Intervista a Michel Robert: "ho cominciato montando una pecora!"

Sentendo parlare i grandi cavalieri che hanno cominciato a montare sui pony non si crederebbe mai che proprio Michel Robert, uno dei campioni più longevi e conosciuti nel nostro paese, abbia iniziato montando una pecora! Invece è così. Il suo battesimo della sella è stato, a quattro anni, proprio in groppa ad una pecora bardata di tutto punto durante una delle sagre paesane nelle campagne del Dauphinè, dove è cresciuto. Il padre Henry, medico condotto e appassionato di equitazione, decide di fondare il Centro Equestre di Chambéry e il passaggio di Michel ai cavalli avviene molto rapidamente.

“Per me è stata una progressione naturale. Il primo concorso che ho fatto è stato un percorso d’esercizio in Savoia, vicino a Chambéry e l’ho vinto. Così, verso i 12 anni ho cominciato a fare gare con regolarità – di completo – e ho percorso tutta la strada per poter arrivare ai Giochi Olimpici di Monaco, nel 1972. Dopo Monaco, sono passato al salto ostacoli e ho continuato. Fare di questa attività agonistica la mia professione è stato assolutamente naturale, era quello che avevo sempre voluto fare”.

Effettivamente, la risolutezza di Michel, lo spinge, a diciotto anni, a fare il proprio “giro del mondo a cavallo” incontrando e collaborando con tutti i più grandi cavalieri dell’epoca, ciascuno dei quali ha apportato il proprio prezioso contributo alla sua formazione verso un’equitazione incentrata sul rispetto e sulla ricerca dell’armonia con il cavallo

“E' più facile per il cavallo fare binomio, che per il cavaliere! Noi abbiamo sempre troppi pensieri e la testa diventa il nostro punto debole. Il cavallo è un animale è molto sensibile e fa proprie tutte le sensazioni del cavaliere. Se il cavaliere è nervoso o ha paura per il cavallo diventa difficile capire quello che gli viene chiesto. Se il cavaliere è tranquillo, intelligente e aperto è più facile per il cavallo comprenderlo. La qualità più grande per un cavaliere è proprio riuscire a stare in pace con se stesso. Anche il cavallo, però, deve avere una buona testa.

I cavalli che scelgo io devono avere qualità nel salto, intelligenza e molto equilibrio perché per loro i concorsi e le trasferte sono grandi fonti di stress. Bisogna, comunque, anche buttare un occhio alla genealogia perché ci sono stalloni molto famosi e quotati che per me non vanno bene. Producono puledri molto buoni con cui, poi, non mi trovo sulle gare grosse”.

La costante ricerca di un equilibrio interiore e di un’evoluzione mentale e fisica sono i cardini su cui si basa la vita di Michel. Grande praticante di Yoga, ha trovato la propria ‘igiene di vita’ nella sofrologia , la cura dell’alimentazione e la meditazione.

Per questo motivo, gran parte del suo famoso manuale ‘Segreti e Metodi di un Grande Campione’ è dedicata alla preparazione mentale del cavaliere per andare oltre alla tecnica con uno spirito aperto e positivo.

La giornata tipica di Michel, appunto, comincia con un’ora dedicata a yoga, meditazione e streching, per poi passare in scuderia dove lavora 5 ore montando 4 o 5 cavalli, su piccoli ostacoli, ma con molta disciplina.

“Con l’esperienza che ho acquisito riesco a lavorare in grande tranquillità e distensione e forse, l’anno prossimo, riuscirò a diventare il cavaliere migliore del mondo – scherza – per adesso ci sono ancora Ludger Beerbaum e Rodrigo che mi precedono!

Il cavallo migliore, però, è il mio, ma non uno di quelli che monto adesso, è un cavallo che non è conosciuto in Europa e che io ho venduto ad un’amazzone americana. Mi sono quasi pentito di non averlo tenuto!”

Anche agli allievi che segue Michel Robert dispensa generosi consigli su come essere competitivi mentalmente e fisicamente e li istruisce al rispetto totale del cavallo e della natura.

“Io ho bisogno di essere sempre immerso nella natura, ma ho un grande spirito competitivo e, se non avessi fatto il cavaliere avrei scelto di produrmi in gare automobilistiche o motociclistiche, ma comunque gare. La mia vita è sempre stata divisa tra competizione e natura, per questo ho trovato la completezza nell’equitazione”.

Le sue magnifiche scuderie vicino a Lione, infatti, costituiscono l’ ambiente di lavoro ottimale per il raggiungimento degli obiettivi professionali e personali che si prefissa.

“Il fatto di riuscire a conciliare e a condividere la mia carriera anche con mia mog

facebook

Centri Ippici

facebook