Intervista al grande Sloothaak

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Franke Sloothaak è uno dei cavalieri mitici del circuito internazionale di salto ostacoli e per lungo tempo è stato al primo posto della computer list mondiale. Molto amato nel nostro paese, anche lui ha un rapporto particolare con l’Italia e non manca quasi mai ai nostri appuntamenti più importanti.
Il suo palmares è lunghissimo ed il suo record di potenza, sia indoor che all’aperto, è ancora imbattuto.
Di nascita Franke è olandese e proprio nei Paesi Bassi ha cominciato a montare. “Ho cominciato a 10 anni, per caso, perché nel nostro paese aprirono un maneggio con i pony, ma andare a cavallo è sempre stato il mio sogno. All’inizio nessuno si aspetta di farcela. Guardi le fotografie, guardi le gare in televisione, sogni di fare tu, un giorno, quei concorsi, ma sai che è molto difficile arrivarci. Ad un certo momento mi sono detto: “Ok, proviamo a realizzarlo”. La prima garetta l’ho fatta proprio a 10 anni e sono arrivato secondo in dressage e secondo nel salto. Un paio di anni dopo mio padre comprò il mio primo cavallo, Fernandel”.
All’età di quasi diciotto anni andò in Germania a prendere lezione da Alwin Schockemöhle e rimase nelle sue scuderie per otto anni. Riconosciuto il talento del giovane Franke, soprattutto con i soggetti più difficili, Schockemöhle gli offrì i suoi migliori cavalli da montare a patto che prendesse la nazionalità sportiva tedesca. Detto fatto e nel 1979 Franke diventa cittadino germanico. Alwin ci aveva visto lungo, infatti, Franke ha montato in 76 Coppe delle Nazioni per la Germania e per la sua nuova patria ha vinto sette medaglie di Campionati, due ai giochi Olimpici e il titolo mondiale nel 1994.
Sotto la sua sella sono passati alcuni tra i cavalli più famosi – soprattutto per merito suo – degli ultimi decenni come Walzerkönig, Cassini, Joli Coeur, Cyrano de Bergerac o Weihaiwej, l’eccezionale cavalla dagli occhi azzurri. Anche oggi molti proprietari lo contattano per proporgli i propri cavalli da montare in concorso, ma non accetta facilmente.
“Ci sono molti aspetti da considerare: prima di tutto devi guardare che la morfologia sia buona perché ti da già alcune informazioni su come potrebbe essere il cavallo mentalmente, aiutandoti nella scelta e la conformazione fisica è molto importante. Poi deve essere sano, avere una buona tecnica, essere rispettoso e buono da montare. Io preferisco prendere dei cavalli giovani e vedere come si sviluppano crescendo. Per raggiungere una vera sintonia ci vuole molto tempo ed è molto difficile riuscire bene in concorso. Prima che il cavallo impari tutto, capisca quello che il cavaliere gli sta chiedendo, che accetti tutto quello che il cavaliere vuole ci vuole molto tempo”.
Franke è noto, fra i cavalieri, per il rigore, la concentrazione e la serietà con cui affronta il suo lavoro.
“A casa cominciamo il lavoro tutte le mattine alle 7:00, monto la maggior parte dei miei cavalli più un paio nel pomeriggio. Cerchiamo di finire il lavoro intorno alle 18:00, ma non sempre ci riusciamo …
Le cose su cui lavorare quotidianamente sono tante: la più importante, è il lavoro in piano, il dressage, che è il modo in cui il cavallo impara a capirti; la seconda è tanta, tanta ginnastica, piccoli esercizi con cui comprendi come si comporterà il cavallo sul salto. Le difficoltà, invece, vanno aumentate facendo un piano personale per ogni cavallo in base alle sue necessità.
Io ho diversi hobby, gioco a golf e durante i concorsi mi diverto a giocare a carte con i miei amici, ma non posso dire di vivere giorni completamente senza cavalli. Anche quando decido di andare a giocare a golf, prima ne monto qualcuno. Vengono sempre prima loro! Facendo questa professione quasi tutto il tempo è dedicato a loro, per prepararli, accudirli, viaggiare…”
Chi sono, secondo te, il miglior cavaliere e il miglior cavallo di oggi?
“Il cavaliere migliore è sicuramente Ludger Beerbaum, ha cavalli molto forti e competitivi, ma soprattutto sa pianificare molto bene… tutta la sua organizzazione funziona al 100%. Non saprei dirti, invece, un cavallo che preferisco, è difficile perché è solo una componente del binomio e non sempre vedi il miglior cavallo fare la migliore performance. Per un buon risultato è fondamentale tutta la scuderia, l’organizzazione del lavoro e di tutte le persone che collaborano. Deve regnare l’armonia e lo scopo comune deve essere il migliore possibile per i cavalli”.
I suoi due cavalli di punta, adesso, sono Aquino e Legurio e con sua soddisfazione stanno saltando con buoni risultati nei principali Gran Premi del circuito europeo, tuttavia Sloothaak sta preparando qualche novità per il futuro.
“Ho cominciato a fare l’allevatore. Ho circa venti cavalli tra cui tre discendenti dello stallone francese Quidam de Revel. Uno di questi puledri, che adesso ha due anni, è davvero fantastico e penso che lo terremo intero. Ho anche dei buoni discendenti dello stallone che ho montato in passato, Cyrano de Bergerac, che mi sembrano promettenti”.
Franke oggi ha 50 anni e una faccia da eterno ragazzo che non ha intenzione di ritirarsi ancora per molto tempo.
“Non ho mai pensato che nella vita avrei potuto fare altro da quello che ho fatto, quindi credo che, quando smetterò di montare continuerò a lavorare con i cavalli, magari organizzando concorsi, o seguendo altri progetti… forse insegnerò. Ci sono tante cose da fare in questo campo. Questo sport ha fatto tanto per me e forse, in questo modo, potrò restituire qualcosa”.


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