Oggi conviene organizzare concorsi ippici?

Anche a te la stessa domanda. Analisi del numero dei partenti e della qualità nei concorsi ippici in questo primo semestre.

Ho notato in questa prima parte dell'anno che vi è stato un aumento del numero dei partenti nei nostri concorsi; questo dato purtroppo non è direttamente proporzionale con la qualità.
Non sempre la quantità paga la qualità. Mi spiego la quantità è importante, specialmente per i comitati organizzatori che vivono di concorsi e senza di essa non si arriva alla qualità.

Quando parli di qualità cosa intendi?

Ci sono tantissimi partenti, esempio brevetti, che poi si perdono per strada senza mai approdare a campionati veri e propri.
Le cause sono riconducibili sostanzialmente alla mancanza di "soldi" ed al prezzo troppo elevato dei cavalli.
Il futuro sarà caratterizzato da tanti atleti di qualità e da pochi con i soldi necessari per andare avanti e fare il salto di qualità. Forse da parte mia non è bellissimo affermarlo da ex professionista ma, non essendo nato dal "grattacielo Pirelli", ho sempre sudato per ottenere i miei successi e le mie soddisfazioni.
In Italia oggi, i D'Inzeo e Mancinelli "ci sono e non ci sono"; abbiamo una ventina di cavalieri di altissimo livello, e non è difficile capire cosa manca per affermarci nel mondo, i cavalli.
Per quanto riguarda il mondo in forte crescita, dai children ai Young Riders, passando per gli junior l'Italia sta iniziando a dire la sua, anche in campo internazionale, vedi qualche GP vinto Europa.
A questo punto non vorrei contraddirmi ma capiamoci: per un cavaliere "children" occorre un cavallo che sappia saltare bene una categoria 130 per far benissimo la 125; ai juniores serve un cavallo che sappia ben figurare nella 145 per volare nella 140 e ai Young Riders un cavallo da discrete 155 bene per affrontare in "sicurezza" le 150. Poi se sei bravo e riesci a far crescere il tuo cavallo portandolo in giro per l'Europa in concorso, "bene", altrimenti bisogna metter qualche soldino "sul banco".

Ma conviene organizzare concorsi ippici?

Behh dipende dalla struttura del centro ippico e dal business che intende perseguire.
Ad esempio al mio centro che è a Milano a San Siro non converrebbe organizzare concorsi, in quanto le strutture non sono preposte allo scopo, parlo di un eventuale congruo riscontro economico.
In questo momento sono a Cervia e noto che, dando per scontato che si sia fatto un grosso investimento economico per l'allestimento delle strutture presenti, c'è sempre un numero elevatissimo di iscritti, in ogni concorso, quindi gli sforzi sono ripagati.
Un centro ippico "normale" deve organizzare almeno due concorsi ippici l'anno, i cosiddetti "sociali", momenti importanti per la vita dei soci e per il confronto tra gli atleti.
In questi caso non è corretto parlare di business, bensì di un dovere-piacere.
Chi non ha i box non può guardare al guadagno ma semplicemente a comprare i premi con gli introiti delle iscrizioni.
Altra cosa che ho notato è relativa al fatto che molti non danno il giusto peso al bar e al ristorante; durante concorsi ippici spesso, guadagna più colui che vende panini e bibite che il C.O.!!

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