Nutrizione del cavaliere: come aiutare il corpo a migliorare davvero la performance
Il ruolo della nutrizione nella performance del cavaliere atleta, una leva concreta per migliorare risultati e benessere
Per anni, all’interno del settore equestre, si è sviluppata una crescente attenzione nei confronti dell’alimentazione del cavallo, della qualità dei foraggi e della gestione nutrizionale finalizzata alla performance del cavallo sportivo. Un percorso necessario, che ha portato maggiore consapevolezza e risultati tangibili.
Molto meno, invece, si è detto e scritto sulla nutrizione del cavaliere, come se chi monta fosse in qualche modo estraneo alle dinamiche che regolano la performance sportiva.
Eppure, chi frequenta ogni giorno una scuderia conosce bene la natura di questo impegno: il cavaliere atleta, al pari del groom, dell’istruttore o di chi gestisce una scuderia, è esposto a una sollecitazione costante, tanto sul piano fisico quanto su quello mentale.
Le giornate prendono avvio alle prime ore del mattino e si snodano senza soluzione di continuità tra attività manuali, cura e gestione dei cavalli, organizzazione del lavoro con gli allievi, sessioni di preparazione a terra e lavoro in sella, in un susseguirsi di compiti che raramente lascia spazio a una distinzione netta tra lavoro e tempi di recupero.
La letteratura scientifica ha chiarito da tempo questo aspetto: uno studio pubblicato sull’European Journal of Applied Physiology (Devienne & Guezennec, 2000) ha evidenziato come l’equitazione sportiva comporti un consumo energetico rilevante e un’attivazione muscolare costante, confermando che il cavaliere può essere considerato a tutti gli effetti un atleta.
Se questo è il punto di partenza, diventa difficile sostenere che l’alimentazione sportiva possa essere trattata come un elemento secondario. Eppure, nella pratica quotidiana, accade spesso il contrario: nelle scuderie e sui campi gara si mangia quando si può, si beve poco, si scelgono soluzioni rapide che raramente rispondono alle reali esigenze dell’organismo.
Nel tempo, questo approccio si traduce in una riduzione della resistenza fisica, in un calo della concentrazione in gara e in un peggioramento dei tempi di recupero. Aspetti che incidono non solo sulla prestazione, ma anche sulla sicurezza.
Le linee guida elaborate dall’International Olympic Committee e dall’American College of Sports Medicine sottolineano come una corretta nutrizione sportiva rappresenti uno strumento determinante per migliorare la performance atletica, sostenere il recupero e ridurre il rischio di infortuni. Indicazioni che trovano piena applicazione anche negli sport equestri, dove la continuità dello sforzo e la gestione dello stress rendono ancora più delicato l’equilibrio dell’organismo.
È partendo da queste considerazioni che Horseshowjumping.tv ha deciso di approfondire il tema con il supporto di professionisti qualificati. Ci siamo rivolti al dottor Gabriele Coppo, biologo nutrizionista specializzato in nutrizione sportiva e integrazione, con una formazione sviluppata presso l’Università di Pavia, dove ha conseguito la laurea magistrale in Biologia sperimentale e applicata, e completata con un Master in Nutrizione Umana e una specializzazione nella nutrizione dello sport.

Con il suo contributo, e con quello di altri esperti, affronteremo nei prossimi approfondimenti temi centrali per chi pratica equitazione sportiva: dalla gestione dei pasti durante le competizioni all’integrazione sportiva, fino alla costruzione di un piano alimentare coerente con le esigenze di chi vive quotidianamente tra scuderia e campo gara.
L’obiettivo non è proporre modelli rigidi, ma favorire una maggiore consapevolezza e dare consigli pratici, perché riconoscere il cavaliere come atleta significa anche accettare che ogni aspetto della sua quotidianità, compresa la alimentazione per sportivi, incida in modo diretto sulla qualità della prestazione e sulla capacità di affrontare nel tempo le richieste di questo sport e di questa realtà.
In un contesto che ha già compiuto passi importanti nella gestione del cavallo atleta, il passo successivo non può che essere questo: iniziare a considerare con la stessa attenzione anche chi, ogni giorno, sale in sella.
AC
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