E anche la prima difficoltà vera: lasciarla quando l’altezza e il passaggio ai cavalli lo hanno reso inevitabile.

«Ci ho messo tanto ad accettarlo», ammette. Perché nel salto ostacoli il rapporto non è solo sportivo: si entra in campo in due, e si cresce insieme.

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Marco Proli

Il passaggio ai cavalli e l’incontro con Cashmir Z

Dopo un altro pony importante, Boris le Fognard, è arrivato il momento dei cavalli. Da circa un anno Emma monta Cashmir Z, cavalla di dieci anni che descrive come dolce nel carattere ma energica e agile nel lavoro.

Quando era alla ricerca del cavallo giusto, aveva espresso un desiderio preciso: voleva un soggetto dinamico, capace di accompagnarla nelle scelte in percorso. «Mi aiuta molto. Se entro un po’ più piano o un po’ più forte, lei mi segue. È veloce nelle girate, mi sostiene nelle decisioni».

Emma preferisce un cavallo “caldo”, che la porti verso l’ostacolo. Una scelta che richiede sensibilità e controllo, qualità che si costruiscono nel tempo. Non a caso, racconta che per trovare una vera sintonia con CASHMIR Z è servito quasi un anno. Oggi parla di simbiosi, di comprensione reciproca.

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ND Fotografie

La quotidianità: allenamento e cura

Dietro ai risultati non ci sono scorciatoie. Emma monta quasi tutti i giorni, tranne il lunedì quando il maneggio è chiuso. Un’ora in sella, ma anche tempo dedicato alla preparazione e alla cura dopo il lavoro. Arriva prima per occuparsi della cavalla, la dissella con attenzione, la porta a brucare quando possibile.

«Non esiste solo la gara», dice. «Il cavallo deve fidarsi di te».

È un aspetto che racconta bene la sua visione: prima il rapporto, poi la prestazione.

La scuola prima di tutto

Accanto alla scuderia c’è la scuola. Emma frequenta la terza media e ha già scelto il liceo classico ad Alessandria. Una scelta impegnativa, che affronta con lucidità.

In famiglia le è sempre stato insegnato che lo studio viene prima. Il tempo al pomeriggio non è molto, perché l’allenamento è una presenza costante. Così cerca di ascoltare con attenzione in classe, programma le interrogazioni, organizza lo studio giorno per giorno.

Non è un equilibrio semplice, ma è parte integrante del percorso. Lo sport, in questo senso, diventa una scuola nella scuola: insegna disciplina, gestione del tempo, responsabilità.

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Marco Proli

Le emozioni in gara

Emma si definisce ansiosa prima di montare. L’attesa, la preparazione, quei minuti che precedono l’ingresso in campo sono il momento più delicato. Poi, una volta in sella, qualcosa cambia. «Quando entro in gara mi sento più tranquilla, perché sono con il mio cavallo».

Trasformare l’ansia in concentrazione è una capacità che non tutti possiedono. Lei la vive come un processo naturale: respirare, restare lucida, fare ciò che si è preparato in allenamento.

Quando le cose non vanno come previsto, la reazione è altrettanto chiara: non scoraggiarsi. «Bisogna mantenere la concentrazione e non arrendersi. Cercare di migliorare sempre». Gli errori diventano indicazioni su cui lavorare, non ostacoli che fermano il percorso.

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ND Fotografie

Il traguardo dei Campionati Italiani 2025

Tra le esperienze che hanno segnato il suo cammino, Emma cita i Campionati Italiani 2025 di Arezzo, il primo appuntamento tricolore con i cavalli. Un terzo posto che per lei ha avuto un significato particolare.

Non solo per la classifica, ma per quello che ha rappresentato: tre giornate da affrontare con concentrazione, percorsi tecnici da gestire, la consapevolezza di potercela fare. «Mi ha fatto capire che sono capace di restare concentrata per più giorni», spiega.

Accanto a lei, in quel risultato, c’è un team ben definito: i genitori, che la sostengono e la accompagnano in ogni scelta; l’istruttore, che ha sempre creduto nelle sue possibilità; e naturalmente CASHMIR Z, protagonista silenziosa ma determinante in campo.

Le immagini di Arezzo raccontano non solo un podio, ma un percorso di crescita.

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Marco Proli

Obiettivi concreti, sogni nel cassetto

Per il presente, Emma guarda a obiettivi chiari: continuare a migliorare, provare a entrare nel Team Italia Children e partecipare a CSIO giovanili. Passi progressivi, uno dopo l’altro, senza bruciare le tappe.

Poi, come ogni ragazza che vive questo sport con passione, c’è anche un sogno più grande, quello di arrivare un giorno alle Olimpiadi. Ma resta sullo sfondo, come un orizzonte lontano che dà direzione al lavoro quotidiano.

Per ora contano l’impegno di ogni giorno, le ore in scuderia, i compiti fatti la sera, la fiducia costruita con il proprio cavallo.

È lì che si misura davvero il talento: nella determinazione silenziosa di chi, con i piedi ben piantati a terra, continua a lavorare per fare un passo in più.

Alessandra Ceserani

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