Messer Duccio, per la prima volta alla corte dei Borghese.

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di Roberta Beta

Che cosa ci può dire  di questa edizione e soprattutto della squadra italiana?

Innanzitutto ci tengo a dire che è' con grande piacere e con onore che rivesto il ruolo  di direttore tecnico dello CSIO di Roma che la nuova federazione mi ha dato.
Bazzico per piazza di Siena da quando ero bambino, si può dire, perché è dal 1966 che rivesto il ruolo di alfiere con la bandiera della Francia mentre il mio debutto da cavaliere è avvenuto sempre qui nel 1971 a diciotto anni.
Era il 4 maggio, e a partire da quel giorno ho partecipato a 23 edizioni di piazza di Siena da cavaliere di cui ben 7 volte ho fatto parte della squadra nazionale in Coppa delle Nazioni per non parlare di quando sono stato capo equipe e responsabile della squadra nazionale.
Da due anni mi occupo delle discipline non olimpiche e sono stato ripescato dal neo presidente della federazione Marco Di Paola per ricoprire questo ruolo.
Parlando di questa edizione ci tengo a precisare che questo è  un concorso straordinario e prestigioso al di la che lo show director si chiami Duccio Bartalucci, il prestigio e la cornice di questa manifestazione saranno sempre fondamentali per richiamare i cavalieri di tutto il mondo.
A proposito delle squadre di quest'anno devo premettere che la prima divisione impone delle regole, abbiamo quindi delle nazioni importanti che partecipano con squadre forti e delle nazioni che non partecipano a causa di un meccanismo di regolamenti scelto dalla FEI che è cambiato molto e personalmente non mi piace.
Non sono d'accordo infatti  con queste modifiche perché io credo che in un torneo, per decretare chi siano i migliori e chi siano i peggiori, bisogna che tutti gareggino nelle medesime condizioni e non mi piace l'idea che, per esempio, in questa edizione di Piazza di Siena la Germania non partecipi mentre alcune squadre partecipino senza prendere punti.
 Fortunatamente il presidente mi ha chiesto, fra le altre cose, di partecipare alle riunioni delle nazioni che organizzano la prima divisione e ho avuto modo di fare presente, a Bruxelles, che questo regolamento dovrebbe essere rivisto in un'ottica di gestione dello sport che sia più confacente a creare omogeneità di situazioni sportive.
La Coppa delle Nazioni di quest'anno sarà molto bella  perché, secondo me, da un punto di vista tecnico ci sono delle squadre molto forti e soprattutto anche noi schieriamo una squadra molto forte:  questo ci da la possibilità di vivere la gara con una partecipazione forse diversa, sia per il pubblico di amatori che per gli appassionati.
Per quanto riguarda la squadra nazionale, io credo che possiamo tranquillamente giocarcela alla pari perché in questo momento i nostro cavalieri stanno raccogliendo successi straordinari a livello individuale e non ho dubbi nella capacità di leader di Roberto Arioldi,  ( nel passato proprio lui ha rappresentato per Bartalucci la figura ideale di "cavaliere-capitano-giocatore") n.d.r.- quindi ritengo che sia molto importante che i nostri cavalieri si sentano prima di tutto parte di una squadra. Penso a Zorzi, De Luca e Bucci che mi riportano a tantissimi anni fa quando  avevamo tre straordinari campioni, i fratelli D'Inzeo e  Mancinelli che , individualmente vincevano tantissimo ma solo quando hanno iniziato ad andare d'accordo hanno creato i presupposti per delle vittorie importanti di tutta la squadra. Far parte di una squadra, secondo me, vuol dire vivere la gioia delle prestazioni positive senza pensare al proprio risultato personale non tenendo conto dei risultati dei compagni . Sono molto fiducioso che questa edizione di Piazza di Siena sarà molto bella per l'Italia.

A piazza di Siena si viene per vincere perché questo concorso è valido per fare i punti, è per questo che la partecipazione è così spettacolare?

Certamente e questo spiega questo spiega la defezione della Germania che  non aveva in programma  il concorso romano tra quelli che avrebbero attribuito punti alla squadra e ci ha chiesto di partecipare ma non con  i cavalieri migliori, i quali, invece,  parteciperanno alla tappa del circuito global di Amburgo. Francamente noi abbiamo preferito, per il bene e per il prestigio del nostro concorso, di rinunciare completamente alla presenza dell'intera nazione tedesca favorendo la a Svizzera che, invece, ha inviato una squadra di alto livello. Inoltre,  noi siamo siamo orgogliosi di averli in campo anche per una questione di reciprocità visto che siamo stati invitati a San Gallo mentre non abbiamo ricevuto l'invito da parte del comitato tedesco  per Acquisgrana.
Nello sport e nella vita bisogna mantenere dei valori che sono anche quelli delle relazioni.

Come hanno preso a Bruxelles le sue rimostranze sul regolamento?

Il malcontento da parte dei comitati nazionali organizzatori nei confronti della FEI  è evidente anche perché la stessa FEI ha messo dei paletti molto rigidi che non sono più logici nella situazione attuale. Meglio confrontarsi e trovare delle soluzioni.

La squadra francese è la favorita?

La Francia ha schierato la squadra olimpica in più ha una grande tradizione equestre legata proprio a Piazza di Siena e credo che questa  sia una condizione fondamentale per decidere di partecipare ad un evento piuttosto che a una altro. La Francia a Roma ha decisamente una scia favorevole, come noi a Linz, dove abbiamo vinto sei coppe delle nazioni schierando squadre diverse di anno in anno. Tornando alla Francia: è ora di interromperla questa scia francese. La nostra squadra, questa squadra, ha la potenzialità per  vincere ovunque.
Voglio fare, a questo proposito una considerazione personale che non avevo mai espresso fino ad ora essendo fuori dal salto ostacoli e dovendo seguire le altre discipline.
Quando la nostra squadra l'anno scorso a Barcellona è arrivata quarta facendo un'ottima prestazione, tutti l'hanno festeggiata con grandi onori, ebbene, io credo che quella gara la squadra per com'era preparata avrebbe potuto vincerla. Bisogna avere più ambizione e tendere sempre al podio. Quando si hanno tutti i numeri per vincere bisogna gareggiare per ottenere la vittoria. Poi il risultato si può analizzare, esistono eventi sfavorevoli, le componenti sono diverse ma bisogna sempre aver chiaro che con la preparazione attuale la nostra squadra può decisamente ambire al risultato. Questa filosofia vale non solo per il salto ostacoli ma per qualsiasi disciplina sportiva.

A che punto siamo con l'allestimento del sito?

Considerando che quando gareggiavo io a piazza di Siena, durante le prove, i cavalli erano sempre spaventati e infastiditi dai rumori dei macchinari e degli operai, devo dire che , facendo gli scongiuri, quest'anno stiamo decisamente  rispettando i tempi stabiliti.

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