I cavalli sono più sensibili al dolore di quel che si pensava

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Negli ultimi tempi, sono aumentati i dibatti riguardanti l’utilizzo dei frustini nelle corse di cavalli, alla cui base vi è la questione della percezione del dolore da parte dei cavalli stessi quando frustati.
Grazie a studi scientifici precedenti, i cavalli sono stati definiti come degli animali dotati di una pelle spessa, che va dai 1,2mm to 7mm, considerevolmente maggiore rispetto a quella umana che varia tra 0,5mm e 2mm, e quindi poco sensibili al dolore, anche se in realtà ciò non fornisce alcuna effettiva indicazione circa l’effettiva sensibilità al dolore da parte dei cavalli stessi. Infatti, considerare lo spessore della pelle come unico indicatore della percezione del dolore rappresenta un errore in quanto non si terrebbe conto del fatto che questa ha luogo solo nell’epidermide, cioè lo strato di pelle più esterno le cui cellule entrano in contatto con la fonte esterna che determina la sensazione di dolore, e non anche nel derma, lo strato di pelle inferiore all’epidermide. Inoltre, la capacità dell’epidermide di percepire dolore dipende anche dalla numerosità e dalla densità di nervi al suo interno.
A tal proposito un team di esperti guidati dalla ricercatrice Lydia Tong ha condotto a Sydney una ricerca, analizzando e comparando dei campioni post-mortem di pelle umana di 10 individui, 5 uomini e 5 donne, e di 20 cavalli di razze diverse, 9 castroni e 11 cavalle: lo scopo di questo studio era quello di evidenziare le caratteristiche dei due tipi di pelle in termini di struttura e di presenza di nervi, al fine di rilevare la capacità della pelle dei cavalli di percepire dolore.
Proprio perché questa ricerca è stata dovuta soprattutto alla crescente pressione sul mondo delle corse circa l’utilizzo dei frustini, i campioni di pelle che sono stati utilizzati sono stati prelevati dai fianchi e dalla zona dei glutei, sia degli uomini che dei cavalli, cioè le zone in cui quest’ultimi vengono maggiormente colpiti durante le corse. Inoltre, le sezioni di pelle ottenute comprendevano tutti e tre gli strati della pelle, epidermide, derma e ipoderma, e ne sono poi stati analizzati lo spessore totale, quello dell’epidermide e quello del derma, e la presenza di nervi nell’epidermide.
I dati ottenuti sono stati elaborati utilizzando un modello lineare a effetti misti, che includeva le variabili “specie” (cavallo o umano), “sesso” (femmina o maschio), “età” (determinata su una scala che teneva conto delle differenze tra media e varianza di età tra le due specie) e “lato” dal quale il campione era stato estratto (destro o sinistro). Questo modello, che prevedeva anche una trasformazione logaritmica della profondità epidermica e del conteggio dei nervi, ha fatto sì che i risultati ottenuti potessero essere rappresentati in un tracciamento diagnostico migliore.
Quanto è emerso da queste analisi è che lo spessore dell’epidermide non presenta differenze significative tra quello degli uomini e del lato sinistro dei cavalli, mentre l’epidermide dei campioni di pelle equina prelevati dal lato destro presentava uno spessore maggiore rispetto a quello del lato sinistro dei cavalli stessi, e quindi anche della pelle umana, il che ha rappresentato però una scoperta inaspettata da parte del team di ricercatori e la cui causa è ancora da indagare. Si è invece osservato che a presentare uno spessore molto diverso, maggiore nei cavalli, è il derma, il quale quindi è la causa del maggior spessore della pelle equina, il che permette a questi animali di resistere meglio rispetto agli umani a forti urti dall’esterno, mentre non è coinvolto nella percezione del dolore.

Nella foto si può notare uno spessore simile dell’epidermide nei cavalli (A) e negli uomini (B).

Inoltre, lo strato di epidermide nei campioni è stato sottoposto al processo di colorazione con lo scopo di evidenziare il numero e la concentrazione di terminazioni nervose presenti nella pelle umane e in quella equina: ciò che è emerso da questo processo è che il numero e la densità di terminazioni nervose è piuttosto simile in cavalli e umani.

Nella foto si possono vedere gli strati di epidermide nei cavalli (A) e negli uomini (B) e segnati in rosso con a fianco degli asterischi.

La ricercatrice Tong ha specificato però che con i risultati di questo studio non si vuole affermare che l’esperienza finale della percezione del dolore sia uguale nei cavalli e negli uomini, ma si dimostra comunque che, sebbene i cavalli abbiano una pelle più spessa nel suo complesso, presentano una struttura anatomica di base della pelle per la rilevazione del dolore equivalente a quella degli uomini.
Questa conclusione porterà ancora più dibattiti riguardanti l’utilizzo dei frustini nelle corse dei cavalli e proprio per questo la ricercatrice Tong ha espresso il desiderio di poter condurre uno studio analogo ma su larga scala.


Beatrice Anedda



Fonte: Animals. “A Comparative Neuro-Histological Assessment of Gluteal Skin Thickness and Cutaneous Nociceptor Distribution in Horses and Humans”.

Foto free di Dids da Pexels

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