Programmare per competere: perchè Città di Castello è una scelta che conta?

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Nel panorama dell’endurance equestre moderno, dove il calendario agonistico è sempre più ricco e articolato, saper scegliere le gare diventa parte integrante della prestazione.
Non si tratta solo di collezionare chilometri o presenze, ma di costruire un percorso sportivo coerente, rispettoso e sostenibile, soprattutto quando in campo c’è un animale che è, a tutti gli effetti, il vero atleta.
In quest’ottica si inserisce la gara di Coppa Italia e Circuito FISE Endurance 2026, in programma a al Cadese Horse Academy di Città di Castello il 5 e 6 settembre, un appuntamento che rappresenta molto più di una semplice tappa stagionale.

La programmazione come atto di responsabilità sportiva

Nell’endurance, più che in altre discipline, la gestione del cavallo passa attraverso le scelte. Scegliere quando correre, dove farlo e in quali condizioni significa tutelarne la salute, favorirne la crescita atletica e valorizzarne il lavoro svolto durante l’anno. Altimetrie, tecnicità del tracciato, fondo, clima, logistica e tempi di recupero sono elementi che incidono direttamente sulla prestazione e sul benessere del binomio.

Per questo motivo, eventi come quello di Città di Castello assumono un valore strategico. Una gara pensata, costruita e organizzata con criteri sportivi chiari, che consentono a cavalieri e tecnici di inserirla con consapevolezza all’interno della propria pianificazione agonistica.

Quando il contesto fa la differenza

Non tutte le gare sono uguali e chi pratica endurance lo sa bene. La qualità di un evento non si misura solo dal numero di partenti, ma dalla cura dei dettagli:

– percorsi studiati per mettere alla prova senza estremizzare (con tanto di guado fiume)
– strutture adeguate per accogliere cavalli e cavalieri
– spazi funzionali per la gestione veterinaria
– logistica fluida e organizzazione efficiente

Aspetti che incidono direttamente sulla serenità del cavallo e sulla capacità del cavaliere di concentrarsi esclusivamente sulla gara. In questo senso, il livello qualitativo del comitato organizzatore diventa un elemento determinante nella scelta di un appuntamento di Coppa Italia o comunque gara di interesse federale.

Un evento da scegliere, non solo da correre

La tappa di Città di Castello si propone come una gara da scegliere con convinzione, ideale per chi vuole competere ad alto livello senza rinunciare a una visione moderna dell’endurance, quella che mette al centro la longevità sportiva del cavallo, la progressione atletica e la qualità dell’esperienza agonistica.

In un calendario fitto di date, saper selezionare gli appuntamenti giusti è ciò che distingue chi corre da chi costruisce un percorso sportivo.
Città di Castello, nel 2026, rappresenta una di quelle scelte che parlano di programmazione, rispetto e sport vero.

Foto Oreste Testa/Sportendurance

Sport Endurance

© Riproduzione riservata.

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