Whistlejacket: lo stallone della National Gallery

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È impossibile non lasciarsi incantare da questo dipinto una volta entrati nella sala n.34 nella National Gallery, a Londra, dove si trova dal 1997.
Si tratta del più famoso dipinto del pittore inglese George Stubbs: “Whistlejacket”, realizzato nel 1762.

Il dipinto domina la parete della sala in cui è esposto, e se non fosse per il fatto che il cavallo non possa essere sospeso, sembrerebbe vero.
Il meraviglioso stallone rappresentato dall’artista inglese si chiamava appunto “Whistlejacket”, purosangue discendente da uno dei primi tre cavalli arabi importati in Gran Bretagna per avviare allevamenti di purosangue. Il nome si racconta che derivi da una nota bevanda inglese a base di gin e melassa, la cui colorazione richiama infatti il manto scuro dell’animale.
Whistlejacket era un celebre cavallo da corsa, e fece guadagnare molto al marchese Charles Watson-Wentworth, suo proprietario, il quale commissionò il dipinto a George Stubbs per la sua fama di pittore di cavalli. Stubb infatti provava un grande amore per questi animali, e riusciva ad unire la sua ammirazione per essi con un attentissimo studio anatomico che gli permetteva di rendere in modo minuzioso e realistico ogni dettaglio del mantello, della muscolatura e dei movimenti.

Tuttavia, spesso l’artista ambientava i suoi soggetti in ambienti domestici, in cui è comune trovare i cavalli, come prati e campi, o in prossimità di scuderie, eppure qui si propone di cambiare scenario e rivoluzionare l’attenzione data alla figura.
Il cavallo è infatti rappresentato su uno sfondo neutro che lo rende il protagonista del dipinto, in un movimento naturale e dinamico che ne sottolinea la spontaneità e l’eleganza. In un connubio di energia e leggerezza il purosangue è raffigurato mentre si impenna sulle zampe posteriori, libero e non sellato, ma solo con un accennata ferratura, che suggeriscono lo stato selvaggio del cavallo, appena domato.

La prima cosa che colpisce lo spettatore è la dimensione del dipinto: con i suoi 292x246 cm infatti, lo stallone è realizzato a grandezza naturale, e secondo un aneddoto del tempo, quando Whistlejacket venne portato davanti al dipinto pensò di trovarsi di fronte ad un cavallo rivale, tanto che cercò persino di attaccarlo.
Avvicinandosi all’opera ci si rende conto di come i dettagli anatomici siano realizzati con estrema accuratezza, il manto sauro splendente riflette le ombre e segue il movimento del cavallo in ogni sua parte del corpo, rendendolo estremamente realistico. Persino le vene, la criniera, la coda, il muso sono frutto di una precisione sorprendente, ed è possibile scorgere un accennato nitrito definito da narici grandi e vibranti.

Il dipinto ha avuto enorme successo durante tutti gli anni a venire, divenendo fonte di ispirazione e di ammirazione da parte di tutti coloro che hanno osservato le opere di Stubbs, che rese onore a questi splendidi animali, raffigurati in tutta la loro magnificenza.
Per gli amanti dei cavalli che si trovano a Londra, questa è sicuramente una tappa artistica che non possono mancare.

Alessandra Biffi

FONTI: Stubbs & the Horse National Gallery
foto di pubblico dominio

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