Christophe De Brabander e Avantea: genetica, visione e scienza costruiscono il futuro del cavallo sportivo
Una tradizione familiare che guarda avanti
«Avantea non si basa sul marketing, ma su protocolli chiari, risultati misurabili e studi pubblicati. Per me questo fa la differenza».
Stal De Muze non è soltanto uno dei nomi più noti dell’allevamento europeo: è una realtà costruita su tre generazioni di visione, selezione e capacità di anticipare il futuro.
Al centro di questa evoluzione c’è Christophe De Brabander, veterinario di formazione e allevatore per vocazione, cresciuto nel cuore pulsante del breeding sportivo belga.

«Mi sono laureato in medicina veterinaria sei anni fa, ma in realtà sono cresciuto dentro un allevamento di cavalli. La mia è la terza generazione di proprietari di stalloni e, insieme ai miei fratelli, sono sempre stato coinvolto nello sviluppo della stazione di monta fondata dai nostri genitori. Loro hanno sempre creduto nell’innovazione: sono stati tra i primi a introdurre il seme diluito, quello congelato e, successivamente, a rendere l’embryo transfer disponibile a un pubblico più ampio».
Durante gli studi veterinari, proprio mentre l’OPU-ICSI iniziava a emergere a livello internazionale, Christophe ha deciso di orientare il proprio percorso verso le tecniche di riproduzione assistita.
«Per la mia tesi finale mi sono concentrato proprio su OPU e ICSI. Ho visitato diversi centri pionieristici nel mondo e questo mi ha permesso di capire che non si trattava solo di nuove tecnologie, ma di strumenti capaci di cambiare davvero il modo di pensare la genetica del cavallo sportivo».
Massimizzare il potenziale genetico: la vera sfida dell’allevatore moderno
Per chi opera nel segmento del cavallo sportivo di alto livello, una buona genetica rappresenta il punto di partenza, ma non è mai sufficiente da sola.
«Seguire i cavalli fin da puledri è fondamentale. I figli raccontano spesso molto di più sui genitori di quanto facciano i pedigree o i risultati sportivi. Nel nostro programma alleviamo circa venti puledri l’anno e l’obiettivo è offrire a ciascuno l’ambiente migliore possibile per esprimere il proprio potenziale».
Secondo Christophe, una delle difficoltà principali è costruire un quadro realmente accurato del valore di una fattrice.
«Bisogna guardare alla linea materna e paterna, certo, ma anche essere onesti nell’analisi dei risultati. La genetica crea le basi, ma alla fine sono i cavalli in campo a dire se una scelta è stata giusta».
Il vero equilibrio da trovare, soprattutto per le cavalle impegnate nello sport, è tra carriera agonistica e progetto riproduttivo.
«Spesso la domanda non è se allevare, ma quando farlo e con quale strategia».
OPU-ICSI: uno strumento strategico, non un’alternativa
Avantea è oggi un punto di riferimento internazionale nelle tecniche OPU-ICSI, ma per Christophe tutto è iniziato durante gli anni universitari.
«Il mio primo contatto con il team Avantea è avvenuto mentre studiavo. In quel periodo collaboravamo con un allevamento vicino ai loro laboratori e questo ci ha permesso di acquisire esperienza diretta. Con il tempo abbiamo sviluppato i nostri protocolli e oggi eseguiamo l’OPU direttamente in Belgio, mentre gli ovociti vengono inviati in Italia per l’ICSI e le successive fasi di maturazione dell’embrione».
Quello che inizialmente era un approccio sperimentale è diventato routine.
«Oggi l’OPU-ICSI fa parte del nostro lavoro settimanale. Siamo passati da due o tre cavalle a settimana a numeri decisamente più alti, e questo dimostra quanto la tecnica sia diventata affidabile».
Quando e perché scegliere OPU-ICSI
Christophe insiste sul fatto che non esiste una competizione tra tecniche: l’OPU-ICSI trova la sua massima utilità quando i limiti delle tecniche tradizionali vengono raggiunti.
«Penso alle cavalle anziane, alla disponibilità molto limitata di seme o agli stalloni difficili da raggiungere. In questi casi l’OPU-ICSI permette di continuare a lavorare sulla genetica senza compromettere la carriera sportiva».
Il valore della collaborazione con Avantea
Alla base del rapporto con Avantea c’è soprattutto la fiducia.
«La mia fiducia nasce dalle persone che guidano il centro, Cesare Galli e Giovanna Lazzari. Hanno trasformato quella che inizialmente era quasi una ricerca di un diamante grezzo in un sistema estremamente affidabile».
Christophe sottolinea anche l’importanza della solidità scientifica.
«Avantea non si basa sul marketing, ma su protocolli chiari, risultati misurabili e studi pubblicati. Per me questo fa la differenza».
Uno sguardo al futuro

Secondo Christophe, embryo transfer e OPU-ICSI continueranno a svilupparsi insieme.
«Non credo che una tecnica sostituirà l’altra. Ogni caso è diverso e richiede una soluzione su misura».
Dal suo punto di vista, il futuro sarà caratterizzato da decisioni sempre più ponderate.
«Gli allevatori dovranno tenere conto non solo della genetica, ma anche di aspetti etici ed economici. L’obiettivo non è usare una tecnologia perché esiste, ma perché è davvero la scelta giusta per quella cavalla».
Il messaggio agli allevatori
Per chi possiede una cavalla sportiva di valore, Christophe De Brabander ha un messaggio chiaro.
«La cosa più importante è circondarsi delle persone giuste. Con il tempo abbiamo costruito una collaborazione basata sulla fiducia e oggi so di poter contare completamente sull’esperienza scientifica di Avantea».
E conclude: «L’OPU-ICSI non deve essere vista come ultima spiaggia, ma come un’opzione strategica da valutare al momento giusto. Quando hai la giusta consulenza, anche le sfide riproduttive più complesse diventano opportunità».
Alessandra Ceserani
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