Nutrizione equina: Guida ai macronutrienti nella dieta del cavallo

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Carboidrati, grassi e proteine sono i tre principali macronutrienti, indispensabili per tutte le funzioni vitali. Ma qual è esattamente il loro ruolo? Come e dove vengono digeriti e assorbiti? E quali sono le loro fonti principali?

Carboidrati
Ogni giorno, il cavallo ha bisogno di una certa quantità di energia che ricava principalmente dai carboidrati. È necessaria per il mantenimento della condizione corporea e lo svolgimento dei vari processi biologici.
A seconda della struttura della pianta da cui si ricavano o di come vengono digeriti i carboidrati si dividono in strutturali e non strutturali.
I carboidrati strutturali includono la parte fibrosa della pianta, che il cavallo riesce a digerire grazie ai miliardi di batteri presenti nel grosso intestino. Qui, le fermentazioni batteriche permettono di rompere la fibra, cioè digerirla, producendo i cosiddetti acidi grassi volatili (propionico, acetico e butirrico i principali) che, attraversata la parete intestinale, entrano in circolo per essere usati subito come fonte di energia o immagazzinati e utilizzati successivamente. Questi carboidrati contribuiscono quindi a mantenere sana la popolazione microbica del grosso intestino, aiutando nella prevenzione di coliche, ulcere gastriche, acidosi, ecc. Pascolo e fieni (di leguminose o graminacee) devono esserne la fonte principale, arrivando a coprire il 50-100% dei fabbisogni energetici. Tuttavia, si possono ricavare anche da granelle con buccia fibrosa (avena e soia integrali) o sottoprodotti (polpe di barbabietola e cruschello).
I carboidrati non strutturali includono invece polisaccaridi quali amido, pectine e β-glucani. Questi vengono digeriti e assorbiti nel piccolo intestino producendo zuccheri semplici (monosaccaridi) che, una volta in circolazione, verranno utilizzati immediatamente, immagazzinati come glicogeno in muscoli e fegato oppure utilizzati per la sintesi di grasso. L’amido che non viene digerito nel piccolo intestino andrà incontro a fermentazione nel grosso intestino, producendo non acidi grassi volatili ma acido lattico, con il rischio di alterare l’ambiente intestinale in questo tratto e predisponendo l’animale a coliche e laminiti. Sebbene i carboidrati non strutturali possano essere ricavati anche da pascolo e fieni, la granella dei cereali (avena, orzo, mais, ecc.) è sicuramente la loro fonte principale.

Grassi
Sebbene siano noti soprattutto come fonte energetica, i grassi svolgono una serie molto variegata di funzioni, dal trasportare vitamine liposolubili al fungere da precursori per la produzione di ormoni o altre importanti molecole. Soprattutto, sono fonte di acidi grassi essenziali, cioè non prodotti direttamente dall’organismo, i quali risultano particolarmente importanti nel cavallo.
I grassi vengono metabolizzati a livello gastrico, ulteriormente digeriti e assorbiti soprattutto a livello di piccolo intestino e quindi trasportati a muscoli, fegato, tessuto adiposo o altrove, a seconda delle necessità di utilizzo o stoccaggio.
Le fonti più comuni di questo macronutriente sono gli oli (di mais, soia, girasole, cocco, palma, ecc.) e le granelle (soia, girasole, lino, ecc.). Da notare che, nel cavallo, la digeribilità dei grassi varia a seconda della fonte: nei foraggi hanno una digeribilità del 55%, mentre negli oli la percentuale sale al 100%. E sebbene molti cavalli riescano a ricavare una quantità sufficiente di acidi grassi dal pascolo o dai fieni, molti altri sembrano avere un metabolismo differente e necessitare di apporti ulteriori per assicurare un normale funzionamento delle cellule muscolari.

Proteine
L’importanza di un buon apporto di proteine appare indiscussa nel momento in cui se ne elencano le funzioni: sono parte integrante di tutti i tessuti corporei (dal pelo ai muscoli), fungono da enzimi e ormoni nei vari processi metabolici, costituiscono gli anticorpi del sistema immunitario, e così via.
Sebbene il cavallo riesca a sintetizzare da sé la maggior parte dei “mattoncini” che costituiscono le proteine, gli amminoacidi, ve ne sono alcuni che devono essere necessariamente ricavati dalla dieta, e per questo noti come amminoacidi essenziali. Nel cavallo sono dieci: arginina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina.
Gli amminoacidi si ottengono per “doppia rottura” (digestione) delle proteine: prima a livello gastrico e poi di piccolo intestino. In quest’ultimo avviene anche la gran parte del loro assorbimento.
Anche se i foraggi possono costituire una fonte proteica, soprattutto se di medica o trifoglio, in generale non costituiscono mai l’apporto di amminoacidi principale per un cavallo. Esempi di alimenti ricchi di proteine sono le farine di semi oleosi (soia, girasole, lino). Nel caso dei mangimi, la qualità dell’apporto proteico dipende dalla digeribilità e dal contenuto in amminoacidi essenziali, che devono sempre includere lisina e metionina.

La gestione dei macronutrienti è quindi un aspetto tanto fondamentale quanto complesso. L’aiuto di un nutrizionista esperto in cavalli aiuterà a formulare una dieta che rispetti quotidianamente le specifiche necessità nutrizionali.
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