Le interviste in esclusiva di HSJ: Marco Kutscher, il bilancio della stagione inaugurale della Stal Kutscher-Bitter

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Il nostro nuovo ciclo di interviste inizia da uno dei cavalieri più in forma del momento, nonchè allievo del supercampione Ludger Beerbaum: quella di Marco Kutscher è stata una stagione davvero molto positiva, culminata il mese scorso (ottobre) con una vittoria al Longines Los Angeles Masters in sella a Van Gogh (Numero Uno) e abbiamo voluto contattarlo per fargli qualche domanda sulla sua stagione, sulla sua nuova attività e sui prossimi obiettivi.

Partiamo dal principio, ovvero dal grande cambiamento di un anno fa quando hai lasciato la scuderia di Riesenbeck per avviare la tua attività in proprio, Stal Kutscher-Bitter: possiamo fare già un bilancio della prima stagione della tua scuderia?
"E' andato tutto molto bene, anzi meglio di quanto ci aspettassimo.
Io ed Eva (Bitter) abbiamo avviato la nostra attività insieme dopo tanti anni in cui abbiamo vissuto separati, è stata più che altro una decisione personale.
Sono stato assistito anche da una discreta dose di fortuna perchè ho potuto portare con me molti dei cavalli che avevo in lavoro a Riesenbeck, quasi tutti sono ancora con me...
E' cambiato il luogo di lavoro ma molte cose sono rimaste uguali rispetto a Riesenbeck."

Riesenbeck ora è stata ulteriormente ampliata per ospitare anche competizioni internazionali e iniziative legate alla formazione, una sorta di evoluzione naturale per una  struttura che potrebbe rivestire un ruolo chiave nell'equitazione internazionale?
"Da molti anni la scuderia di Riesenbeck ha lavorato sotto la guida di Ludger Beerbaum seguendo molti degli aspetti che riguardano le attività equestri: dall'allenamento e la doma dei cavalli più giovani alla formazione dei cavalieri, il commercio, la riproduzione e gli eventi correlati.
Con l'ampliamento in pratica sono state ulteriormente migliorate le strutture e le attività già presenti, che potranno ospitare molti eventi durante l'arco dell'anno: dalle competizioni amatoriali a quelle internazionali."

Parliamo un attimo proprio di Ludger Beerbaum, considerato tra le figure più complete del panorama equestre: cavaliere sopraffino, allenatore, preparatore, uomo d'affari e da qualche anno anche allevatore.
Dopo la tua esperienza con lui quali sono gli insegnamenti che cercherai per primi di trasferire nella tua scuderiea?
"Essere il più veloce possibile tra la linea di partenza e quella di traguardo del percorso senza errori!"

Chiaro! Spostando invece l'attenzione sui tuoi cavalli, tra questi abbiamo notato Balermo, Chaccorina e soprattutto Van Gogh (Numero Uno), stallone di tredici anni con il quale hai vinto il GP dei Masters di Los Angeles ad ottobre e il GP della tappa Longines Global Champions Tour di Valkenswaard: quali sono i tuoi progetti su questo atleta?
"L'obiettivo principale è quello di portare questi cavalli al massimo livello, o comunque di portarli al massimo delle loro potenzialità".

Uno dei cavalli più importanti della tua carriera è stato Cornet Obolensky, che attualmente è uno dei più apprezzati riproduttori in circolazione e non a caso: tra i suoi figli spiccano atleti come Cornado NRW, Cornet d'Amour e Comme Il Faut, quale dei suoi figli secondo te assomiglia di più a Cornet Obolensky?
"Cornado NRW"

Qual'è il prossimo trofeo che Marco Kutscher vuole aggiungere alla sua bacheca?
"Personalmente sono già molto soddisfatto, cerco di lavorare ogni giorno per migliorare e di ottenere più successi possibili".

Ringraziamo il cavaliere averci dedicato un pò del suo tempo nonostante i mille impegni che un cavaliere del suo calibro deve affrontare, ricordiamo che Marco Kutscher è tra i migliori 20 cavalieri del mondo (n°17 attualmente nella ranking FEI) ed è tuttora impegnato in Germania nel prestigioso CSI5* Stuttgart German Masters.

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Marzia Cucchetti

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