Cultura equestre: Il Cavallo di Leonardo

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Leonardo Da Vinci, genio indiscusso, scienziato straordinario, artista poliedrico dagli infiniti talenti vissuto durante il Rinascimento, fu una figura fondamentale per lo sviluppo artistico e scientifico che abbiamo al giorno d’oggi.
Molti conoscono le sue invenzioni e opere ma non tutti sanno che Leonardo si interessava moltissimo ai cavalli, sia allo studio del singolo cavallo, sia al suo utilizzo nei monumenti equestri, oltre che al loro ruolo fondamentale in battaglia.
Il “bestiario” leonardesco non fu molto vario: altri animali presenti nei suoi disegni sono il gatto, l’ermellino, il leone, uccelli e qualche altro, eppure quello più presente è proprio il cavallo.
È infatti a quest’ultimo che l’artista dedicò immensi studi e grafiche, conservati ora in decine di musei nel mondo, come il Museo Bonnet di Bayonne, il Museo di archeologia ed antropologia dell’Università di Cambridge, gli Uffizi o il British Museum.

I suoi studi furono fondamentali per riuscire a creare opere magnifiche e monumenti equestri come la Battaglia di Anghiari, una pittura murale rappresentante uno scontro tra esercito fiorentino e milanese avvenuto nel 1440, ed il Monumento equestre a Francesco Sforza.
Quest’ultimo è noto anche come “il Cavallo di Leonardo”, a cui dedicò ben cinque anni, dal 1489 al 1494. La statua raffigura un cavallo  al passo, possente ed elegante nella sua andatura: questo rappresenta il secondo progetto di monumento equestre, preferito anche dal Duca Ludovico il Moro, poiché il primo progetto invece, che prevedeva cavallo impennato, era considerato troppo audace oltre che molto complicato da realizzare in termini di stabilità.  
Questo monumento fu infatti proposto dal Duca, il quale chiese a Leonardo di costruire la statua equestre più grande del mondo, in memoria del padre Francesco, fondatore della casata degli Sforza. Le dimensioni rappresentavano una sfida colossale per l’epoca: oltre sette metri d’altezza e dieci tonnellate di bronzo previste.  

Leonardo realizzò le sue opere con un’estrema cura e precisione, sia per quanto riguarda l’utilizzo delle tecniche artistiche, dall’affresco alla colatura del bronzo, ma anche per l’anatomia perfetta dei suoi soggetti che l’hanno reso unico nel mondo.

È proprio grazie ai suoi numerosi studi, anche nel caso del cavallo, che gli ha permesso di realizzare rappresentazioni incredibili di questo animale, ricreando muscoli, espressioni, venature estremamente realistiche ed accurate.
Per i suoi disegni e schizzi Leonardo si serviva di carta azzurra, ruvida e di scarsa qualità, o anche carta usata presa da vecchi registri della Fabbrica del Duomo di Milano, ma ciò non rappresentò un vincolo alla sua capacità artistica, realizzano alcune immagini di incredibile precisione.
Alcuni dei suoi schizzi sono: “Teste di cavallo”, “Sette studi di cavalli”, “Studio di gambe anteriori di cavallo”, “Studio per gambe posteriori”, i quali per l’appunto rappresentavano dettagli anatomici delle varie parti del corpo dell’animale.
Ma non solo: Leonardo studiò accuratamente anche i movimenti, le espressioni e le andature, come possiamo vedere nelle grafiche “Cavallo impennato”, “Due nudi virili su cavallo al galoppo e altre figure”, o del binomio tra cavallo e cavaliere, come in “Studio di cavalli e cavaliere” e “Studio per monumento equestre”.
Molti sono anche i disegni rappresentanti battaglie e cariche di cavallerie, in cui con estrema raffinatezza Leonardo creò rappresentazioni quasi fotografiche delle scene di guerra.

Tutti questi studi gli furono utili per portare a termine l’ingente statua equestre per il Duca, di cui però completò solo il modello in creta dopo due anni. Questo perché gli eventi bellici sconvolsero il destino dell’opera: quando la Francia invase il Ducato d’Este tutto il bronzo, anche quello previsto per portare a termine il Cavallo, venne utilizzato per realizzare i cannoni di difesa. Inoltre, quando i francesi invasero il capoluogo, Leonardo dovette abbandonare il progetto e quest’ultimo venne totalmente distrutto dai balestrieri francesi che lo utilizzarono come bersaglio.

Una copia del monumento che possiamo ammirare oggi all’ingresso del Piazzale dello Sport a Milano è stato realizzato dalla scultrice statunitense Nina Akamu, che ha utilizzato i disegni originali di Leonardo per compierla.  
Osservandola possiamo percepire l’enorme ambizione celata dietro il lavoro dell’artista toscano, che per fortuna è stato possibile riportare in vita grazie ai suoi schizzi personali. L’accuratezza anatomica, l’eleganza dell’animale e la sua forza indiscussa descrivono perfettamente il cavallo in tutta la sua fierezza, rendendo omaggio sia ad esso, che all’artista fiorentino, il cui progetto è finalmente stato portato a termine.

Alessandra Biffi

“Il cavallo di Leonardo”, Gianni Zacevini su divinamilano.it
“il cavallo di Leonardo”, ippodromisnai.it
Foto: ippodromisnai.it

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