Philippe Le Jeune per HSJ

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Il campione del mondo Philippe Le Jeune al taccuino di HSJ.

Ovvio chiedere cosa ne pensi di Piazza di Siena 2013: " Mi spiace ma non é più quella di una volta. Roma non è Aquisgrana dove trovi quarantamila persone assiepate sulle tribune anche per una gara poco impegnativa. Mettere due prove valevoli per il raking alle 21,00 di sera non attira pubblico. Tribune desolatamente vuote e nessun applauso per i vinciitori in una umidità che si taglia con il coltello .

I groom hanno finito alla una e trenta ed erano svegli dalla mattina alle cinque".

Il campione belga é un fiume in piena e non si fa minimamente pregare a rivelarci le sue speranze sul Gran Premio Roma: " Sono venuto a Roma con un cavallo per fare esperienza, seguiamo tutti cavalli giovani e non credo di poter puntare alla vittoria in Gran Premio. Il cavallo-prosegue Le Jeune- si é ben comportato nella gara grossa ma da questo a dare chance per la vittoria ce ne corre". Loro Piana é il suo sponsor: " Già e siamo qui con Lucia Vizzini proprio per cercare di dare alcune soddisfazioni al nostro sponsor ma vedo molto forti e accreditati alla vittoria in Gran Premio i tedeschi ei   francesi e gli ucraini che ieri hanno vinto in Coppa delle Nazioni": chiediamo a Philippe se la vittoria del quartetto ucraino in Coppa lo abbia sorpreso: " assolutamente no. Tra noi cavalieri le cose si sanno e erano in tanti a pronosticare la squadra dell'Ucraina tra le prime tre in premiazione.

Sono tutti cavalieri nazionalizzati e hanno molti soldi da spendere per comprare buoni cavalli e questo é fondamentale in questo sport. In equitazione nulla si improvvisa e tutto é frutto di attenta programmazione". Dopo Roma andrò a San Gallo.

Ho poi un programma molto serrato- continua Philippe- con cavalli giovani che richiedono impegno quotidiano". L'ultima domanda é se l'essere diventato campione del mondo sia stato più un onere o un onore.: " Devo dire, cinquanta e cinquanta. - risponde di getto- una grossa pressione entrando in campo ma siamo professionisti e non possiamo lasciarci condizionare.

-"Certo -conclude Le Jeune- una certa invidia é normale suscitarla ma guardiamo avanti". Una stretta di mano e un calice di spumante alzato in segno di saluto per tutti i lettori di HSJ e il campione del mondo Le Jeune va via. (Bruno Delgado)

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