Vigolana the Race, vivere l’Endurance in montagna è una scelta responsabile.
“Mens sana in corpore sano” dicevano i romani in latino e nell’endurance moderno questa espressione assume un significato ancora più profondo.
Una mente lucida prende decisioni migliori, un fisico preparato affronta con maggiore serenità le difficoltà di un percorso di gara e se un cavallo viene rispettato esso restituisce fiducia, energia e armonia. Scegliere di correre in quota alla Vigolana Endurance dal 24 al 26 luglio, è un atto di generosità e rispetto assoluto proprio in un periodo in cui in Europa si discute sulla possibilità di dire stop alle gare equestri nei periodi estivi o laddove le condizioni rappresentino un vero problema. C’è un motivo dunque se, quando il calendario entra nel cuore dell’estate, l’endurance italiano sale di quota. Non è soltanto una questione di panorami mozzafiato, di prati verdi o di boschi che sembrano infiniti. Dietro la scelta di organizzare una gara in montagna c’è una filosofia precisa, che mette al centro il benessere del cavallo, dell’atleta e di tutte le persone che rendono possibile una competizione.
La Vigolana Endurance 2026 rappresenta perfettamente questo concetto.
Mentre nelle città il termometro supera spesso i 35 gradi, sugli oltre mille metri dell’Altopiano della Vigolana il clima cambia completamente. L’aria diventa più fresca, il sole meno opprimente e anche affrontare uno sforzo fisico importante assume un significato diverso.
L’endurance è probabilmente la disciplina equestre che più di ogni altra vive in simbiosi con la natura. Qui non esistono campi gara artificiali. Il terreno, il bosco, il vento, i dislivelli e perfino la temperatura fanno parte della competizione.
Per questo scegliere la montagna durante i mesi estivi significa compiere una scelta di responsabilità e il primo beneficiario è naturalmente il cavallo.
Temperature più contenute permettono una migliore dispersione del calore prodotto durante lo sforzo, favoriscono il recupero tra un anello e l’altro e riducono lo stress termico. In una disciplina nella quale il welfare del cavallo rappresenta il principio assoluto e ogni decisione ruota attorno al suo benessere, correre in un ambiente favorevole assume un valore ancora più importante.
Ma i benefici non riguardano soltanto il compagno a quattro zampe.
Anche cavalieri, tecnici, veterinari, groom e familiari affrontano giornate lunghe, spesso superiori alle dieci ore, trascorse quasi interamente all’aperto. Respirare aria di montagna, lavorare lontano dall’afa e vivere immersi nella natura rende l’esperienza meno faticosa e decisamente più piacevole.

Esiste poi un aspetto sportivo che gli atleti conoscono molto bene.
Allenarsi e competere in quota rappresenta da sempre uno degli strumenti utilizzati negli sport di resistenza. L’organismo viene stimolato ad adattarsi alla minore disponibilità di ossigeno, sviluppando nel tempo una maggiore efficienza aerobica e una migliore capacità di affrontare gli sforzi prolungati. Per questo motivo molte discipline di endurance scelgono la montagna per preparare gli appuntamenti più importanti della stagione.
Naturalmente non basta la quota per migliorare le prestazioni, servono preparazione, gradualità e programmazione. Allenarsi e gareggiare in un ambiente come quello della Vigolana significa offrire a cavalli e cavalieri condizioni ideali per esprimere il proprio potenziale nel pieno rispetto della loro salute.
Ed è forse proprio questa la lezione più bella che ogni gara di montagna continua a insegnare; la prestazione non nasce dalla ricerca del limite a ogni costo, ma dall’equilibrio tra uomo, cavallo e ambiente.
La Horses’ Nunatak A.S.D. vi aspetta dunque per la quarta tappa della Coppa Italia Giovani Cavalli FISE e MASAF e del Circuito Allevatoriale ANICA HORSE 2026, nonché la tappa unica del Campionato Trentino e la quinta prova del Trofeo Endurance Triveneto 2026.
Luca Giannangeli
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