I campioni che hanno fatto la storia dei World Equestrian Games nel Dressage
Dal 1990 al 2018, i FEI World Equestrian Games hanno visto alternarsi alcuni dei binomi più straordinari mai entrati in un rettangolo di dressage. Ognuno di loro ha rappresentato un momento diverso nell’evoluzione di questo sport.
Nicole Uphoff e Rembrandt, l’inizio di un dominio
La prima edizione dei World Equestrian Games, disputata a Stoccolma nel 1990, incoronò Nicole Uphoff e il leggendario Rembrandt. Il binomio tedesco conquistò anche il titolo mondiale nel 1994, diventando il primo grande simbolo dei WEG. Eleganza, leggerezza e precisione fecero di loro un punto di riferimento per un’intera generazione.
Isabell Werth, la regina senza tempo
Parlare dei World Equestrian Games significa parlare di Isabell Werth. Con Gigolo, Satchmo e Bella Rose ha conquistato medaglie in quattro decenni diversi, dimostrando una continuità senza precedenti. Il titolo individuale del 2018 a Tryon, vent’anni dopo il primo oro mondiale conquistato a Roma nel 1998, resta una delle imprese più straordinarie nella storia del dressage.
Anky van Grunsven, la rivoluzione olandese
Con Salinero, Anky van Grunsven ha cambiato il modo di interpretare il freestyle. Pur essendo ricordata soprattutto per i tre ori olimpici consecutivi, è stata anche una delle protagoniste assolute dei World Equestrian Games, contribuendo alla crescita del dressage moderno con uno stile elegante e innovativo.
Charlotte Dujardin e Valegro, il binomio perfetto
Nel 2014, a Caen, Charlotte Dujardin e Valegro dominarono il Campionato del Mondo. Le loro prove stabilirono nuovi standard tecnici e artistici. Valegro viene ancora oggi considerato uno dei migliori cavalli da dressage di tutti i tempi, capace di eseguire ogni movimento con naturalezza e precisione.
Edward Gal e Totilas, il cavallo che cambiò il dressage
Se c’è un binomio che ha rivoluzionato il dressage moderno, è quello formato dall’olandese Edward Gal e Totilas. Ai World Equestrian Games di Lexington nel 2010 conquistarono tre medaglie d’oro, individuale Grand Prix Special, Freestyle e a squadre, impressionando il mondo con punteggi mai visti prima. Totilas fu il primo cavallo a superare il 90% in una prova internazionale e divenne un fenomeno mondiale, attirando l’attenzione anche di un pubblico non specializzato.
Klaus Balkenhol, il maestro della leggerezza
Negli anni Novanta Klaus Balkenhol e Goldstern rappresentarono una filosofia di equitazione basata sul rispetto del cavallo e sulla leggerezza degli aiuti. Pur essendo meno appariscente di altri campioni, il suo stile continua ancora oggi a essere un modello per molti istruttori e cavalieri.
Carl Hester, il costruttore di campioni
Carl Hester non è ricordato soltanto per le sue medaglie ai Campionati del Mondo, ma anche per aver rivoluzionato il dressage britannico. È stato il mentore di Charlotte Dujardin e uno dei principali promotori di un sistema di addestramento fondato sul benessere del cavallo e sulla collaborazione con il cavaliere. La sua influenza va ben oltre i risultati ottenuti in gara.
Ulla Salzgeber, la precisione tedesca
Tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, Ulla Salzgeber fu una delle principali rivali di Isabell Werth. Con Rusty conquistò numerose medaglie mondiali e contribuì a mantenere la Germania ai vertici del dressage internazionale grazie a prove caratterizzate da estrema precisione tecnica.
Una storia scritta da uomini e donne
Una delle caratteristiche più affascinanti del dressage è che uomini e donne gareggiano insieme ai massimi livelli. Nei World Equestrian Games hanno scritto pagine memorabili amazzoni come Nicole Uphoff, Isabell Werth, Charlotte Dujardin e Anky van Grunsven, ma anche cavalieri come Edward Gal, Carl Hester e Klaus Balkenhol. Tutti hanno contribuito, con il proprio stile e i propri cavalli, a trasformare il dressage in uno sport sempre più tecnico, spettacolare e attento al benessere del cavallo.
© Riproduzione riservata.