Alimentazione del puledro: perché tutto parte dalla fattrice
Quando si affronta il tema dell’alimentazione del puledro, si tende spesso a concentrarsi su ciò che mangerà dopo lo svezzamento: mangimi, integrazioni, gestione della crescita. In realtà, il primo vero tassello di questo percorso si gioca ancora prima che il puledro inizi ad alimentarsi in autonomia. E passa, inevitabilmente, dalla fattrice.
La nutrizione della cavalla in gestazione e, soprattutto, durante la lattazione è il punto di partenza di tutto. È in questa fase che si costruisce il “primo alimento” del puledro: il latte. E non si tratta solo di una fonte energetica, ma di un sistema complesso, capace di sostenere una crescita rapidissima e, allo stesso tempo, di proteggere un organismo ancora immaturo.
Alla nascita, infatti, il puledro è privo di difese immunitarie efficaci. È il colostro, assunto nelle primissime ore di vita, a fornire gli anticorpi indispensabili per affrontare l’ambiente esterno, anche se la capacità di assorbire queste immunoglobuline si riduce drasticamente già dopo le prime 12 ore. Fin da subito il latte materno diventa la base della crescita, per questo un puledro può arrivare a nutrirsi decine di volte al giorno, assumendo una quantità di latte che rappresenta una percentuale significativa del proprio peso corporeo.
Tutto questo rende evidente un aspetto fondamentale: la qualità del latte dipende direttamente dalla qualità dell’alimentazione della fattrice.
Non è un dettaglio, ma una relazione diretta.
Una cavalla alimentata in modo corretto produce un latte equilibrato, ricco dei nutrienti necessari allo sviluppo; al contrario, eventuali carenze o squilibri nella dieta materna si riflettono immediatamente sul puledro, proprio nel momento in cui la sua crescita è più intensa.
E i numeri lo confermano. Nei primi mesi di vita, il puledro cresce a ritmi impressionanti: può aumentare di peso anche di un chilo e mezzo al giorno e, nel giro di poche settimane, raddoppiare il proprio peso alla nascita. Entro i sei-sette mesi raggiunge circa il 40% del peso adulto e, nel primo anno, realizza metà del suo sviluppo complessivo, come evidenziato da studi sulla nutrizione e crescita del puledro condotti da Kentucky Equine Research.
Ma non è solo una questione quantitativa.
In questa fase, infatti, si sviluppa soprattutto la struttura scheletrica. Le ossa crescono e si allungano, mentre la muscolatura si svilupperà in maniera più marcata successivamente. Questo significa che eventuali squilibri nutrizionali, sia per eccesso che per difetto, possono incidere direttamente sulla qualità dello sviluppo del puledro, aumentando il rischio di problematiche ortopediche o limitando il potenziale futuro del soggetto.
Per questo motivo, la gestione alimentare della fattrice durante la lattazione richiede grande attenzione e professionalità. È uno dei momenti più impegnativi dal punto di vista energetico: la cavalla deve sostenere contemporaneamente il proprio mantenimento e la produzione di latte, che può raggiungere volumi importanti nelle prime settimane dopo il parto.
Serve quindi una dieta che garantisca un apporto costante di energia, ma anche di proteine di qualità, minerali essenziali come calcio (Ca) e fosforo (P), oltre a vitamine e microelementi indispensabili per la crescita del puledro.
In questo contesto, affidarsi a soluzioni nutrizionali studiate appositamente può fare la differenza.
È l’approccio portato avanti da Guidolin Horses, che ha sviluppato prodotti pensati per accompagnare fattrice e puledro lungo tutto questo percorso, senza soluzione di continuità.
Wafer Fioc Plus, ad esempio, nasce proprio per rispondere alle esigenze nutrizionali della cavalla a partire dagli ultimi mesi di gravidanza e per tutta la fase di lattazione, proseguendo poi anche nell’alimentazione del puledro. La sua formulazione, che unisce foraggi a fibra lunga e cereali fioccati, è studiata per garantire digeribilità e un apporto equilibrato di nutrienti, evitando gli sbalzi che possono verificarsi con razioni non strutturate.

Con il passare delle settimane, il puledro inizia gradualmente a cambiare approccio verso il cibo. Intorno al primo mese di vita compaiono i primi comportamenti di imitazione: osserva la madre, si avvicina al fieno, prova ad assaggiare.
È un processo naturale, ma estremamente delicato.
Verso i due mesi, infatti, il latte materno non è più sufficiente a coprire completamente i fabbisogni nutrizionali legati alla crescita, e diventa necessario introdurre progressivamente alimenti solidi.
Anche in questa fase, la qualità fa la differenza. Il sistema digestivo del puledro è ancora in sviluppo e richiede alimenti altamente digeribili, ben bilanciati, capaci di fornire energia senza eccessi e proteine adeguate per sostenere lo sviluppo.
Una crescita troppo rapida, spesso legata a un eccesso energetico o a squilibri tra calcio e fosforo, può aumentare il rischio di patologie dello sviluppo come osteocondrosi o deformazioni degli arti. Allo stesso modo, una dieta carente può compromettere il raggiungimento del potenziale genetico del soggetto.
È qui che entra in gioco il concetto di continuità nutrizionale: accompagnare il passaggio dal latte agli alimenti solidi senza brusche variazioni, mantenendo un equilibrio costante. Per chi preferisce affiancare al fieno una razione strutturata, soluzioni come Nutrimix rappresentano un supporto efficace, grazie a una formulazione arricchita con vitamine e minerali che aiuta a mantenere stabile la qualità della dieta.

Parallelamente, non bisogna dimenticare altri due aspetti fondamentali: l’acqua e il movimento. L’acqua fresca e pulita deve essere sempre disponibile, soprattutto quando il puledro inizia a ridurre la dipendenza dal latte. Il movimento quotidiano, invece, è essenziale per lo sviluppo corretto dell’apparato muscolo-scheletrico, contribuendo a rafforzare strutture che, in questa fase, sono ancora in formazione.
Crescere un puledro non significa semplicemente farlo diventare grande, significa accompagnarlo in un processo complesso, in cui ogni dettaglio può fare la differenza.
In questo percorso, l’alimentazione rappresenta uno degli strumenti più potenti a disposizione di allevatori, proprietari e gestori di scuderia.
Ma la vera chiave sta nel cambiare prospettiva: prima ancora di chiedersi cosa deve mangiare il puledro, è necessario chiedersi come è alimentata la fattrice, perché è da lì che inizia tutto e perché, molto spesso, la qualità del cavallo adulto si costruisce quando ancora il suo nutrimento passa interamente attraverso la madre.
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Reference: Letteratura sulla crescita e nutrizione del puledro (SEF Italia; Kentucky Equine Research), studi sulla lattazione equina (Reiter & Reed, 2023, University of Connecticut) e ricerche sul body condition score nei cavalli (Henneke et al., 1983).
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