I disegni di Leonardo da Vinci: studi di cavalli

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Uno degli aspetti artistici più affascinanti sono gli studi effettuati dagli artisti sui soggetti, i quali possono avere tempi più o meno lunghi a seconda dell'esecutore.
Non sempre questi studi vengono condotti alla realizzazione definitiva. Questo accade per diversi motivi, ad esempio a causa dell'abbandono del progetto da parte dell'artista o della morte dello stesso: è questo il caso del grande lavoro del Cavallo del geniale artista italiano Leonardo da Vinci.

Leonardo Da Vinci della statua che aveva pensato come monumento a Francesco Sforza ha lasciato solo i suoi disegni di studio: la statua venne infatti realizzata seguendo il progetto Vinciano grazie a Charles Dent che nel 1977 si entusiasmò all'idea di realizzare dopo cinque secoli il sogno di Leonardo e per ben quindici anni cercò e riuscì a trovare i fondi per  mettere in piedi l'enorme capolavoro. Il progetto fu nuovamente abbandonato alla morte di Dent, quando Frederik Meijer, proprietario di una catena di supermercati nel Michigan, si offrì di finanziare il progetto, purché si facessero due cavalli: uno per Milano e l'altro per i Meijer Gardens.
Il cavallo fu fuso in sette parti che arrivarono a Milano nel luglio del 1999 a Milano dove vennero saldate insieme. Il cavallo fu posto nel settembre 1999 all'ingresso dell'ippodromo di San Siro.
I quaderni Vinciani sono disseminati di appunti, note e schizzi riguardanti i più svariati campi della conoscenza, dall'architettura alla filosofia, passando per gli studi scientifici, compresi quelli di anatomia, sia umana che animale: Leonardo, artista eclettico e geniale inventore, tra i suoi lavori annovera infatti numerosi e dettagliati disegni di studio anatomico, tra i quali il celebre uomo vitruviano, testimone della filosofia leonardiana in cui il corpo umano diventa l'unità di misura di ogni cosa.
I disegni di studio sul cavallo di bronzo per il monumento a Francesco Sforza sono stati realizzati tra il 1482 e il 1493, nel periodo in cui Leonardo lavorava alla corte degli Sforza a Milano, l'opera venne commissionata a Leonardo dal figlio di Francesco Sforza, Ludovico detto il Moro, che voleva fosse la statua equestre più grande mai realizzata.
Leonardo sapeva che la qualità del cavallo era di fondamentale importanza per sottolineare lo spessore del personaggio, così studiò a fondo e dettagliatamente le forme anatomiche dei cavalli nelle scuderie sforzesche, seguendo con molto interesse anche il rilassamento e la tensione muscolare, per dare alla statua maggiore espressività. Nella raccolta dei disegni effettuati a punta d'argento su carta azzurrata, chiamata Royal Collection e conservata nella biblioteca Windsor, troviamo infatti immagini di cavalli in differenti pose e angolazioni: dal cavallo in impennata che si scaglia contro il nemico (probabilmente l'idea originaria di Leonardo per la statua, ma viste le dimensioni una simile posa avrebbe creato troppi problemi circa la distribuzione dei pesi e la conseguente stabilità), al cavallo al passo di profilo, fermo di fronte, dettagli degli arti, del collo e della testa.
Il cavallo al passo sarebbe stato il progetto definitivo, ma quando tutto fu pronto per la fusione, l'enorme quantitativo di bronzo richiesto (100 tonnellate) non era più disponibile; di fatto però Leonardo riuscì a realizzare quanto chiesto dal suo committente: la statua equestre più grande del mondo (più di sette metri di altezza). Prima che potesse essere pronta quest'immensa opera, ne fu preparato un modello in creta poi esposto al pubblico nel 1493, suscitando grande ammirazione. Purtroppo, però, tale modello andò perduto e ad oggi nessuno sa dove si trovi, nè se sia andato distrutto.

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